Editoriale Haaretz: barriere all'aeroporto di Ben Gurion (discriminazioni e restrizioni)



Sintesi personale
Tre israeliani ebrei sono stati deportati dal New York JFK lo scorso fine settimana dopo aver detto agli agenti di controllo che volevano incontrare un loro amico in cerca di asilo politico negli Stati Uniti. Nonostante le 'proteste, israeliane e l'intervento degli avvocati , i tre viaggiatori sono stati fatti salire ,senza tanti complimenti, sul primo aereo in partenza per Tel Aviv
. Three Jewish Israelis were deported from New York's JFK Airport last weekend after telling border control agents they were considering visiting a friend seeking political asylum in the United States. Despite the Israelis' protestations and the attempts by attorneys to post bail for their release, the three travelers were unceremoniously boarded on the first plane back to Tel Aviv.
Antisemitismo , razzismo, xenofobia? No, solo un 'ipotesi immaginaria di un evento reale descritto da Amira Hass su Haaretz di ieri. Sono stati coinvolti tre turisti americani (pellegrini cristiani), nati in Etiopia o in Eritrea. Tutti e tre sono stati trattenuti per ore al Ben-Gurion International Airport ,dopo che uno di loro ha raccontato a un funzionario israeliano, di voler incontrare un rifugiato africano in cerca di asilo in Israele. Piuttosto che esaminare il caso l' Autorità sommariamente li ha deportati tutti e tre. Sembra che i funzionari dell'immigrazione siano stati in vacanza a Pasqua, dopo aver espulso tre cittadini svedesi di origine palestinese,facenti parte di un'organizzazione educativa. Il gruppo includeva anche quattro ebrei svedesi che sono stati autorizzati a rimanere.Simili incidenti stanno diventando sempre più comuni. Le spiegazioni fornite dai funzionari dell'immigrazione non sono convincenti, mentre sarebbe il caso che lo fossero per evitare che qualcuno, pur con documenti idonei, non possa esercitare il suo diritto ad entrare in Israele. Eventuali problemi di sicurezza e di passeggeri pericolosi dovrebbero essere risolti al momento della partenza, non dell'arrivo Se le autorità di immigrazione israeliane avevano anche il minimo sospetto che i turisti stessero progettando di unirsi al loro amico a chiedere lo status di rifugiato, dovevano addurre prove certe. Invece hanno agito basandosi su ipotesi e informazioni dette, tra l'altro, dagli stessi turisti innocentemente. Questo modo di procedere danneggia il buon nome di Israele David Ben-Gurion sperava di vedere Israele diventare "una luce per le nazioni", non una luce rossa chiusa arbitrariamente da pesanti barriere
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