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Israele :BAMBINI “ALIENI” IN ISRAELE . I figli degli immigrati a rischio di espulsione

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MICHELE GIORGIO È una domanda che ponevano un po’ tutti i bambini e ragazzi che sabato scorso hanno manifestato in Piazza Habima a Tel Aviv, assieme ai genitori, in gran parte filippini, contro la decisione del governo di sanare la posizione soltanto di 257 famiglie sulle 701 che avevano presentato una richiesta di legalizzazione. Un corteo di un migliaio di persone si è avviato lungo le strade del centro per scuotere la «città che non dorme mai» ma che abbandona a loro destino tanti lavoratori che ogni giorno puliscono migliaia di abitazioni e uffici e si prendono cura di tanti anziani. Fa eccezione un’esigua minoranza, in gran parte attivisti anche sul fronte dell’occupazione dei territori palestinesi, che si battono per impedire che tanti ragazzi, nati e cresciuti in Israele, vengano cacciati via. «Occorrerebbe una partecipazione maggiore per bloccare le decisioni prese dal ministro dell’interno Eli Yishai (del partito ortodosso Shas, ndr), che da anni combatte i migranti e i ...

Siria :La conta dei morti. Invece di numeri in libertà occorrerebbe chiedersi: chi muore? Chi uccide?

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 Nel dibattito internazionale sulla Siria tutto verte, ben più che intorno alle idee degli opposti schieramenti, intorno alla conta dei morti e dunque alle relative liste e cifre: fino ai 7.500 dell’ultimo lancio (non rapporto) dell’Onu. E i media danno sempre a intendere che si tratti di “vittime civili della repressione del regime”. Ma Sharmine Narwani sul sito in inglese di al-akhbar.com si pone delle domande dà anche risposte (in “Questioning the Syrian “Casualty List”, su  http://english.al-akhbar.com/content/questioning-syrian-%E2%80%9Ccasualty-list%E2%80%9D ). Per concludere che in omaggio alle vittime sarebbe ora di smettere il conteggio per chiedersi chi erano quelle persone e chi le ha uccise e in quali circostanze. Premettendo che il governo stesso ha ammesso errori e violenze nei primi mesi della protesta, Narwani si sofferma sulle listedelle vittime; diverse e in competizione. E poi: come fanno i vari osservatori dell’opposizione (che sono fonti per l’Onu e i m...

Iran: lettera da Evin: “Uccido formiche, credo in te e nell’Iran”

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“Uccido formiche, credo in te e nell’Iran” Lettera alla moglie dal carcere di Evin di Bahman Ahmadi-Amouee Cara Jila, mi sveglio presto in questi ultimi giorni e la prima cosa che faccio è uccidere le formiche. Tante formiche in inverno? Non so cosa sta succedendo. La cosa interessante è che c’è una lunga fila di formiche vicino al mio letto. Quindi il loro nido deve essere nelle vicinanze. Ora, dopo aver ucciso cinquanta o sessanta formiche al giorno per diversi giorni, nessuno potrà dire “Bahman è una brava persona, che non ha fatto mai male nemmeno a una formica”. Anche se non ho mai dato un tale definizione di me stesso in passato. E’ da diversi giorni che mi sento di scriverti per condividere i miei dolori. Ma ora che sto scrivendo, non so da dove cominciare. E’ passato circa un mese da quando ti ho scritto l’ultima volta, ma non so perché non riesco a concentrarmi…. In un primo tempo, pensavo di avere un problema. Ma sembra che anche le altre persone siano nello stesso stato...

Dai palestinesi alla Siria, dalle Nazioni Unite alla memoria: incontro con Kassem Al Aina

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Dopo 63 anni ha ancora la forza per invocare il diritto al ritorno e alla memoria. In occasione delle celebrazioni del 30esimo anniversario dalla strage di Sabra e Chatila incontriamo Kassem Al Aina che, in visita a Roma ha partecipato all’incontro dedicato al Diritto al Ritorno organizzato da Un ponte per…, Forum Palestina ed il gruppo 'Per non dimenticare Sabra e Chatila'.   di Gioia Benedetti  L’iniziativa dal titolo “Dalla parte dei palestinesi: il ritorno, un diritto, ”che si è tenuta il 27 febbraio a Roma ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Kassem Al Aina direttore della storica ong palestinese Beit Atfal Assomud. Gli chiedo cosa sia cambiato dal nostro ultimo incontro in Libano lo scorso giugno: se il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’UNESCO abbia avuto delle conseguenze. Kassem, in un primo slancio, afferma che nulla è cambiato per i rifugiati in Libano, ma aggiunge che la legittimazione permetterà ai palestinesi...

Yuda Brawn ,un soldato fuori dal comune in Israele

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  Rilanciamo in italiano questo articolo pubblicato nel numero di gennaio-febbraio 2012 della rivista  La Terre Sainte , il cui sommario è disponibile  nella sezione francese  di  Terrasanta.net . *** Yuda non è il membro smarrito di qualche compagnia di montagna in tenuta invernale. È un artista che ha messo un solo colore sulla sua tavolozza per sciogliere le lingue e far reagire gli animi. «Ma sei l’angelo della morte?». È una domanda tra le tante, posta da un bambino ebreo ultraortodosso al soldato bianco. Lui è  Yuda Braun, un giovane artista israeliano  di 26 anni che ha deciso di far riflettere la gente per strada. Per questo, indossa la sua divisa da soldato e percorre su e giù le vie di Gerusalemme, si apposta nei villaggi e nelle città dei Territori Palestinesi e di Israele, sta di pattuglia lungo la linea verde stabilita nel 1967. Il tentativo sembra piuttosto banale, solo che Yuda è completamente bianco. Bianco dalla testa ai piedi: la test...

Misna :CINEMA ‘AL QUDS’ ALZA IL SIPARIO DOPO UN QUARTO DI SECOLO

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1  Ha riaperto dopo 26 anni di chiusura, all’indomani dell’inizio della prima intifada (sollevamento) palestinese, il cinema-teatro Al Quds a Gerusalemme Est. Sabato scorso, le 81 poltrone all’interno della sala sono state letteralmente prese d’assalto da spettatori in fila per assistere alla proiezione di due film diretti dai registi palestinesi Enas Muthaffar e Ahmad Habash, nell’ambito del mini-festival inaugurale intitolato ‘Freedom film week’. Sito in via al Zahra, ad appena cinque minuti dalle mura della città vecchia, il cinema Al Quds (Gerusalemme, in arabo) fu fondato nel 1950. Quando iniziarono le rivolte palestinesi contro l’occupazione israeliana, note appunto come Intifada, nel 1987, la situazione di grave insicurezza allontanò gli abituali avventori da cinema, caffè e teatri, molti dei quali chiusero a causa delle difficoltà economiche. Nel 2007 la fondazione no profit ‘Yabous’ ha avviato un progetto finalizzato proprio a rimettere in sesto il piccolo cinema-teatro, p...

Sinai e l'odissea dei profughi :L’Egitto ora ammette tutto

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  Il  muro di omertà che circonda gli orrori e i misteri del Sinai inizia a sgretolarsi. Infatti Solomon, il giovane testimone oculare eritreo sfuggito 15 giorni fa ai predoni beduini, è in salvo al Cairo, nelle mani dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. E per la prima volta il ministro dell’Interno egiziano ha ammesso davanti alla delegazione Ue, sollecitata da un’interrogazione dell’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, l’esistenza di un traffico di esseri umani ai danni di migranti subsahariani (soprattutto eritrei e sudanesi del Darfur) nel deserto della Bibbia. Dunque Solomon, che dopo la fuga era stato accolto e nascosto da uno sceicco salafita – nemico dei predoni per il controllo del territorio – è stato rocambolescamente salvato dall’Ong Gandhi, che aiuta i profughi eritrei grazie anche al contributo di diocesi e ordini religiosi, che lo ha trasportato al Cairo in auto travestito da beduino. Sulla sua testa i banditi avevano messo una taglia di 50mil...

VIDEO: A SILWAN DEMOLIZIONI IN NOME DEL RE DAVIDE

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Demolito un centro ricreativo per bambini. Gli ordini di demolizione per gli edifici considerati “illegali” mettono a repentaglio la comunità palestinese di Silwan. IKA DANO Gerusalemme, 02 Marzo 2012, Nena News – Un centro di ricreazione per bambini gestito dall’organizzazione Mada e dal Centro Informazione Wadi Helwa raso al suolo nel quartiere di Silwan, nella Gerusalemme Est occupata. In virtù di un “ordine di pulizia” dell’amministrazione civile israeliana, che incombe su migliaia di abitazioni del quartiere palestinese di Silwan. “Alle 7 di mattina del 13 febbraio, siamo stati svegliati dal rombo dei buldozzer” racconta il coordinatore del Centro Informazioni Wadi Helwa di Silwan, Jawwad Siam a Nena News “Un rumore che non ci è nuovo, ma che ci ha colto di sorpresa. Ci siamo precipitati in strada, ma i buldozzer dell’ Autorità per i Parchi nazionali, accompagnata dalla polizia israeliana, avevano già iniziato a buttare giù il centro ludico per bambini”. Motivazione: un...