Sintesi personale Ci si potrebbe chiedere per quale motivo uno studente ebreo di un college americano partecipa a un viaggio per mare che mira a sfidare Usa e Israele. Io semplicemente non posso rimanere inattivo , mentre il mio paese collabora con l'assedio, l'occupazione e la repressione dei palestinesi.Ho scelto ,insieme ad altri membri della società civile, di resistere attivamente e in modo non violento a politiche che ritengo abominevoli. Quindi, la prossima settimana, io e più di 30 americani con la nave Audacity of Hope, cercheremo di rompere il blocco di Gaza. Un numero crescente di giovani ebrei americani sono decisi a scrollarsi di dosso presunte e ,in gran parte imposte ,associazioni pro-israeliane. Organizzazioni , come l'American Jewish Committee, proclamano orgogliosamente il loro sostegno incondizionato per Israele,dichiarando la loro "grave preoccupazione" per il crescente "allontanamento" di giovani ebrei americani.Ma quello che gli apologeti di Israele, come l' AJC , considerano un fenomeno negativo, io lo considero uno sviluppo positivo per gli ebrei americani che, come altri americani , si stanno spostando dal cieco sostegno per Israele ad una posizione più critica .Se gli apologeti sono allarmati per il franare del sostegno incondizionato ad Israele, dovrebbero essere ancor più preoccupati che un sempre maggior numero di giovani ebrei si organizza attivamente nei collegi elettorali contro il ruolo dell'America nell' occupazione . L'organizzazione : Voce ebraica per la Pace ha una mailing list di 100.000 sostenitori .Attraverso JVP, ho scoperto che moltissimi altri ,come me, stanno vivendo profondi conflitti interiori per quanto riguarda Israele. Alcuni non osano ,perchè intimiditi, esprimere critiche pubbliche , altri hanno paura di parlare in difesa dei diritti dei palestinesi per non essere etichettati come antisemiti.Prima dell'arrivo dell'organizzazione JVP nei campus universitari ,non era possibile avere tra di noi una discussione aperta e libera. Io stesso sono stato in silenzio troppo a lungo.Noi ci impegniamo a considerare Israele come qualsiasi altro stato inserito in un sistema internazionale , ad analizzare il conflitto israeliano -palestinese dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Ad Atene, mentre scrivo in attesa di salire a bordo del Audacity of Hope, indosso ,come portafortuna, una stella di Davide . Me l'ha regalata , prima della partenza, un caro amico e organizzatore del JVP.La indosso come simbolo dei valori fondamentali dell'ebraismo che sento non sono sufficientemente sottolineati oggi: accogliere lo straniero come si vorrebbe essere accolti, aiutare lo schiavo a liberarsi da una schiavitù che non si vorrebbe soffrire.Come conseguenza di varie azioni nonviolente, anche palestinesi, organizzate in tutto il mondo, l'occupazione israeliana finirà un giorno . Quelli di noi che continuano a tollerare ciò, prolungando morte e sofferenza, allontanano sempre di più la prospettiva di una pace duratura tra i due popoli
Jewish Voice for Peace
ALLEGATI
1 Attivista ebrea per la pace e contro l'occupazione "targata" in un manifesto con scritto "ricercata".
2 Solidarietà agli ebrei americani di Jewish Voice for Peace attaccata dalla destra ebraica
3 JWeekly: Berkeley filmmakers take on Jewish identity, controversial issues in new documentary
Aggiornamento
1 The Gabriel Schivone Affair
2 Jewish claim questioned Gabriel Matthew Schivone responds:
ALLEGATI
1 Attivista ebrea per la pace e contro l'occupazione "targata" in un manifesto con scritto "ricercata".
2 Solidarietà agli ebrei americani di Jewish Voice for Peace attaccata dalla destra ebraica
3 JWeekly: Berkeley filmmakers take on Jewish identity, controversial issues in new documentary
Aggiornamento
1 The Gabriel Schivone Affair
2 Jewish claim questioned Gabriel Matthew Schivone responds:
I'm astonished by the bizarre charges about my most cherished sense of personal identity made by a person I haven't seen, nor corresponded with, in years. It is precisely through my work organizing for Palestinian human rights with other Jews that I evolved to become deeply proud of my identity as a Chicano Jew.
This is not an uncommon story. Many of us find, after years in the wilderness, that this work has brought us closer to our Jewish roots because we found a community of other Jews who believed as we did and who commit themselves, with every ounce of their being, to full equality for all people, especially Palestinians.
Petty attempts at personal defamation of this sort act as distractions from the urgent task that should concern us all: to expose, and resist, U.S.-Israeli policies of closure and the ongoing destruction of Palestinian life under occupation.
Gabriel Matthew Schivone

Gabriel Schivone NON e' ebreo.
RispondiEliminahttp://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=233141
The Gabriel Schivone Affair
RispondiEliminahttp://feedproxy.google.com/~r/jeremiahhaber/PcEx/~3/mr_TsHQOeUk/gabriel-schivone-affair.html
Insomma, anche l'anonimo autore di Magnes Zionist, un antisionista con i fiocchi, riconosce che Schivone ha mentito.
RispondiEliminaE poi aggiunge che ci sarebbero "thousands" di ebrei (e non ebrei) che si sarebbero (ri)avvicinati all'ebraismo proprio grazie all'antisionismo. L'antisionismo fa bene all'ebraismo? L'ebraismo e' in una profonda crisi spirituale da cui puo' uscire solo liberandosi dalle aspirazioni nazionali? Mi sembrano affermazioni un po' forti (anche se immagino saranno gradite ai lettori di questo blog). Gli unici dati su cui si basano queste sparate sono quelli che porta il Magnes Zionist nella sua personale testimonianza: anononima e non verificabile. E poi cita una conferenza di Sergio Della Pergola, che pero' avrebbe ha solo parlato di qualche caso -altro che thousands. Avrebbe, dico io, perche' Della Pergola non ha mai pubblicato' nulla di simile.
Chissa' come mai nel campo antisionista, si e' cosi' affezionati alle frottole (vogliamo ricordare il caso di Edith Luz?). Forse e' la abitudine a maneggiare propaganda.
1 non ha mentito sono percorsi ammessi e riconosciuti all'interno di correnti dell'ebraismo
RispondiElimina2riguardo all'antisionismo ottimo articolo
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2011/06/antony-lerman-universita-di-yale-e.html
3 gli unici antisionisti sono quelli che continuano a difendere l'occupazione
4 riguardoa Sergio della Pergola: chiedere direttamente all'autore
4
1- quali correnti?
RispondiElimina2-3 E' una questione complessa, parliamone dopo aver affrontato le questioni semplici. P. es. questa semplice domanda: Gabriel Matteo Schivone sostiene di essere ebreo. Dice il vero oppure mente? Vedi punto 1. Attendo con interesse di conoscere quali sarebbero queste correnti dell'ebraismo americano che "ammettono e riconoscono percorsi" di quel tipo Grazie.
[4 - niente pubblicazioni, giusto? ]
http://www.ebraismoedintorni.it/chi-e-ebreo-la-risposta-di-yeshayahu-leibowitz
RispondiEliminaleibowitz
A proposito di «Israele come garanzia della continuità storica dell’Ebraismo». Lo Stato d’Israele, che non è che un ingranaggio di potere politico portante il nome d’Israele, non rappresenta una garanzia della continuità storica dell’Ebraismo (quale Ebraismo??). Non c’è proprio nulla che possa «assicurare (!!) un’esistenza eterna (!!) al popolo (definito in base a che?) nello Stato e nella diaspora». Fondare l’esistenza di un popolo - che non abbia né una specifica sostanza culturale e spirituale né uno specifico sistema di vita - sullo Stato, ossia sull’ingranaggio del potere, è l’essenza dell’ideologia fascista. A qual pro tenere in vita un popolo «ebraico» la cui sostanza non sia altro che una sovranità «ebraica» una bandiera «ebraica», un governo «ebraico», un esercito «ebraico» e tutti gli altri accessori del cannibalismo nazionalista?
discorso molto pericoloso quello sollevato per fini puramente poltici e ideologici
soprattutto in un momento di esasperato nazionalismo e "ricompattare le file" senza dimenticare la scissione che sta avvenendo proprio sul riconoscimento dell'identità ebraica tra il rabbinato ortodosso israeliano e quello americano. un errore aver tirato fuori questo problema e , secondo me, indice solo di miopia ideologica
RispondiEliminahttp://mondoweiss.net/2011/08/israeli-ministers-promote-racist-vision-for-israel-and-judaism.html
http://www.kolot.it/2011/02/21/riflessioni-su-yeshayahu-leibowitz/
http://www.haaretz.com/blogs/strenger-than-fiction/israel-is-tearing-apart-the-jewish-people-1.369341
il vero obiettivo della campagna autunnale è questo
RispondiEliminahttp://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fmondoweiss.net%2F2011%2F08%2Fzionists-want-to-wrap-all-jews-in-the-nationalist-flag.html&h=OAQDUUDwN
E' incredibile! C'è chi ha tempo da perdere per approfondire la fede ebraica di una persona come se fosse quello il punto importante! Quanto e come Schiavone è ebreo sono affari suoi, se qualcuno non lo riconosce tanto piacere. E' noto del resto che il rabbinato ortodosso non riconosce gli ebrei riformati,e con questo? Il punto è che bisogna sminuire e vanificare il valore di un discorso politico non gradito con la svalorizzazione della persona. Questo non cambia le cose e cioè che anche tanti ebrei cominciano a essere stufi e disgustati dalla politica israeliana e dal sionismo. L'Ebraismo è una cosa e il sionismo un'altra. Il sionismo è stata la tomba dell'Ebraismo, vedi Marek Edelman, è una politica fascista e genocida e anche, in ultima analisi, nichilista, perchè alla fine distruggerà se stesso. Tutto il resto sono chiacchiere malevole e pettegole di chi non ha argomenti migliori.
RispondiEliminaMiryam Marino
Tutto molto interessante, ma non vedo la risposta alla domanda. Quali sono le correnti dell'ebraismo americano che "ammettono e riconoscono" percorsi basati sull'impostura come quelli di Gabriel Matteo Schiavone?
RispondiEliminala risposta è nei post che ho linkato e nel rapporto tra rabbinato ortodosso israeliano e quello riformato americano. Ebrei non riconosciuti da Israele, ma dal rabbinato riformato, per esempio, americano. Ci sono casi di ebrei che hanno lasciato israele o hanno avuto problemi proprio per uesto. Come detto un gossip che si rivela un boomerang questo..come sta avvenendo
RispondiEliminaarial - nei post che hai linkato si legge il disappunto di Jeremy Haber per la faccenda Schivone (ovvero per il fatto che ha mentito sulla sua identita'). Non si legge nulla su queste fantomatiche correnti dell'ebraismo americano che accetterebbero e legittimerebbero percorsi simili al suo.
RispondiEliminaTanto per ricapitolare: Schivone ha raccontato che ci sarebbero "moltissimi come lui" a sentirsi angosciati (o giu' di li') in quanto ebrei per le politiche di Israele e/o la presunta censura imposta alle sue opinioni dalle organizzazioni ebraiche americane. Quindi ha fatto del suo ebraismo una faccenda pubblica. Ed era una frottola. Come nel caso di Edith Lutz.
Una percentuale di opportunisti e sicofanti e' presente in ogni campo politico, e quello pro-palestinese non fa eccezione. O volete far credere che sono tutti dei santi solo perche' vogliono rimuovere gli ebrei dalla Terra Santa? Davvero, non capisco il problema.
1 l'autore ha rimosse il post per aggiornarlo, ho appena controllato
RispondiElimina2 gabriel ha origini ebraiche , se è per questo, è il taglio che alcuni blog americani e israeliani è inquietante: arrivando a dire che solo chi frequenta la sinagoga può essere deifinito tale e ponendo in discussione perfino il rabbino Lerner
3 'obiettivo è quello secondo me, attraverso questo caso attaccare chi non "rientra" in criteri (definiti da chi poi?) ebrei "hoc" e ci scommetto sarà la campagna dell'autunno
4 la censura esiste e così l'israelizzazione a destra delle organizzazioni ebraiche o per meglio dire il tentativo di farlo
5 il diverso riconoscimento dell'identità ebraica tra conservatori e riformati americani esiste ,ma non vedo perchè un'identità debba essere confermata su basi religiose
6 e i ìl pericolo di percorrere questa strada è data da una notizia apparentemente di secondaria importanza
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4109418,00.html#.Tko9HykviQU.facebook
7 rimango dell'idea che aprire questa diatriba che in realtà nasconde obiettivi politici "inquietanti" sia stato un errore: crea ulteriori lacerazioni come ben ha definito Strenger nel suo articolo
8 http://www.haaretz.com/blogs/strenger-than-fiction/strenger-than-fiction-is-israel-alienating-the-jews-of-the-world-1.301515
http://www.haaretz.com/blogs/strenger-than-fiction/strenger-than-fiction-tony-judt-s-jewish-identity-1.308414
RispondiEliminadove l'essere o non l'essere ebreo viene usata per silenziare...
e ancora più interessante questo caso , dove l'origine ebraica si perde in identità lontane,ma non per questo oggetto di negazione o di sigilli che non si sa chi ha il diritto di apporre o riconoscere come "doc"
RispondiEliminahttp://www.haaretz.com/hasen/spages/1160478.html
Ancora nessuna risposta. Arial ha scritto che ci sarebbero correnti dell'ebraismo americano che accettano e legittimano percorsi come quello di Schivone. Haber sostiene invece di no: sia in Magnes Zionist - inopinatamente citato da arial; sia nei commenti su Mondoweiss. E pure io ritengo che non sia vero.
RispondiEliminaArial dovrebbe almeno indicare i nomi di queste "correnti", invece di buttare fumo negli occhi, accennando a obiettivi nascosti ed inquietanti.
Non si fa piu' in fretta ad ammettere di aver preso un granchio?
1Ancora nessuna risposta. Arial ha scritto che ci sarebbero correnti dell'ebraismo americano che accettano e legittimano percorsi come quello di Schivone. Haber sostiene invece di no: sia in Magnes Zionist - inopinatamente citato da arial; sia nei commenti su Mondoweiss. E pure io ritengo che non sia vero.
RispondiEliminaRisposta : io intendevo indicare la differenza tra il riconoscimento dell'identità ebraica sancito dal rabbinato israeliano e quello americano, molto più aperto
Ho citato come problematica il caso interessante delle origini"lontane" di ebrei non "consapevoli" della comunità calabrese e l'intervista alla rabbina proprio perchè affrontava questa dialettica
In quanto all'articolo ,come il dibattito sta infiammando i blog in u senso o in un altro, è stato rimosso dall'autore perchè deve essere aggiornato. Sono curiosa anch'io di attendere l'aggiornamento
Arial dovrebbe almeno indicare i nomi di queste "correnti", invece di buttare fumo negli occhi, accennando a obiettivi nascosti ed inquietanti.
Non si fa piu' in fretta ad ammettere di aver preso un granchio?
1 già risposto
2 gli obiettivi per me sono ben altri e riguardano l'assimilazione, l'identità considerata come adesione o meno a Israele o per meglio dire alle linee guida di questo governo anche nella definizione di ebreo ecc. Basta leggere la stampa israeliana, il recente convegno parlamentare sull'assimilazione ( che comincia ad apparire anche su Ic e non è un caso) e le pretese dei nuovi gruppi della destra , stile im tirzu ecc..
3 per cui confermo quanto detto e correggo solo il termine correnti con le diferenze che stanno emergendo tra il rabbinato israelino eamericano
4 Come si suo dire basterà aspettare l'autunno per capire se l'attacco a gabriel nasce da un desiderio di chiarezza o ha le finalità di colpire i dissidenti o coloro che non sono nella giusta direzione.onde compattare il fronte
5 che il tema sia scottante, non tanto in italia,ma altrove forse lo dimostra questo articolo
http://jewishvoiceforpeace.org/blog/jweekly-berkeley-filmmakers-take-on-jewish-identity-controversial-issues-in-new-docum
6 la domanda è un'altra per me: vale la pena in tempo di globalizzazione, di identià liquide, accendere questo polverone in nome di una definizione "hoc" quando il tempo che viviamo richiede proprio il passaggio da io armati a tu ? Vale la pena dividere ancora in nome di un concetto di terra bibblica ecc...c'è qualcosa di disperante e non di vitale in tutto questo a scapito della domanda e della sapienza ebraica...più simile a un Ttanic che a germogli di vita
in quanto al caso di lutz risulta quanto segue
RispondiEliminaAccording to Berlin newspaper Der Tagesspiegel, Edith Lutz may not have formally converted to Judaism.
unico giornale e unico giornalista ,almeno a me risulta così
così come per Gabriel la diatriba è stata "iniziata" da un solo giornalista, mentre haaretz ha riportato la risposta dell'interessato . In sintesi non mi sembra che risulti altro..
Uh, quanta carne al fuoco. Ma ancora non si riesce a scoprire quali sarebbero le correnti dell'ebraismo americano che accettano e riconoscono un percorso simile a quello di Gabriel Schivone, un tale che non ha nessuna origine ebraica, nessuna educazione ebraica e nessun riconoscimento formale (nemmeno quello di rabbini indipendenti tipo la Aiello) eppure millanta di parlare a nome di decine di migliaia di altri ebrei.
RispondiEliminaAllora, quali sono queste correnti?
(mi e' caduta la connessione dopo aver clikkato invio, non so se e' arrivato il post precedente, lo rispedisco ora)
RispondiEliminaringrazio per l'interessante dibattito, che mi sono permesso di citare nel mio blog
http://rehovnahum.blogspot.com/2011/08/lo-strano-fenomeno-degli-schivone-jews.html
allo stato attuale rimane una lettera ufficiale su Haaretz dell'autore e una polemica che sta acquistando toni, come già detto, che in realtà non c'entrano nulla con una problematica da affrontare con sapienza per non provocare lacerazioni e identità armate e, quindi, debole
RispondiEliminaGabriel Matthew Schivone responds:
I'm astonished by the bizarre charges about my most cherished sense of personal identity made by a person I haven't seen, nor corresponded with, in years. It is precisely through my work organizing for Palestinian human rights with other Jews that I evolved to become deeply proud of my identity as a Chicano Jew.
This is not an uncommon story. Many of us find, after years in the wilderness, that this work has brought us closer to our Jewish roots because we found a community of other Jews who believed as we did and who commit themselves, with every ounce of their being, to full equality for all people, especially Palestinians.
Petty attempts at personal defamation of this sort act as distractions from the urgent task that should concern us all: to expose, and resist, U.S.-Israeli policies of closure and the ongoing destruction of Palestinian life under occupation.
Gabriel Matthew Schivone
http://www.haaretz.com/print-edition/features/letters-to-the-editor-1.376284
e questo è quanto di oggettivo oggi c'è
Non si tratta affatto di "ridurre" - arial ha fatto una affermazione non documentata, e tuttora non riesce a documentarla. Di tutto il resto si puo' discutere quanto si vuole, ma occorre che si discuta tra persone che non dicono balle, quali quella delle "correnti che riconoscono e legittimano" percorsi di avvicinamento all'ebraismo che si riducono alla campagna contro Israele (e/o le sue politiche). L'organizzazione dei rabbini reform americani, la CCAR, ha delle linee guida quanto al riconoscimento dello status di ebrei, e non vi figura affatto la attivita' come quella di Gabriel Schivone, che la millanta come mezzo di avvicinamento all'ebraismo. Se il rabbino in questione ha linee diverse dalla CCAR si capisce il suo desiderio di restare anonimo. Sempre che esista. La Aiello, per inciso, non fa parte della CCAR, dal momento che ha studiato in una scuola indipendente, e non in un collegio rabbinico ufficiale del movimento Reform. Che, lungi dall'essere antisionisti, prescrivono agli studenti rabbini di passare un anno in Israele. Quante cose che NON si leggono in questo blog sgangherato...
RispondiEliminaManca il presupposto essenziale di tutto quanto: quali sono le prove per dimostrare che Gabriel non è ebreo ? Allo stato attuale un articolo che non dimostra nulla e una lettera alla quale risponde lo stesso "accusato" confutandone le affermazioni. Tesi poi riprese,, dai blog italiani e americani ecc, per attaccare nella direzione già evidenziata, senza aggiungere nulla
RispondiEliminaInteressante che che venga citato il della Lutz dove ,oltre riprodurre un vecchio articolo(pieno di forse) da oltre un anno non è stato aggiunto nulla e nessuno ne parlava più
2 In base all'affermazione "origine ebraiche" il movimento riformato ne accetterebbe i presupposti come dimostra il caso calabrese e come mi ha confermato un rabbino e questo dovrebbe chiarire cosa intendevo per correnti , termine che ritenenvo in qualche modo scontato, e utilizzato in "contrapposizione" a movimenti più ortodossi ecc,
3 vorrei ricordare il caso dei peruviani per esempio convertiti in tutta fretta all'ebraismo per ragioni di"necessità demografica " e inseriti in Israele. Conferma del taglio politico che in realtà si vuol dare al tutto
4 Una questione così delicata e un'affermazione di tal genere avrebbe dovuto avere prove più dotte e circostanziate e dispiace l'affannarsi anche di blog seri per avvalorare tale metodologia
5 Rimane , ed è questo il vero problema, la lacerazione molto forte tra rabbinato americano e israeliano che adesso riprenderò e unificherò Le prime vittime dell'egemonia ortodossa sono in realtà i membri delle correnti che gli haredim, forti del monopolio che essi detengono sulla halakha, accusano di aver "deviato" o di essere "eretici". Negli anni 50 e 60 l'establishment ortodosso contestò l'identità ebraica dei membri della comunità Bne Yisrael, venuti dall'India, causando loro parecchie sofferenze. Dagli anni 80, gli ebrei venuti dall'Etiopia subiscono una sorte analoga. Vengono obbligati a passare esami di religione per provare di essere effettivamente ebrei; alcuni di loro devono sottoporsi al rituale della conversione; l'autorità dei loro rabbini non viene riconosciuta. Succede persino che le autorità responsabili dei cimiteri rifiutino di seppellire i loro morti con la scusa che la loro identità ebraica non è stata accertata. Quanto poi ai karaiti, in maggioranza provenienti dall'Egitto, essi devono affrontare queste stesse difficoltà da decenni e, per reazione, si rinchiudono nelle loro comunità. L'establishment ortodosso si spinge fino ad affermare che un terzo degli immigranti originari dell'Unione sovietica non è ebreo. E i soli a tenergli testa sono i membri della corrente riformata e di quella conservatrice. o Forse ci siamo dimenticati della volontaria morta nell'incendio del Carmelo e nonostante l'intervento del governo, non sepolta nel cimitero ebraico perchè di madre non ebrea o perlomeno non riconosciuta tale dal rabbinato ortodosso? In sintesi, ripeto, una diatriba non motivata da una reale analisi contestualizzata, ma da un articolo di giornale ad uso politico, esattamente come il caso Lutz. Un vaso di Pandora aperto in modo scriteriato e pericoloso
1 nessun movimento ,se si voleva intendere questo, riconosce la militanza politica come elemento sufficiente per costituire un'identità ebraica..non avrebbe alcun senso e sarebbe pericolosissimo, così come nessuna identità ebraica dovrebbe essere disconosciuta e delegittimata per posizioni politiche o militanze ecc.. Si aprirebbero scenari molto inquietanti e pericolosi e l'inquisizione cattolica è stata maestra in questo..china da non percorrere assolutamente
RispondiElimina2 la questione per me era legata non alla militanza, ma alle origine ebraiche,( a questo facevo riferimento quando parlavo di correnti,) termine tutto da definire e in questo senso si riferiva la risposta datami dal rabbino che non intendeva assolutamente il punto 1...fuori da ogni presupposto logico, religioso, laico qualunque sia il mantello che ognuno di noi riveste
3
perfettamente d'accordo su quanto lei dice delle linee guida del CCAR,
Non ho ben capito a chi si riferisce quando scrive "si voleva intendere". Resta quindi assodato che NON esistono correnti ebraiche americane che "riconoscono e legittimano" percorsi come quello di Schivone. Quindi quando lo ha scritto hai detto una cosa inesatta. E ha proseguito a difenderla per una ventina buona di commenti.
RispondiEliminaRicapitoaliamo la vicenda Schivone. Quanto al suo ebraismo e' stato molto, molto reticente: e' ashkenazita o sefardita? e' di famiglia reform, ortodossa, massorati? ha fatto un bar mitzwa? con che rabbini ha studiato? ecc. ecc. L'unica cosa che ha detto e' che avrebbe delle radici ebraiche -questa espressione io la trovo personalmente molto pericolosa: "radici", ricorda molto il blut-und-boden nazista-. E ha aggiunto che come altre centinaia di migliaia di ebrei (numero tutto da dimostrare) si sentirebbe piu' ebreo facendo attivita' politica al fianco di chi vuole fare di Israele uno Stato in cui gli ebrei siano minoranza alla merce' dei piu' forti - che poi e' il risultato del famoso "ritorno dei profughi". La vicenda sembra improbabile e cosi' e' stata considerata da Mondoweiss come pure da Jeremy Haber prima versione.
Vedo con piacere che dopo aver nominato la CCAR si sono subito adottati dei toni piu' concilianti, chissa' forse l'anonimo rabbino si e' spaventato? Io sono davvero curioso di sapere se quel certo rabbino e' un membro della CCAR e se ha mai effettuato conversioni di persone dichiaratamente antisioniste. Potrebbe per favore chiederglielo?
Vorrei inoltre sapere chi sta rispondendo a questo thread. La persona che critica la riscoperta di radici ebraiche degli indigeni del Sudamerica o la persona che appoggia le riscoperte delle origini ebraiche della popolazione calabrese? Che io vedo una qualche contraddizione. Non e' che certe operazioni piacciono a seconda del colore politico di chi le conduce? Che se cosi' sono le cose, date una occhiata al sito della Aiello e ci troverete una interessante trasmissione radio su come e' bello essere rabbini indipendenti e repubblicani pro-life.
E per finire, a proposito della commistione tra religione e politica, non e' un mistero che i leader dell'ebraismo italiano sono stati fascisti (ed antisionisti) durante il Fascismo e in qualche caso fino al 1938. Personalmente io sono a favore della commistione tra religione e politica e preferirei che certi errori non si facessero piu'. O forse in nome della critica ad Israele il fascismo viene buono, come pure veniva buono il nazismo del Mufti'?
Non ho ben capito a chi si riferisce quando scrive "si voleva intendere". Resta quindi assodato che NON esistono correnti ebraiche americane che "riconoscono e legittimano" percorsi come quello di Schivone. Quindi quando lo ha scritto hai detto una cosa inesatta. E ha proseguito a difenderla per una ventina buona di commenti.
RispondiElimina1 per quanto le possa sembrare strano io non ho mai considerato questo della militanza come ipotesi , mi sono sempre riferita all'affermazione di origine ebraica e alla lettera. In caso contrario non avrei certo parlato della lacerazione tra Israele e diaspora.
2 Ricapitoaliamo la vicenda Schivone. Quanto al suo ebraismo e' stato molto, molto reticente: e' ashkenazita o sefardita? e' di famiglia reform, ortodossa, massorati? ha fatto un bar mitzwa? con che rabbini ha studiato? ecc. ecc. L'unica cosa che ha detto e' che avrebbe delle radici ebraiche -questa espressione io la trovo personalmente molto pericolosa: "radici", ricorda molto il blut-und-boden nazista-. E ha aggiunto che come altre centinaia di migliaia di ebrei (numero tutto da dimostrare) si sentirebbe piu' ebreo facendo attivita' politica al fianco di chi vuole fare di Israele uno Stato in cui gli ebrei siano minoranza alla merce' dei piu' forti - che poi e' il risultato del famoso "ritorno dei profughi". La vicenda sembra improbabile e cosi' e' stata considerata da Mondoweiss come pure da Jeremy Haber prima versione.
2 quando contesto la mancanza analisi intendo proprio questo: una delegittimazione aprioristica senza dati oggettivi ,ma l finalizzata, senza alcun riferimento o criterio, a obiettivi politici che nulla hanno a che fare con una seria discussione.
In quanto al nazismo non c'entra nulla , come non c'entra l'esame inquisitorio sul suo tasso di identità. Altro vaso di pandora che determinerebbe un boomerang se usato, anche dall'altra parte contro gli avversari. Tutto quanto molto pericoloso.
3 Vorrei inoltre sapere chi sta rispondendo a questo thread. La persona che critica la riscoperta di radici ebraiche degli indigeni del Sudamerica o la persona che appoggia le riscoperte delle origini ebraiche della popolazione calabrese? Che io vedo una qualche contraddizione. Non e' che certe operazioni piacciono a seconda del colore politico di chi le conduce? Che se cosi' sono le cose, date una occhiata al sito della Aiello e ci troverete una interessante trasmissione radio su come e' bello essere rabbini indipendenti e repubblicani pro-life.
Bella domanda: avevo posto il problema proprio per evidenziare come una problematica così importante e trattata a livello di gossip può, a secondo il punto di vista, diventare operazione di bassa politica...e dare una duplice lettura a seconda il tempo, la situazione, la necessità del tempo. Motivi demografici? concorrenza tra rabbinati? equilibri da salvaguardare? meglio evitare perchè ciò che si permette in un dato momento ,non si può poi impedire perchè "l'altro" non fa comodo
3 E per finire, a proposito della commistione tra religione e politica, non e' un mistero che i leader dell'ebraismo italiano sono stati fascisti (ed antisionisti) durante il Fascismo e in qualche caso fino al 1938. Personalmente io sono a favore della commistione tra religione e politica e preferirei che certi errori non si facessero piu'. O forse in nome della critica ad Israele il fascismo viene buono, come pure veniva buono il nazismo del Mufti'?
Io sono contraria alla commistione tra religione e politica...assolutamente contraria qualunque sia il Nome a cui ciascuno fa riferimento. Una commistione che produce solo frutti corrotti
In quanto alla destra un discorso da fare è la commistione con l'estremismo antisemita, neonazista della destra israeliana con la destra europea in nome dell'antiislam.
http://www.hakeillah.com/2_11_10.htm#Israele_deve_separare_la_religione_dalla_politica_
RispondiEliminahttp://www.hakeillah.com/3_11_10.htm
17 agosto 2011 15:22:00 GMT-07:00
http://antonylerman.com/2011/06/10/antisemitism-research-just-improved-yale’s-initiative-for-studying-antisemitism-is-axed/