venerdì 25 luglio 2014

Lo spot censurato dei pacifisti israeliani che rende furiosa la destra


IBA, la TV e Radio pubblica israeliana, ha rifiutato di trasmettere un spot realizzato dall’organizzazione pacifista B’Tselem dove sono elencati i nomi dei bambini morti durante l’invasione di Gaza effettuata durante l’operazione “Protective Edge”. La radio pubblica ha motivato la sua decisione di non diffondere questo spot alla luce della sua “controversia politica”, rimarcando come un simile contenuto fosse di tipo informativo e non pubblicitario. B’Tselem ha realizzato questo video per incoraggiare un dibattito pubblico sul tema delle vittime dell’operazione “Protective Edge”, e sul suo sito l’organizzazione pacifista che documenta le violazioni dei diritti umani nei Territori occupati evidenzia come “il rifiuto non sia affatto neutrale. La decisione di non trasmettere lo spot è una significativa dichiarazione in favore del silenziamento del dibattito pubblico sul massiccio prezzo che i civili di Gaza stanno pagando per questa operazione”. B’Tselem ha reagito alla “censura” diffondendo il video sulla sua pagina Facebook e sugli altri canali social, così raggiungendo un numero significativo di visualizzazioni. I principali giornali israeliani stanno inoltre riferendo dello spot non trasmesso dalla Radio pubblica del paese, IBA.
Il direttore esecutivo di B’Tselem Hagai El-Ad ha evidenziato come i media israeliani non stiano diffondendo i nomi delle vittime palestinesi. «Per portare il pubblico a conoscenza di questi fatti abbiamo dovuto realizzare uno spot radiofonico noi stessi. La nostra richiesta però è stata bocciata in base all’ipotetica asserzione che gli organi di informazione debbano trasmettere i nomi. Il risultato di questo ragionamento circolare è che un tema così urgente ed importante sui diritti umani sia stato effettivamente silenziato e cancellato dai media, sia nelle trasmissioni di informazione e sia nella pubblicità radiofonica”.

et our request was denied based on the hypothetical claim that the newscasts should broadcast the names. The result of this circular reasoning is that a human issue of utmost, urgent public importance has been effectively silenced and erased from the public sphere, both in newscasts and in radio advertising.”


IBA, la TV e Radio pubblica israeliana, ha rifiutato di trasmettere un spot realizzato dall’organizzazione pacifista B’Tselem dove sono elencati i nomi dei bambini morti durante l’invasione di Gaza effettuata durante l’operazione “Protective Edge”. La radio pubblica ha motivato la sua decisione di non diffondere questo spot alla luce della sua “controversia politica”, rimarcando come un simile contenuto fosse di tipo informativo e non pubblicitario. B’Tselem ha realizzato questo video per incoraggiare un dibattito pubblico sul tema delle vittime dell’operazione “Protective Edge”, e sul suo sito l’organizzazione pacifista che documenta le violazioni dei diritti umani nei Territori occupati evidenzia come “il rifiuto non sia affatto neutrale. La decisione di non trasmettere lo spot è una significativa dichiarazione in favore del silenziamento del dibattito pubblico sul massiccio prezzo che i civili di Gaza stanno pagando per questa operazione”. B’Tselem ha reagito alla “censura” diffondendo il video sulla sua pagina Facebook e sugli altri canali social, così raggiungendo un numero significativo di visualizzazioni. I principali giornali israeliani stanno inoltre riferendo dello spot non trasmesso dalla Radio pubblica del paese, IBA.
Il direttore esecutivo di B’Tselem Hagai El-Ad ha evidenziato come i media israeliani non stiano diffondendo i nomi delle vittime palestinesi. «Per portare il pubblico a conoscenza di questi fatti abbiamo dovuto realizzare uno spot radiofonico noi stessi. La nostra richiesta però è stata bocciata in base all’ipotetica asserzione che gli organi di informazione debbano trasmettere i nomi. Il risultato di questo ragionamento circolare è che un tema così urgente ed importante sui diritti umani sia stato effettivamente silenziato e cancellato dai media, sia nelle trasmissioni di informazione e sia nella pubblicità radiofonica”.

et our request was denied based on the hypothetical claim that the newscasts should broadcast the names. The result of this circular reasoning is that a human issue of utmost, urgent public importance has been effectively silenced and erased from the public sphere, both in newscasts and in radio advertising.”di  Andrea Mollica

 http://www.gadlerner.it/2014/07/25/lo-spot-censurato-dei-pacifisti-israeliani-che-rende-furiosa-la-destra

Amira Hass: gli abitanti di Gaza colpa di Israele, non di Hamas (a proposito degli scudi umani)

The Jabalia district in the northern Gaza Strip, on July 24, 2014.


Con | Luglio 25, 2014 | 10:25



Sintesi personale, non traduzione








Una moschea distrutta a seguito di un attacco militare israeliano nel quartiere di Jabalia 
nel nord della Striscia di Gaza, il 24 luglio 2014. Photo by AFP

Un comandante di una delle brigate di fanteria ha detto che i residenti del nord di Gaza avevano affermato durante l'interrogatorio che Hamas li aveva pagato perchè non lasciassero le loro case (Gili Cohen, "Haaretz", 22,07). . E 'possibile che alcuni residenti - non è chiaro se  sono ancora in stato di detenzione o se sono stati rilasciati dopo l'interrogatorio solo per fuggire in un altro luogo non sicuro -abbiano detto quello che poi gli è stato riferito. Le loro parole forniscono un'altra prospettiva alle ripetute affermazioni fatte dai forgiatori di tesi   politiche : di  solito si afferma che Hamas, attraverso minacce e tattiche intimidatorie,   costringe centinaia di migliaia di residenti nelle zone minacciate a non evacuare le loro case. Ora si scopre che il bastone è stato accompagnato da una carota - denaro offerto da Hamas.
Personalmente conosco diverse famiglie che hanno rifiutato di evacuare Beit Hanoun e Beit Lahiya quando venne ordinato di farlo dall'IDF. È venuto in mente al comandante che le persone hanno detto negli interrogatori quello che volevano sentire in modo da non essere visti come sostenitori   e non aver problemi ? La detenzione , soprattutto dopo   essere  stati terrorizzati  da incessant bombardamenti israeliani, non è un ambiente naturale per una chiacchierata amichevole, in particolare quando lo gestisce chi  ha effettuato il bombardamento.
Anche se stavano dicendo la verità, le famiglie che conosco non hanno abbandonato le case dal momento che è difficile lasciare una casa   costruita con il risparmio di  molti anni  e  non è facile obbedire a un nemico che   ha già sfollato voi, i vostri genitori o i vostri nonni in precedenti occasioni. La gente non poteva immaginare la distruzione che Israele   avrebbe fatto  con l'intenzione di provocare, nonostante le loro precedenti esperienze. Non hanno lasciato immediatamente le abitazioni  poiché nessun luogo nella Striscia di Gaza oggi è al sicuro.
Il  rimprovero israeliano ai palestinesi che non hanno lasciato le loro case prima che fossero bombardati, è  da biasimare . L'esenzione della  responsabilità verso la loro morte, suona  logico   alla maggior parte degli israeliani. Tuttavia, uno studioso accademico vicino ad Hamas ha detto ad Haaretz che  gli analisti  vedono  le mosse da parte di Hamas e la condotta pubblica palestinese secondo la propria logica , non  secondo la logica di coloro che stanno analizzando. Questo è il loro errore originale
La logica degli apparati di sicurezza di Israele è che la gente molto presto sarà stufa di Hamas che ha portato solo la distruzione di interi quartieri e la morte di centinaia di persone. Funzionari della sicurezza che costantemente bombardano i media con le loro analisi sono parte di un sistema progettato per controllare e disciplinare i palestinesi nella loro qualità di persone occupate. Così, per loro è difficile vedere che i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania (e non solo lì) attribuiscono la distruzione e la morte   a una scelta deliberata di Israele ,in quanto occupante. Secondo loro questa non è  la scelta di Hamas. Così, il crescente disgusto è con Israele, non Hamas.
Il comune Ramallah ha eretto una casa di lutto   con circa 200 bare. Ognuna è drappeggiata con la bandiera palestinese e riporta il nome e l'età di un palestinese ucciso a Gaza. Mercoledì scorso diverse centinaia di persone le  ha  mostrato al funzionario delle  Nazioni Unite a Ramallah  che ha cercato  di dire qualche parola   di condanna al  discorso pronunciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban ki-Moon e alla posizione assunta dall'Unione europea, che vede Hamas come l'aggressore e Israele come quello sotto attacco. Il disgusto espresso 'era rivolto a Israele, non Hamas.
La logica  politica analizza sempre la situazione di Hamas in un contesto regionale:  , una posizione indebolita in seguito alla cacciata dei Fratelli Musulmani in Egitto ,alla chiusura dei tunnel di Rafah; all' inasprimento dei rapporti con Hezbollah e l'Iran, ecc La debolezza regionale è reale . L'ostilità dell'Egitto al movimento islamico è immensa. Tuttavia, Hamas, pur facendo parte del movimento dei Fratelli Musulmani, vuole dimostrare che si tratta di un movimento nazionale palestinese che sta aprendo la strada alla liberazione, così come vuole modellare la società palestinese secondo i suoi ideali religiosi. Hamas ha perso l'Egitto, ma nelle ultime due settimane ha cessato di essere il cugino illegittimo del movimento nazionale palestinese ufficiale (l'OLP).
Inoltre il Mercoledì c'è stato un incontro  di attivisti di Fatah veterani che non sono vicini ai circoli del presidente Mahmoud Abbas.Per loro  è ovvio che i residenti bombardati e uccisi a Gaza sono parte integrante del popolo palestineseo. Hanno espresso il rispetto per le capacità di combattimento di Hamas ', ma  criticato il non aver preso più seriamente la risoluzione approvata dal sesto convegno del loro movimento sulla  resistenza  non armata. They expressed respect for Hamas’ fighting capabilities but criticized themselves for not taking more seriously a resolution passed by the sixth convention of their movement, which called for strengthening the non-armed popular struggle.
I partecipanti hanno criticato il non aver preso parte a manifestazioni in Cisgiordania. ( due manifestanti sono stati uccisi la scorsa settimana, prima delle grandi manifestazioni di giovedì il cui pedaggio è stato un altro giovane ucciso e circa 200  feriti dal fuoco israeliano, uno  in condizioni critiche.) È stato osservato che a causa della pressione popolare , Abbas ha cambiato tono nel suo recente discorso. Hanno parlato con la loro  logica, non con quella dell'occupazione israeliana. "Abbiamo sbagliato a considerare Hamas nostro nemico principale per tanti anni. Abbiamo disaccordi con Hamas, ma il nostro nemico è l'occupazione. "

Amira Hass : Gazans blame Israel, not Hamas

Gazans blame Israel, not Hamas

Are Israeli analysts viewing the moves by Hamas and the Palestinian public according to their own logic, not the logic of those they are analyzing?

By | Jul. 25, 2014 | 10:25 AM


The Jabalia district in the northern Gaza Strip, on July 24, 2014.
Palestinians hug near a destroyed mosque following an Israeli military strike in the Jabalia district in the northern Gaza Strip, on July 24, 2014. Photo by AFP

A commander in one of the infantry brigades said that residents of northern Gaza had stated during interrogation that Hamas had paid them not to leave their homes (Gili Cohen, “Haaretz”, 22.07). No reason to think he made this up. It’s possible that some residents – it’s not clear if and where they are still under detention or whether they were released after questioning only to flee to another unsafe location – told him what he later reported. Their words provide another perspective to repeated claims made by the shapers of conceptions and policies in Israel’s security establishment: It is usually stated that Hamas, through threats and scare tactics, forced hundreds of thousands of residents in endangered areas not to evacuate their homes. Now it turns out that the stick was accompanied by a carrot – money offered by Hamas. (The officer did not reveal how much and to how many people).
I personally know several extended families that refused to evacuate Beit Hanoun and Beit Lahiya when ordered to do so by the IDF. If there were any threats made, they did not reach these families, and if any money passed hands, it didn’t come to them. Did it occur to the commander that people told the interrogators what they wanted to hear so as not to be viewed as Hamas supporters, so that things would go easier for them in their interrogation? Detention, especially after days of being terrorized under incessant Israeli bombardment, is not a natural setting for a friendly chat, particularly when the detainer is also the one who carried out the bombardment.
Even if they were telling the truth, the families I know did not evacuate since it is hard to leave a home one has built with savings collected over many years. They didn’t leave since the IDF is the enemy, and it’s not easy to obey an enemy who has already displaced you, your parents or your grandparents on previous occasions. People could not begin to imagine the destruction that Israel was willing and intending to wreak, despite their earlier experiences. They didn’t leave immediatly since no place in the Gaza Strip is safe today.
Israeli claims the Palestinians who did not leave their homes before they were bombed are to be blamed, and that it is exempted of responsibility to their death, sound logical to most Israelis. However, an academic scholar close to Hamas told Haaretz that the problem with those shaping concepts and policies in Israel’s security establishment, and with analysts using their briefings for their analysis, is that they view moves by Hamas and Palestinian public conduct according to their own logic, not the logic of those they are analyzing. This is their original mistake, he says.
The logic of Israel’s security establishment was and is that very soon people will become fed up with Hamas, which has only brought about the destruction of entire neighborhoods and the deaths of hundreds. Security officials who constantly bombard the media with their analysis are part of a system that is designed to control and discipline the Palestinians in their status as occupied people. Thus, they find it hard to see that Palestinians in Gaza and the West Bank (and not just there) view the destruction and death as something Israel has done by choice, as an occupier. According to them this was not Hamas’s choice. Thus, the growing disgust is with Israel, not Hamas.
The Ramallah municipality has erected a house of mourning and placed near it some 200 coffins. Each one is draped with the Palestinian flag, carrying the name and age of a Palestinian killed in Gaza. On Wednesday, several hundred people carried these coffins to the UN compound in Ramallah. They silenced the UN representative who tried to say a few words and condemned the speech made by UN Secretary General Ban ki-Moon and the position taken by the European Union, which views Hamas as the aggressor and Israel as the one under attack. The disgust expressed there was aimed at Israel, not Hamas.
The logic of policy shapers always analyzes Hamas’s situation in a regional context: It is weak following the ouster of the Muslim Brotherhood in Egypt and the closing of the Rafah tunnels; it is weak due to the souring of relations with Hezbollah and Iran, etc. The regional weakness is true. Egypt’s hostility to the Islamic movement is immense. However, Hamas, although part of the Muslim Brotherhood movement, wants to prove that it is a national Palestinian movement which is leading the way to liberation, as well as wishing to shape Palestinian society according to its religious ideals. Hamas has lost Egypt, but over the last two weeks it has ceased to be the illegitimate cousin of the official Palestinian national movement (the PLO).
Also on Wednesday, there was a meeting in al-Bireh of veteran Fatah activists who are not close to the circles of President Mahmoud Abbas. The speakers criticized themselves, the Fatah movement and its leader, for their belated realization of the obvious, that the bombed and dead residents of Gaza are part and parcel of the Palestinian people, and that striking them is a blow to all Palestinians. They expressed respect for Hamas’ fighting capabilities but criticized themselves for not taking more seriously a resolution passed by the sixth convention of their movement, which called for strengthening the non-armed popular struggle.
Participants criticized themselves since over the last two weeks they went missing, not taking part in demonstrations across the West Bank. (In clashes with the army, two demonstrators were killed last week, before Thursday's huge demonstrations whose toll was another young man killed and around two hundreds injured by Israeli fire, one of the in critical condition.) It was noted that due to popular pressure, Abbas changed his tone in his recent speech. They spoke with their own logic, not that of the Israeli establishment. “We were wrong to consider Hamas our primary enemy for so many years. We do have disagreements with Hamas, but our enemy is the occupation.”

Ospedale al-Wafa: Israele utilizza immagini falsificate per giustificare il bombarrdamento

 

 

Sintesi personale : non traduzione

 Parenti seppelliscono i corpi dei due ragazzi palestinesi, Abdulrahamn Abed al-Nabi, 1, e Hadi Abed al-Nabi, 3,  uccisi in un attacco aereo israeliano nel nord di Gaza Giovedi. ( Ezz al-Zanoun / immagini APA )

 L'esercito israeliano   ha distrutto completamente il centro di  riabilitazione al-Wafa  nel quartiere orientale di Gaza City di Shujaiya dopo   l'evacuazione forzata dei pazienti, operatori sanitari e personale ospedaliero la scorsa settimana.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che l'esercito israeliano ha sostenuto   che gli edifici dell'ospedale sono stati "utilizzati come centro di comando di Hamas e base  di lancio." Tuttavia, il direttore dell'ospedale, il dottor Basman Alashi , afferma che Israele ha preso di mira l'ospedale sulla base di affermazioni false e fuorvianti.
Gli attivisti con il Movimento di Solidarietà Internazionale  che hanno lavorato a stretto contatto con al-Wafa personale ospedaliero e   che  hanno  tentato di impedire a Israele di bombardare l'ospedale due settimane fa, hanno  dichiarato in un comunicato stampa  che:
Il 21 luglio alle 14:17, il portavoce dell'IDF ha rilasciato un'immagine su Twitter che mostrano un'immagine aerea di un edificio contrassegnato come ospedale "Al-Wafa". Nell'immagine c'è un cerchio rosso  designato come il luogo da cui è stato lanciato un razzo M75.
L'edificio nella foto contrassegnata   come ospedale "Al-Wafa" in realtà non è l'ospedale el-Wafa.

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(Per gentile concessione del Movimento di Solidarietà Internazionale)

140.724-Wafa-hospital-satellite.jpg

Una visione più chiara di ospedale al-Wafa. Si noti che è in una zona completamente diversa rispetto alle rivendicazioni dell'esercito di Israele.
Il Ministero della Salute di Gaza ha riferito che 797 palestinesi sono stati uccisi e più di 5.100 feriti durante sedici giorni consecutivi di attacchi israeliani . Più di un centinaio di palestinesi sono stati uccisi    giovedì   ed è stata colpita   una scuola delle Nazioni Unite a Beit Hanoun , dove i palestinesi avevano cercato rifugio.
Al-Wafa è solo una delle 26 strutture mediche ad essere stata  presa di mira da Israele negli ultimi sedici giorni, osserva il Ministero della Salute.
Ma'an News Agency riporta oggi che Israele ha colpito l'ospedale Muhammed al-Dura e  ha ucciso Ibrahim al-Sheikh Omar  ,un bambino ."Fonti mediche hanno riferito che  è stato colpito dalle schegge dell'esplosione, ed è morto sul posto" Trenta altri palestinesi sono stati feriti in attacco missilistico sull'ospedale.
"Lunedi  bombe israeliane hanno provocato quattro morti e ferito sessanta persone  presso l'ospedale di al-Aqsa a Deir al-Balah. Inoltre  più di cinquanta moschee sono state bombardate, così come migliaia di case ", aggiunge Ma'an.
Come Rania Khalek ha riferito il Mercoledì , Israele sta arbitrariamente prendendo  di mira strutture mediche e    utilizza  armi sofisticate. Almeno un terzo di tutte le vittime sono bambini e le forze israeliane hanno, in media   ucciso almeno un bimbo  a Gaza   ogni  ora .
Ospedale di Al-Wafa è stato completamente evacuato il 17 luglio  e aveva ricevuto  "sette milioni di dollari di attrezzature mediche essenziali,  la maggior parte  irrecuperabille durante l'evacuazione di emergenza."
http://electronicintifada.net/blogs/nora-barrows-friedman/israel-used-fabricated-images-justify-bombing-al-wafa-hospital

giovedì 24 luglio 2014

Gaza: 16 morti nella scuola dell'ONU .L'IDF riconosce la sua responsabilità

massacro della scuola delle Nazioni Unite a Gaza

I parenti di ragazzo palestinese ucciso nel massacro della scuola Onu piangono in obitorio
Israeli military now confirming it was Israeli tank shells that hit the UN school in Gaza today. Updates here: http://www.buzzfeed.com/sheerafrenkel/at-least-13-palestinians-were-killed-inside-the-un-school-wh 
 The official IDF spokesman account said Israeli forces were present in the area at the time of the deadly incident:

Today Hamas continued firing from Beit Hanoun. The IDF responded by targeting the source of the fire.

Sintesi personale

In una delle più atroci stragi di  civili della guerra di Gaza ,

l'IDF    ha ammessola sua responabilità  ,precisando  che aveva detto alle Nazioni Unite di evacuare la  scuola perchè  era troppo vicino a una zona di combattimento. Naturalmente l'ONU ha già 100.000 profughi che affollano le sue strutture in tutta la Striscia. Così   lo spostamento altrove non era una questione dettata dalla necessità di trovare una struttura più sicura , visto lo spazio limitato a Gaza ,ma  una questione di affollamento Quindici minuti prima dell'arrivo previsto dei bus,   cannonante sono state dirette sulla scuola : 16  i civili uccisi
Durante la guerra del Libano del 2006, ci fu un attacco aereo israeliano in  una struttura delle Nazioni Unite chiamato Qana, che uccise 44 civili.
proteste Ramallah
Massicce proteste a Ramallah contro massacro di Gaza
In uno sviluppo che potrebbe cambiare il calcolo della guerra in corso, migliaia di palestinesi della Cisgiordania si sono radunati nelle città di tutta la Palestina per protestare contro la strage. L'IDF ha ucciso almeno tre manifestanti   e ne ha ferito 60 usando  munizioni in combattimento
Ogni  pressione per un cessate il fuoco sarà totalmente sprecato  se non si  tiene conto delle  esigenze di Gaza  : porre fine all'assedio,.aprirele frontiere, permettere ai palestinesi di avere un governo di unità nazionale.,parlare con Hamas.
Ecco un perfetto esempio di farsa in azione (da Haaretz):
Un alto funzionario israeliano ha detto che il segretario di Stato Usa John Kerry ha elaborato una nuova proposta di cessate il fuoco e lo ha presentato a entrambe le parti.
Entrambe le parti? Che cosa significa? Di certo non significa che la proposta è stata presentata ad Hamas perché gli Stati Uniti non parlano con Hamas.

2 Immagini in esclusiva della strage   avvenuta   nella scuola di Gaza   Tutte le notizie di Rai News – ultime notizie in tempo reale – home page, logo rai news

Gaza, bombardata scuola Onu, le immagini in esclusiva

Un luogo dove la morte è arrivata all'improvviso: l'inviata Rai, Lucia Goracci, si trova nella scuola Onu colpita dai bombardamenti israeliani
- See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Gaza-in-esclusiva-le-immagini-della-scuola-Onu-colpita-b5b57545-975b-4c32-9ebd-b4efa831a640.html#sthash.3O2PDX3X.dpuf

Aggiornamento Gaza : 24 luglio



Diretta Gaza. Emergenza umanitaria senza precedenti. Strage in una scuola dell’UNRWA
1
24 lug 2014
Barriera Protettiva, gaza, Israele, Palestina
by Redazione

Strage in una scuola dell’Unrwa a Beit Hanun. Almeno 17 vittime, un centinaio i feriti. In 17 giorni di offensiva i palestinesi uccisi sono più di 750. Washington parla di tregua vicina, ma Hamas non accetta il disarmo dei gruppi armati. Un giovane ucciso a Betlemme dai soldati israeliani.


AGGIORNAMENTI:

Ore 23.15 – OLTRE 100 FERITI, DUE MORTI A QALANDIYA. SCONTRI ANCHE A GERUSALEMME


Un’altra vittima a Qalandiya, durante la manifestazione in corso. I due ragazzi uccisi sono il 19enne Mohammad al-Araj e Muhammad Arar. Almeno 108 i feriti, 60 da proiettili veri. I manifestanti lanciano pietre, molotov e fuochi d’artificio, i soldati israeliani sparano pallottole e proiettili di gomma.

Ore 22.30 – QALANDIYA: UN MORTO E 50 FERITI. SCONTRI A BETLEMME

Durissimi gli scontri in corso a Qalandiya, a Ramallah: un morto e almeno 50 feriti durante la marcia verso Gerusalemme. Sono 20mila i manifestanti, strada piena da Qalandiya a Al Amari. Scontri anche a Betlemme, vicino al checkpoint 300.

Ore 21.45 – MARCIA SU GERUSALEMME: A QALANDIYA IN MIGLIAIA

Sono migliaia i palestinesi che stanno prendendo parte alla marcia su Gerusalemme, partita stasera dal campo profughi Al Amari di Ramallahe diretta verso il checkpoint di Qalandiya, dove sono in corso durissimi scontri. Incendi e ambulanze che vanno e vengono: sarebbero già 14 i feriti, di cui uno molto grave dopo essere stato colpito da una pallottola alla testa.

Ore 21.15 – BOMBARDATO L’OSPEDALE AL-DURRA A : MUORE UN BAMBINO DI DUE ANNI

L’esercito israeliano ha bombardato stasera l’ospedale Mohammed al-Durra tra Gaza City e Jabaliya . Un bambino di due anni e mezzo, Ibrahim al-Sheikh Omar, è morto mentre si trovava nell’unità di terapia intensiva. Fonti mediche hanno raccontato che il piccolo è stato colpito dalle schegge ed è morto sul colpo. Altri 30 sono rimasti feriti. Secondo l’esercito israeliano l’ospedale era utilizzato come base di lancio di missili da parte delle fazioni armate palestinesi.

ORE 21 – HAMAS: “PRONTI A CESSATE IL FUOCO SUBITO SE CESSA L’ASSEDIO DI GAZA”. ESERCITO ISRAELIANO: “AVEVAMO AVVERTITO UNRWA E CROCE ROSSA DEGLI ATTACCHI PROVENIENTI DALLA ZONA DELLA SCUOLA”

Il capo dell’ufficio politico di Hamas Khaled Meshaal ha dichiarato che il movimento è pronto  a firmare un accordo per il cessate il fuoco  a condizione che l’assedio israeliano di Gaza venga revocato. ”Chiediamo- ha detto Meshaal a una serie di organi di stampa in lingua araba – il pieno impegno internazionale per la fine dell’aggressione e dell’assedio di Gaza, un impegno concreto. Non siamo interessati al meccanismo, quello che ci interessa sono vere garanzie perché l’assedio venga tolto. Abbiamo ottenuto queste promesse in passato, e non ne è venuto fuori nulla”.

“Vogliamo un aeroporto internazionale, vogliamo un porto, vogliamo un’apertura al mondo esterno, e non una situazione in cui siamo controllati da alcuni valichi di frontiera che trasformano Gaza in un’enorme prigione, che nessuno può lasciare anche per trattamenti medici trattamento o per lavoro [...] Quando avremo una bozza di accordo chiaramente formulata che ci garantisca queste cose, e la comunità internazionale darà il suo sostegno a questo progetto, il fuoco potrà cessare. Anche oggi “.

Intanto Haaretz riferisce che altre unità dell’esercito israeliano si stanno dirigendo verso il confine con Gaza. L’esercito ha confermato di aver sparato colpi di mortaio in direzione della scuola Unrwa di Beit Hanoun in risposta al fuoco proveniente dai dintorni dell’edificio, ma che “sono ancora in corso le verifiche per capire chi abbia colpito la scuola”. Una fonte militare israeliana ha inoltre detto a Haaretz che nei giorni scorsi alcuni suoi rappresentanti avevano contattato l’Unrwa e la Croce Rossa per riferire che le truppe venivano colpite dalla zona della scuola e che l’esercito avrebbe risposto agli attacchi.

Ore 20.20 – UNRWA: “OLTRE 141MILA RIFUGIATI NELLE NOSTRE 83 SCUOLE”

unrwa

ORE 19.15 – 779 VITTIME PALESTINESI, 84 SOLO OGGI. USA E ONU CONDANNANO ATTACCO A SCUOLA UNRWA. GRAN BRETAGNA SOLLECITA HAMAS AD ACCETTARE TREGUA UMANITARIA SENZA CONDIZIONI

Sono 779 le vittime palestinesi dell’attacco israeliano a Gaza dallo scorso 8 luglio, 84 solo oggi, tra cui sei membri della famiglia Abu-Itta colpiti dall’esplosione e dalle schegge della casa vicina bombardata dall’aviazione israeliana.

il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha condannato duramente l’attacco alla scuola dell’Unrwa di Beit Hanoun, che ha causato 17 vittime e oltre 200 feriti tra i palestinesi che vi avevano trovato rifugio. Dura condanna anche da parte degli Stati Uniti: “Siamo profondamente rattristati e preoccupati per il tragico incidente – ha dichiarato dal Cairo il portavoce del dipartimento di Stato americano Jen Psaki – e ribadiamo il nostro appello affinché entrambe le parti raddoppino i propri sforzi per la protezione dei civili”.

Il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond ha detto in conferenza stampa al Cairo che “Hamas deve accettare un cessate il fuoco umanitario, senza condizioni”. Eppure ieri era stato il ministro israeliano della Giustizia Tzipi Livni a dichiarare che non ci sarebbe stata alcuna tregua finché non fossero stati smantellati tutti i tunnel a Gaza, mentre ieri sera Hamas si era detto disponibile alla tregua umanitaria a condizione che il blocco imposto a Gaza fosse allentato.

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ORE 17.45 – ESERCITO:”FORSE SU SCUOLA UNRWA RAZZI DI HAMAS”. GIURA IL NEOPRESIDENTE ISRAELIANO RIVLIN

L’esercito israeliano ha dichiarato che alcuni razzi lanciati da Hamas sono caduti su Beit Hanoun e che potrebbero essere stati questi a provocare le vittime della scuola dell’Unrwa: lo rende noto Haaretz. Intanto, alla Knesset giura il neopresidente israeliano Reuven Rivlin.

ORE 17 – STRAGE BEIT HANOUN, 17 VITTIME. UNRWA: “ISRAELE AVEVA LE COORDINATE DELL’EDIFICIO. MAI CONCESSA UNA FINESTRA DI FUGA PER I CIVILI”

Il bilancio delle vittime dell’attacco alla scuola dell’Unrwa a Beit Hanun è salito a 17 vittime e oltre 200 feriti. Chris Gunness, portavoce dell’Unrwa, ha dichiarato via Twitter che ”precise coordinate del rifugio dell’UNRWA a Beit Hanoun erano state formalmente comunicate all’esercito israeliano”. Ha poi aggiunto che “nel corso della giornata, l’UNRWA ha provato a coordinare con l’esercito israeliano una finestra per la fuga dei civili, ma non è mai stata concessa”.  Gunness ha detto di non poter né confermare né smentire la presenza di Hamas all’esterno dell’edificio, aggiungendo che comunque “Israele e Hamas devono rispettare l’inviolabilità dell’Onu e della legge umanitaria”.



Ore 16:25 – DALLA FRANCIA 11 MILIONI DI EURO PER GAZA

Il Presidente francese Hollande ha dichiarato che il suo Paese donerà 11 milioni di euro agli abitanti di Gaza. I fondi saranno distribuiti ad organizzazioni non governative attive nella zona.

Secondo fonti palestinesi Israele non permetterebbe ai soccorritori di raggiungere Khan Yunis per poter evacuare i feriti e raccogliere i cadaveri.

ore 16:10 - Razzi su Ashkelon. I media israeliani riferiscono di duri scontri tra i gruppi armati palestinesi e i soldati di Tel Aviv nel quartiere Shujaiyya a est della città di Gaza.

Salgono a 15 le vittime del bombardamento della scuola dell’Unrwa a Beit Hanun. 150 i feriti. Un bilancio che, visto l’alto numero di feriti, appare provvisorio. E’ la quarta volta, da quando è iniziata l’offensiva israeliana su Gaza, che viene colpita una struttura dell’Onu. E’, però, la prima volta che si registrano vittime.

ore 15:44 – I GRUPPI ARMATI PALESTINESI PROMETTONO VENDETTA PER LA STRAGE DI BEIT HANUN. TV AL-MAYADEEN: “770 LE VITTIME DALL’INIZIO OFFENSIVA”

I “Comitati di resistenza” palestinesi hanno detto poco fa che «la strage di Bait Hanun avrà una risposta. Ci vendicheremo per il sangue dei martiri»

Secondo la rete panaraba al-Mayadeen le vittime palestinesi dall’inizio dell’offensiva israeliana sono 770. Più di 4700 feriti.

 Ore 15:25 – MASSACRO NELLA SCUOLA UNRWA A BEIT HANUN. LE VITTIME SONO GIA’ 13. DECINE I FERITI.

Decine di vittime e feriti nel bombardamento di una scuola dell’Unrwa a Beit Hanun nel nord della Striscia di Gaza. La scuola ospitava coloro che avevano dovuto lasciare le loro case da quando è iniziata l’operazione “Bordo Protettivo”.

Il Dottor Ashram al-Qidra, portavoce del Ministero della Sanità a Gaza, ha detto che al momento sono già 13 le vittime. Decine i feriti.

Un testimone oculare ha raccontato all’agenzia Ma’an: “eravamo seduti nel cortile della scuola quando ci sono piovute addosso le bombe”. Alcuni presenti parlano di 5 bombe sganciate dagli israeliani.

 Ore 15:15 – MINISTRO AFFARI STRATEGICI ISRAELIANO, YUVAL STEINITZ:“POSSIBILITA’ DI ALLARGARE OPERAZIONE MILITARE”

Il Ministro israeliano degli Affari Strategici, Yuval Steiniz, ha detto che “Israele sta vagliando la possibilità di allargare l’operazione militare”.

La tv al-Mayadeen sostiene che Israele ha arrestato circa 150 giovani palestinesi nella zona di Khaza’a e li ha portati a Sufa. 4 feriti (di cui 2 in condizioni gravi) in un raid dell’aviazione israeliana a Shajaiyya, ad est di Gaza.

Le brigate al-Qassam hanno attacco con diversi missili mezzi corazzati israeliani che erano penetrati nella zona est di al-Tuffah. Non è ancora noto l’esito dell’offensiva.

ore 15:10 BREAKING, DECINE DI MORTI E FERITI IN SCUOLA UNRWA A BEIT HANOUN COLPITA DA TIRI ISRAELIANI

ore 15:00 MINISTERO INTERNI PALESTINESI: “ISRAELE ARRESTA FERITI E SOCCORRITORI”

Bombardamenti in corso nella parte occidentale di Beit Lahya e nel campo profughi di Maghazi.

Secondo il Ministero degli interni palestinesi Israele avrebbe arrestato diversi soccorritori e feriti a Khaza’a a est di Khan Yunis. La notizia è confermata dal corrispondente del tv panaraba al-Mayadeen che aggiunge: “Israele sta arrestando i feriti che erano in un’ambulanza”.

Prosegue il lancio di razzi su Israele. Un missile caduto nei pressi di Sha’ar HaNeghev ha provocato un incendio.

ore 14:00 –  746 VITTIME. LA MINISTRA ISRAELIANA LIVNI: “FINE OPERAZIONE QUANDO NON CI SARA’ PIU’ PERICOLO TUNNEL”

Intervistato da Sky News, il ministro delle finanze israeliano, Naftali Bennet, ha accusato Hamas di usare i civili come scudi umani. Sulla crescita di consensi per Hamas tra la popolazione locale, il leader di “Casa Ebraica” ha detto che i sostenitori del movimento islamico sono “immorali” e poi ha aggiunto: “noi vogliamo vivere fianco a fianco con loro, sono loro ad inseguirci. Abbiamo consegnato la terra [si riferisce al ritiro dei coloni dalla Striscia nel 2005, ndr], e loro l’hanno resa un fortino del terrore”. La ministra di giustizia, Tzipi Livni, ha ribadito stamane che “Israele deve continuare l’operazione su Gaza. Quando non ci sarà più il pericolo dei tunnel, allora si discuterà di una fine”.

Ore 13.15 – UNRWA: “UCCISE TRE NOSTRE INSEGNANTI”

Il portavoce dell’agenzia Onu Unrwa, Chris Gunness, ha fatto sapere oggi che tre delle insegnanti del loro staff sono state uccise in un attacco israeliano, due nella loro casa e una mentre tornava dopo un giorno di lavoro in un rifugio dell’agenzia: “Tre insegnanti dell’Unrwa sono state uccise. Il mio cuore si spezza per ogni cooperante umanitario che paga un simile prezzo, morire aiutando gli altri”.

Ore 12.45 – SCONTRI A GERUSALEMME E IN CISGIORDANIA. STASERA MARCIA VERO GERUSALEMME DA QALANDIYA

Nella notte di ieri scontri tra manifestanti palestinesi e forze militari israeliane a Gerusalemme, nei quartieri di Ras al-Amoud e Silwan. Scontri anche a Ramallah, Nablus e Betlemme in Cisgiordania. Per stasera il neonato gruppo 48ThousandMarch ha organizzato un’azione a Ramallah: alle 9.30 di stasera una marcia partirà dal campo profughi di Al Amari e si dirigerà verso il checkpoint di Qalandiya, dove è prevista una preghiera per le vittime di Gaza. Poi i manifestanti tenteranno di raggiungere Gerusalemme, attraverso il checkpoint israeliano. Si attendono scontri.

Ore 12.40 – KERRY DAL CAIRO: TURCHIA E QATAR FACCIANO PRESSIONE SU HAMAS PER TREGUA. MOSCHEA DI AL AQSA: VENERDÌ INGRESSO VIETATO AGLI UNDER 50

Prosegue la campagna diplomatica del Segretario di Stato Usa che oggi è di nuovo in Egitto, dopo la visita di ieri in Israele e Cisgiordania. Al Cairo ha incontrato i ministri degli Esteri di Turchia e Qatar e ha chiesto loro di premere su Hamas affinché si giunga a un cessate il fuoco. Kerry avrebbe avuto anche un’altra conversazione telefonica con Netanyahu. Oggi il sistema di difesa israeliano Iron Dome ha intercettato cinque razzi lanciati dalla Striscia di Gaza verso Tel Aviv. Domani vietato l’ingresso alla moschea di al Aqsa, Gerusalemme, ai minori di 50 anni. Israele teme scontri.

Ore 12.30 – LIEBERMAN: BRASILE IRRILEVANTE NELL’ARENA INTERNAZIONALE

Stizzita la reazione del ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, alla decisione del governo brasiliano di richiamare il proprio ambasciatore in Israele. “Questa scelta dimostra il doppio standard del Brasile che lo rende parte del problema invece di contribuire alla soluzione. Questa condotta mostra perché il Brasile, che è una potenza culturale ed economica, resta irrilevante nell’arena internazionale”.

ORE 12.00 – ESERCITO EGIZIANO:  SVENTATO ATTENTATO A KEREM SHALOM

L’esercito egiziano ha riferito di avere sventato un attacco kamikaze al kibbuz di Kerem Shalom, valico di passaggio sui confini tra la Striscia di Gaza, L’Egitto e Israele. ieri sera. I militari hanno ucciso l’attentatore sucida che indossava una cintura esplosiva, riporta l’agenza Ma’an. Inoltre, l’esercito del Cairo ha distrutto un veicolo che trasportava un missile a Sheikh Zuweid, nel nord del Sinai, uccidendo due persone che erano a bordo.

Ore 11.45 – HAMAS: UCCISI 8 SOLDATI ISRAELIANI. TEL AVIV NON CONFERMA

Le Brigate al Qassam hanno riferito di avere ucciso otto soldati israeliani, oggi, a nord-est di Gaza City. Se la notizia fosse confermata, sarebbe il più alto numero di vittime in un unico attacco del braccio armato di Hamas contro le truppe israeliane. Le Brigate al Qassam hanno anche rivendicato la distruzione di un blindato israeliano che trasportava un RPG 29, un lanciarazzi. Tel Aviv non ha rilasciato dichiarazioni.

ORE 11.30 – UNRWA: COLPITA SCUOLA CON 1.500 SFOLLATI

L’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha riferito che la scuola femminile Deir Al Balah, a Gaza, è stata colpita dal fuoco israeliano stamattina alle 7.45 (8.45 italiane): 5 persone sono rimaste ferite. All’interno dell’edificio avevano trovato rifugio circa 1.500 persone. “Questa è la seconda volta in tre giorni che Israele colpisce una scuola dell’Unrwa e torniamo a condannare quanto accaduto nella maniera più dura possibile”, ha detto il portavoce Unrwa, Chris Gunness. “Le Forze armate israeliane ci hanno detto che possiamo muoverci liberamente in veicoli con il marchio dell’Onu. Chiediamo a tutte le parti di rispettare gli obblighi stabiliti dalle leggi internazionali per tutelare civili e di astenersi da qualsiasi azione che possa mettere a repentaglio l’incolumità degli operatori umanitari”. Lunedì è stata colpita la scuola Unrwa Maghazi, una ragazza è rimasta ferita. Quando lo staff dell’agenzia Onu si è recato nella scuola per un sopralluogo, l’area è finita di nuovo sotto il fuoco israeliano “mettendo a rischio la vita dello staff Unrwa”.

Ore 11.15 – LA CISGIORDANIA PROTESTA CONTRO L’ATTACCO A GAZA

I palestinesi in Cisgiordania guardano con rabbia e dolore alla Striscia di Gaza. Ogni sera ci sono manifestazioni di protesta contro Israele, che finiscono in scontri con i soldati israeliano o anche con la polizia palestinese. Lanci di pietre e molotov contro i militari israeliani che rispondono con gas lacrimogeno, cannoni ad acqua, proiettili di gomma e anche veri. Sono due i morti e decine i feriti palestinesi nelle proteste degli ultimi giorni.

Quattro persone sono state arrestate dagli israeliani ieri ad Abu Dis, vicino a Gerusalemme, tra cui un tredicenne. La Mezza Luna Rossa ha riferito di diversi casi di soffocamento da gas lacrimogeno, anche tra i soccorritori.

Ore 11.00 –L’ASTRONAUTA ALEXANDER GERST: “LA FOTO PIÙ TRISTE SCATTATA SINORA”

L’immagine della Striscia di Gaza vista dallo spazio sta facendo il giro del Web. Si vedono la pioggia di fuoco su Gaza e i razzi su Israele. “È la foto più triste che abbia scattato sinora”, ha commentato l’astronauta tedesco Alexander Gerst dalla stazione spaziale International Space Station, 300 chilometri dalla terra.

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Ore 10.45 – GAZA: 729 PALESTINESI UCCISI E OLTRE 4.000 FERITI. ISRAELE: 32 SOLDATI MORTI

I raid israeliani dal cielo, da terra e da mare non si fermano e da stamattina hanno fatto 34 morti tra i palestinesi, di cui dieci membri della famiglia al-Astal (due bambini di tre e cinque anni), la cui casa è stata colpita a Khan Yunis. Il bilancio delle vittima sale rapidamente (729 morti, oltre 4.000 feriti), mentre la diplomazia parla di cessate il fuoco e sembra essersi aperta la possibilità di una tregua umanitaria di cinque giorni da sabato, fine del mese islamico del Ramadan.

Sono, invece, 32 i soldati israeliani deceduti e 28 quelli rimasti feriti nei combattimenti che infiammano la Striscia di Gaza da 17 giorni. È il più alto numero di perdite militari israeliane dall’invasione del Libano nel 2006, fa notare l’agenzia palestinese Ma’an.

Ore 10.15 – BRASILE  RICHIAMA AMBASCIATORE. LE COMPAGNIE USA RIPRISTINANO  I VOLI DA E PER ISRAELE

Il governo Brasialiano ha richiamato il suo ambasciatore a Tel Aviv in segno di protesta per lo “sproporzionato uso della forza da parte di Israele” nella Striscia di Gaza. La diplomazia si muove per raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas che è disponibile  auna tregua umanitaria. Ieri il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, ha incontrato il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, a Ramallah, e oggi vede il premier israeliano Benjamin Netanyahu. C’è bisogno di una “soluzione stabile”, ha detto Hammond, “il cessate il fuoco non è sufficiente” .

Oggi si riunisce la Knesset (il Parlamento israeliano) in seduta straordinaria per discutere della operazioni militari a Gaza. Le compagnie aeree statunitensi tornano a volare da e per il Ben Gurion di Tel Aviv. La decisione di ripristinare i voli è arrivata dopo la visita, ieri, del segretario di Stato statunitense, John Kerry, a Gersulamme e Ramallah. Kerry è al Cairo per proseguire il suo lavoro diplomatico con gli egiziani, al fine di arrivare a un cessate il fuoco. Continuano i raid israeliani nella Striscia di Gaza, mentre risuonano le sirene in diverse località del centro di Israele per il lancio di razzi.

ore 9.00 – CESSATE IL FUOCO A PARTIRE DA SABATO?

Il nostro corrispondente e giornalista del Manifesto, Michele Giorgio riporta (citando fonti palestinesi) della possibilità di un cessate il fuoco di 5 giorni a partire da sabato.

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Diretta di ieri, mercoledì 23 luglio

dalla redazione Gerusalemme, 24 luglio 2014, Nena News – Sono 718 le vittime gazawi (81.5% civili), ad ora, giovedì 23 luglio ore 8 del mattino. La notte ha portato con sé altri 23 morti, durante bombardamenti che non hanno mai smesso di piovere su Gaza. Molte delle vittime arrivano dal villaggio di Khuza’a, vicino Khan Younis, teatro ieri di un nuovo massacro di civili. Sale a 32 il numero dei soldati israeliani uccisi in combattimento dall’inizio dell’operazione di terra, il 17 luglio.

L’emergenza umanitaria è indescrivibile, i dati forniti dall’Ocha sono impietosi: 1 milione e 200mila persone senza accesso o con accesso limitato all’acqua, l’80% della popolazione con poche ore di elettricità al giorno, 130mila sfollati (70mila dei quali nelle scuole dell’Unrwa, pienissime, dove manca tutto, dal cibo ai bagni), oltre duemila case completamente distrutte, oltre 3mila seriamente danneggiate. In un simile massacro, la diplomazia mondiale continua ad incontrarsi e a parlare di tregua, ognuno alle proprie condizioni. Ieri sia il segretario di Stato Usa Kerry che il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon sono arrivati nella regione, incontrando sia il presidente palestinese Abbas a Ramallah che il premier israeliano Netanyahu a Gerusalemme.

Tutti parlano di grandi sforzi diplomatici e di tregua vicina: “Abbiamo sicuramente fatto dei passi avanti, ma c’è ancora molto da fare”, ha detto Kerry ripetendo un mantra che nell’ultimo anno hanno sentito in molti, riferito all’andamento pessimo dei negoziati tra Israele e ANP.

Da parte loro né Israele né Hamas paiono pronti al cessate il fuoco, con il movimento islamista fermo nelle sue posizioni: nessuno a Gaza accetterà il ritorno allo status quo, non saranno state massacrate centinaia di persone per non ottenere nessun diritto. Khaled Meshaal ieri è stato chiaro: “Nessuno può disarmare la resistenza”, ha detto dopo il documento redatto dai 28 ministri degli Esteri della Ue che chiedevano il disarmo delle Brigate al-Qassam e di tutte le milizie armate della Striscia. “Non accetteremo nessuna proposta che non includa l’alleviamento dell’assedio sui gazawi – ha aggiunto il leader islamista – Quanti soldati israeliani devono vedere prima di decidere di eliminare il blocco? A Gaza tutto sta collassando: non c’è acqua, elettricità, medicine, carburante, cibo. Invito il segretario Ban Ki-moon a venire a Gaza e vedere con i suoi occhi questo massacro”.

Un punto importante è stato però segnato ieri dal voto del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu che con 29 voti a favore, 17 astenuti (tra cui l’Italia e tutti i paesi Ue) e un contrario (gli Stati Uniti) ha approvato la creazione di una commissione di inchiesta che indaghi eventuali crimini di guerra compiuti da Israele contro Gaza.

Sono diverse le organizzazioni per i diritti umani che hanno detto di aver raccolto già numerose e consistenti prove di tali crimini, tra cui il bombardamento dell’ospedale Al Wafa. Dall’altra parte del muro di separazione, in Cisgiordania ci sono stati ancora scontri notturni tra giovani manifestanti e forze militari israeliani. Lo stesso a Gerusalemme. Mohammed Qasim Hamamra, 19 anni del villaggio di Husan, a Ovest di Betlemme, è morto per le ferite subite ieri, negli stessi scontri in cui aveva perso la vita anche Mahmoud Hamamra, 32, colpito al petto da un proiettile. Mohammed è spirato in ospedale stamattina. Nena News
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Amira Hass : a Gaza stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato




Gaza, 24 luglio 2014, Nena News – Oramai mi sono arresa. Ho smesso di cercare nel dizionario la parola per descrivere la metà perduta della testa di un ragazzo mentre suo padre grida “Alzati, alzati, ti ho comprato un giocattolo!” Come se l’è  cavata Angela Merkel, la cancelliera della Grande Germania? Israele ha il diritto di difendersi.

Sto ancora lottando con il bisogno di condividere dettagli dell’infinito numero di colloqui che ho avuto con amici di Gaza, per documentare che cosa vuol dire aspettare che arrivi il tuo turno al macello. Per esempio, il colloquio che ho avuto sabato mattina con J. del campo profughi di al Bureji, mentre se ne stava andando a Dir al-Balah con sua moglie. Hanno circa sessant’anni. Quel mattino la sua anziana madre ha ricevuto una chiamata telefonica, e ha sentito una voce registrata che avvertiva i residenti del loro campo profughi di andarsene a Dir al-Balah.

Un libro sulla psicologia militare israeliana dovrebbe aver un intero capitolo dedicato a questo sadismo, che ipocritamente si maschera di compassione: un messaggio registrato che chiede a centinaia di migliaia di persone di lasciare le loro case ormai diventate un bersaglio, per andare da un’altra parte, altrettanto pericolosa, a 10 km da lì. Che cosa state lasciando, ho chiesto a J.? “Cosa, perchè?” mi ha detto, “Abbiamo una capanna vicino alla spiaggia, con un po’ di terra e dei gatti. Stiamo andando a dar da mangiare ai gatti e torniamo. Andiamo tutti insieme. Se la macchina salta in aria, moriremo tutti insieme.”

Se mi mettessi nei panni di un analista, scriverei: in contraddizione con la diffusa hasbarà [realtà dei fatti] israeliana, Hamas non sta obbligando i Gazawi a rimanere nelle loro case, o a lasciarle. E’ una loro decisione. Dove dovrebbero andare? “Se stiamo per morire, è più dignitoso morire a casa nostra, piuttosto che mentre stiamo scappando via,” dice l’assolutamente laico J.

Sono ancora convinta che questa sola frase valga più di migliaia di analisi. Ma quando ciò succede ai palestinesi, la maggior parte dei commentatori preferisce scrivere in base agli stereotipi.

Ne ho abbastanza di mentire a me stessa – come se potessi anche lontanamente, per telefono, raccogliere le informazioni necessarie per raccontare quello che stanno raccontando i giornalisti che si trovano là. In fin dei conti, si tratta di informazioni che interessano a un piccolo gruppo di popolazione che parla ebreo. Lo stanno vedendo sui canali informativi stranieri o sui siti web. Non hanno bisogno di leggere quello che si scrive qui se vogliono sapere, per esempio, delle brevi esistenze di Jihad (11 anni) e Wasim (8) Shuhaibar, o del loro cugino Afnan (8) del quartiere Sabra a Gaza. Come me, possono leggere il reportage del giornalista canadese Jesse Rosenfeld su ” The Daily Beast”.

“Issam Shuhaibari, il padre di Jihad e Wasim, è steso su una tomba vicino a dove sono stati sepolti i suoi figli, con gli occhi vuoti, fissi sul nulla. Un braccio porta una fasciatura dell’ospedale, che gli è stata fatta dopo che ha donato il sangue per cercare di salvare la sua famiglia. Il sangue dei suoi figli macchia ancora la sua maglietta,” scrive Rosenfeld. “Stavano solo dando da mangiare alle galline quando la bomba li ha colpiti” dice .” Ho sentito un forte rumore sul tetto e sono andato a prenderli. Erano stati maciullati”, singhiozza, dopo essere scoppiato in lacrime” continua l’articolo di Rosenfeld. Li abbiamo ammazzati circa due ore e mezza dopo il cessate il fuoco umanitario scaduto lo scorso giovedì. Altri due fratelli, Oudeh (16) e Bassel (8), sono stati feriti, il secondo in modo grave.

Il padre ha raccontato a Rosenfeld che c’era un missile di avvertimento. Prima dell’attacco, avevano sentito il brusio del drone, del tipo che “bussa alla porta”. Così ho chiesto a Rosenfeld: “Se il missile era uno di quelli “compassionevoli”, quelli che arrivano come avvertimento, la casa in seguito è stata bombardata?” Per caso ho trovato la risposta in un reportage della CNN. La videocamera della televisione è stata manovrata per riprendere l’esplosione che è arrivata dopo un avvertimento da  un colpo, il fuoco, il fumo e la polvere. Ma è stata bombardata un’altra casa, non quella degli Shuhaibar. Ho ricontrollato insieme a Rosenfeld e ad altri. Quello che ha ucciso i tre bambini non era un missile palestinese che ha sbagliato direzione. E’ stato un missile di avvertimento israeliano.  E lo stesso Issam Shuhaibar è un poliziotto palestinese stipendiato dall’Autorità Nazionale Palestinese che si trova a Ramallah.

Ho anche rinunciato a tentare di avere una risposta diretta dall’esercito israeliano. Avete colpito per errore la casa sbagliata, uccidendo così altri tre bambini? (degli 84 che sono stati uccisi domenica mattina.)

Non ne posso più dei vani sforzi di competere con l’abbondanza di commenti orchestrati a proposito degli obiettivi e delle azioni di Hamas, da parte di persone che scrivono come se si fossero seduti attorno a un tavolo con Mohammed Deif e Ismail Haniyeh, e non invece soltanto con qualche fonte dell’esercito israeliano o con dello Shin Bet, il servizio di sicurezza. Quelli che hanno rifiutato la proposta di pace di Yasser Arafat e di Fatah per la costituzione dei due Stati ora si ritrovano con Haniyeh, Hamas e il BDS [movimento internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni]. Quelli che hanno trasformato Gaza in un campo di concentramento e di punizione per un milione ottocentomila esseri umani non dovrebbero essere sorpresi del fatto che loro abbiano scavato gallerie sotterranee. Quelli che hanno seminato strangolamento, assedio e isolamento raccolgono il lancio di razzi. Quelli che per 47 anni hanno indiscriminatamente attraversato la linea verde [tra Israele e Cisgiordania], espropriando la terra e infierendo costantemente contro i civili con raid, sparatorie e colonie – che diritto hanno di alzare gli occhi al cielo e parlare del terrorismo palestinese contro i civili?

Hamas sta distruggendo crudelmente e minacciosamente la tradizionale mentalità del doppio standard in cui Israele è maestro. Tutte le brillanti intelligenze e le menti dello Shin Bet non capiscono che noi stessi abbiamo creato  la ricetta perfetta della nostra personale versione della Somalia? Volete evitare un’escalation? Questo è il momento: aprite la Striscia di Gaza, lasciate che la gente possa circolare liberamente nel mondo, in Cisgiordania, e [andare] dai propri familiari e le proprie famiglie in Israele. Lasciateli respirare, e capiranno che la vita è molto più bella della morte. Nena News
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Israele difende se stesso non permettendo l'uccisione di civili


Israeli Self-Defense Does Not Permit Killing Civilians - NYTimes.com

 Sintesi  personale, non traduzione
Israele si è ritirato da Gaza nel 2005;ora Hamas sta sparando razzi contro i civili; Israele ha il diritto di autodifesa - la domanda ripetuta all'infinito è "bene, cosa faresti  tu in tali circostanze?"
Per essere chiari, Hamas  ha  la responsabilità di questa situazione  prendendo  di mira i  civili israeliani  e  violando il diritto internazionale. La Carta di Hamas, la sua piattaforma politica e le sue attività militari, tutti meritano di essere condannati,ma Israele  ha delle responsabilità è di gran lunga maggiori. 
Non esiste una soluzione militare, ma Israele rifiuta soluzioni politiche. Gli esseri umani non raccettano le umiliazione e troveranno sempre il modo di resistere.
Il diritto  all'autodifesa non include il diritto di ( nuovo )  di  uccidere centinaia di civili di Gaza, di bombardare ospedali   anche avvertendo  la gente a evacuare gli edifici , visto che non  c'è luogo per allontannarsi . Il tentativo del governo israeliano di dare la colpa   a priori Hamas per tutte le perdite e quindi assolvere  se stessa della responsabilità delle uccisioni ,non può essere accolto.
Fate un passo indietro da questa ultima escalation. La maggior parte degli abitanti di Gaza sono profughi, le loro radici affondano nella guerra e nell'espulsione del 1948. Dal 1967 hanno vissuto sotto l'occupazione israeliana diretta e   sotto il blocco israeliano negli ultimi dieci anni.
Israele non sta offrendo gli abitanti di Gaza "tranquillità per tranquillità ." Quando Hamas smette di sparare, quando è "tranquillo", Israele torna alla normalità, ma gli abitanti di Gaza sono tagliati fuori dal mondo, gli   sono state negate  le libertà quotidiane più elementare.
Un passo più indietro in Cisgiordania, Il movimento Fatah del presidente Abbas riconosce Israele, persegue i negoziati pacifici e coopera per la sicurezza. Qui abbiamo  ancora il controllo radicato  israeliano, gli insediamenti in continua espansione e le incursioni militari israeliane nelle città palestinesi a volontà.
Allora, cosa vorreste fare in tali circostanze? Forse cominciando a nonnegare i diritti di un altro popolo in perpetuo, incluso il diritto all'autodeterminazione,
Non esiste una soluzione militare, ma il governo israeliano rifiuta qualsiasi soluzione e non ha  mai votato per accettare uno stato palestinese.  
Gli esseri umani non rispondono bene alla umiliazione,alla  repressione e  ai tentativi di negare la loro dignità più elementare. I palestinesi sono umani

 .I Palestinesi trovano il modo di resistere - ciò è umano e, talvolta, questo vuol dire usare la resistenza armata. Quando la lotta palestinese abbandona  il diritto internazionale, come fa Hamas, è giusto   rispondere proporzionalmente (Israele è andata ben oltre l'uso proporzionato ), anche se i canali devono essere tenuti aperti con Hamas.
 
Naturalmente, gli israeliani non rispondono bene ad essere sotto il fuoco , ma a differenza dei palestinesi hanno uno stato, un esercito, il sostegno americano e armi, e, per fortuna, la loro libertà.
Cosa vorresti fare in tali circostanze? Inizia trattando i palestinesi come esseri umani, come tu stesso vorresti essere trattato.
Daniel Levy is the director of the Middle East and North Africa program at the European Council on Foreign Relations and a senior research fellow at the New America Foundation. He was a negotiator in Palestinian talks under Prime Ministers Rabin and Barak, and the lead Israeli drafter of the Geneva Initiative.
July 22, 2014

Umanizzare i Palestinesi : storie ,foto, frammenti di vita di chi non c'è più a Gaza


In Memory: The Al-Kilani Family

photoWe honor 7 members of the al-Kilani family:
1. Ibrahim Deib Ahmad al-Kilani, 53 years old. He was an engineer.
2. Taghrid Shoeban Mohammad al-Kilani, 47 years old.
3. Yassr Ibrahim Deib al-Kilani, 8 years old.
69. Elias Ibrahim Deib al-Kilani, 4 years old.
70. Susan Ibrahim Deib al-Kilani, 11 years old.
71. Reem Ibrahim Deib al-Kilani, 12 years old.
72. Yasmeen Ibrahim Deeb al-Kilani, 9 years old.

The al-Kilani family was killed on July 22, 2014 by an Israeli airstrike that hit the Salam building in Gaza City. The al-Kilanis lived in the north-west of Gaza, but had moved to the centre of Gaza City before the air strikes in response to an Israeli evacuation request. The family also held German nationality.

In memory: 18 members of Al-Batsh Family

On Monday July 14, 2014, Israeli warplanes bombarded a house belonging to the al-Batsh family in Gaza City without a prior warming, killing 18 members of the al-Batsh family.
We would like to honor the lives of:
  1. Nahedh Na’im al-Batsh, 41, Khan Younis.
  2. Baha’ Majed al-Batsh, 28, Khan Younis.
  3. Qusai Issam al-Batsh, 12, Khan Younis.
  4. Aziza Yousef al-Batsh, 59, Khan Younis.
  5. Ahmad No’man al-Batsh, 27, Khan Younis.
  6. Mohammad Issam al-Batsh, 17, Khan Younis.
  7. Yahia ‘Ala’ Al-Batsh, 18, Khan Younis.
  8. Jalal Majed al-Batsh, 26, Khan Younis.
  9. Mahmoud Majed al-Batsh, 22, Khan Younis
  10. Majed Sobhi al-Batsh, Khan Younis.
  11. Marwa Majed al-Batsh, 25, Khan Younis.
  12. Khaled Majed al-Batsh, 20, Khan Younis.
  13. Ibrahim Majed al-Batsh, 18, Khan Younis.
  14. Manar Majed al-Batsh, 13, Khan Younis.
  15. Amal Hussein al-Batsh, 49, Khan Younis.
  16. Anas Ala’ al-Batsh, 10, Khan Younis.
  17. Qusay Ala’ al-Batsh, 20, Khan Younis
  18. Amal Alaa’ Al-Batsh, 1.5, Khan Younis
Batash 1
Ibrahim Majed al-Batsh, 18 years old
Batash 2
Mohammed Isam al-Batsh, 17 years old
Mohammed participated in his high school exams in Gaza, known as Tawjihi, last month and, anxiously anticipating his results, told his mother he would make her proud of his “impressive grades.” Mohammed, however, did not live to even celebrate his truly high results.
Om Mohammed (Mohammed’s mother): “They’ve stolen my happiness. I wish he had lived to know his results,” she said, while drying her tears. “I used to ask him what he’d study at university, and he’d jokingly tell me, ‘let’s hope I pass first!’”

Batash 3
Batash 4
Amal
Amal Alaa’ Al-Batsh, 1.5, Khan Younis
Khaled Batash
Khaled Al-Batsh, Senior leader of Islamic Jihad
Om Mohammad, the mother of Mohammad and Qusay, described her younger son Qusay as “innocent” and “the most beloved kid” in the family.
“Everyone loved him,” she said, “and he loved football. His friends would always come to ask him to play with them. He used to sit with people older than him and chat with them about the World Cup.”
(by Humanize Palestine)
humanizepalestine.com

Gaza : noi siamo riservisti israeliani e rifiutiamo di servire


A petition.
washingtonpost.com


23 luglio alle 08:37
Yael Anche O è un giornalista israeliano e attivista- Attualmente vive a New York City.


Cannoni israeliani sparano verso Gaza questa settimana. (Menahem Kahana / AFP / Getty Images)
Sintesi personale ( non traduzione)  
Ogni volta che l'esercito israeliano convoca i riservisti- ex soldati ,ci sono dissidenti.  Ora che Israele ha inviato truppe a Gaza  e le riserve sono state chiamate in servizio, decine  di loro si  sono rifiutate  .
 
Siamo più di 50 israeliani , una tempo siamo stati   soldati,  ora dichiariamo il nostro rifiuto a far parte delle riserve.Per noi, l'esercito è viziato per ragioni molto più ampie dell'attuale operazione in atto a Gaza   o dell' l'occupazione. Assistiamo alla  militarizzazione di Israele e  a politiche dell'esercito discriminatorie. Un esempio è il modo in cui le donne sono spesso relegate in posizioni  di basso rango. Un altro è il sistema che discrimina i Mizrachi (ebrei le cui famiglie  sono originarie dei paesi arabi) In Israele  la guerra     sostituisce la politica.e non  è più in grado di pensare alla soluzione di un conflitto se non utilizzando la  forza fisica; Nessuna meraviglia   se è soggetta a cicli di violenza mortale senza fine. E quando i cannoni sparano, nessun rimprovero può essere sentito.
Questa petizione   di lunga gestazione, è particolarmente urgente a causa dell'operazione militare brutale che si sta svolgendo nel nostro nome. Quindi, se c'è un motivo per opporsi  a operazioni di combattimento a Gaza, c'è anche un motivo per contrastare l'apparato militare israeliano nel suo complesso. Questo è il messaggio di questa petizione:
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Eravamo soldati   impegnati in una vasta gamma di unità e posizioni nel conflitto israelo-militare, un fatto che oggi deploriamo perché, nel nostro servizio, abbiamo scoperto che le truppe che operano nei territori occupati non sono gli unici a far rispettare i meccanismi di controllo sulla vita dei palestinesi. In verità, l'intero esercito è implicato. Per questo motivo, ora rifiutiamo di partecipare ai nostri doveri di riserva e sosteniamo tutti coloro che   si oppongono .
. L'esercito israeliano, una parte fondamentale della vita degli israeliani,  rappresenta il potere che governa i palestinesi che vivono nei territori occupati dal 1967 . Dividiamo il mondo in bene e male secondo  le categorie dei militari; l'esercito serve come la principale autorità per definire chi  deve essere apprezzato di più  e chi  di  meno nella società , L'esercito svolge un ruolo centrale in ogni piano d'azione e proposta discussa nel dibattito nazionale, il che spiega l'assenza di una vera discussione sulle soluzioni non militari ai conflitti  e come Israele   sia stato bloccato nel rapporto  con i suoi vicini.
I residenti palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza sono privati ​​dei diritti civili e dei diritti umani . Vivono sotto un sistema giuridico diverso dai loro vicini ebrei . Questo non è esclusivamente colpa dei soldati che operano in questi territori. Tali truppe sono, quindi, non gli unici obbligati a rifiutare. Molti di noi sono impegnati in ruoli di supporto logistico e burocratico  e così abbiamo scoperto che l'intero esercito   alimenta l'oppressione dei palestinesi.
Molti soldati che servono in ruoli non da combattimento  ritengono   che le loro azioni, spesso di routine e banali, siano lontani dalle azioni violente perpretate  altrove  . In realtà  azioni che non sono banali - per esempio, le decisioni sulla vita o la morte dei palestinesi fatte negli uffici  a molti chilometri di distanza dalla Cisgiordania - sono segrete  e, quindi, è difficile avere un dibattito pubblico su di loro. Purtroppo, non abbiamo rifiutato sempre di svolgere i compiti   assegnati  e in questo modo anche noi, abbiamo contribuito alle azioni violente dei militari.
Durante il nostro tempo nell'esercito, abbiamo assistito (o partecipato) a un comportamento discriminatorio dei militari: la discriminazione strutturale contro le donne , la molestia sessuale che è una realtà quotidiana per alcuni di noi. Alcuni di noi hanno  anche visto in prima persona come la burocrazia ponga deliberatamente studenti tecnici in posizioni tecniche, senza dare loro la possibilità di servire in altri ruoli. Ci hanno messo in corsi di formazione tra le persone che non si differenziavano da noi , piuttosto che mescolare le diverse componenti della popolazione  come  l'esercito afferma di fare.
L'esercito cerca di presentarsi come un'istituzione che permette la mobilità sociale - un trampolino di lancio nella società israeliana. In realtà,   perpetua la segregazione. Noi crediamo che non sia un caso che chi proviene da-medio e alto reddito famiglie sia inserito i in unità di intelligence di elite, e da lì spesso   vada a  lavorare per aziende high tecnologia . Pensiamo che non sia un caso che quando i soldati  lascino il   serivizio militare, spesso spinti dalla necessità di sostenere finanziariamente le loro famiglie, sono chiamati " renitenti . "L'esercito sancisce l'immagine del " buon israeliano ", che in realtà trae il suo potere   soggiogando gli altri. L'elemento centrale dei militari nella società israeliana   con questa immagine ideale che crea,  consiste nel  cancellare le culture e le lotte del Mizrachi,   degli etiopi, dei palestinesi,  dei  russi, dei drusi, degli ultra-ortodossi, dei beduini e   delle donne.
Abbiamo tutti collaborato a  questa ideologia del  "buon israeliano" che serve l'esercito lealmente. Per lo più il nostro servizio ha fatto avanzare le nostre posizioni nelle università e nel  mercato del lavoro. Abbiamo  beneficiato dal caldo abbraccio del consenso israeliano,ma  per le ragioni già esposte  questi benefici non valevano i costi.
Per legge  alcuni di noi sono ancora registrati come parte delle forze riserviste  e l'esercito mantiene i nostri nomi e le informazioni personali, come pure l'opzione legale di   richiamarci in  "servizio.",ma noi non parteciperemo in qualsiasi modo.
Ci sono molte ragioni per   rifiutare di servire nell'esercito israeliano. Anche noi abbiamo differenti background e motivazione sul perché abbiamo scritto questa lettera , tuttavia  sosteniamo i resistenti: gli studenti delle scuole superiori che hanno scritto una lettera di dichiarazione di rifiuto, gli  ultra ortodosso   che protestano contro la nuova legge sul servizio militare obbligatorio, i refusers drusi ,e tutti coloro che per coscienza  situazione personale o economica non   vogliono  servire. Sotto l'apparenza dell'  uguaglianza , queste persone sono costrette a pagare il prezzo. Non più.
Yael Anche Or
Efrat Anche Tzur
Tal Aberman
Klil Agassi
Ofri Ilany
Eran Efrati
Dalit Baum
Roi Basha
Liat Bolzman
Lior Ben-Eliahu
Peleg Bar-Sapir
Moran Barir
Yotam Gidron
Maya Guttman
Gal Gvili
Namer Golan
Nirith Ben Horin
Uri Gordon
Yonatan N. Gez
Bosmat Gal
O Glicklich
Erez Garnai
Diana Dolev
Sharon Dolev
Ariel Handel
Shira Hertzanu
Erez Wohl
Imri Havivi
Gal Chen
Shir Cohen
Gal Katz
Menachem Livne
Amir Livne Bar-on
Gilad Liberman
Dafna Lichtman
Yael Meiry
Amit Meyer
Maya Michaeli
Orian Michaeli
Shira Makin
Chen Misgav
Naama Nagar
Inbal Sinai
Kela Sappir
Shachaf Polakow
Avner Fitterman
Tom Pessah
Nadav Frankovitz
Tamar Kedem
Amnon Keren
Eyal Rozenberg
Guy Ron-Gilboa
Noa Shauer
Avi Shavit
Jen Shuka
Chen Tamirhe petition for Israeli soldiers and reservists is located at Lo-Meshartot.org.