Moni Ovadia:vivificare il senso ultimo della Shoà


Vivificare il senso ultimo della Shoà nella battaglia contro ogni forma di razzismo, di sopraffazione, di offesa alla dignità e al diritto degli uomini
Il sessantaduesimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio del 1945, si sta avvicinando. Anche il nostro paese, da qualche anno, ha istituito in concomitanza con quella ricorrenza, “Il Giorno della memoria”. Le fonti di informazione cominciano a moltiplicare i loro interventi sull’argomento. La televisione si prepara a ricordare l’evento già da diversi giorni. Rai 1, martedì scorso, ha trasmesso “La Caduta” film sugli ultimi giorni di Adolf Hitler nel bunker di Berlino e l’immarcescibile Bruno Vespa, specializzato in trasmissioni affettuose sul Duce, ha dedicato al commento del film, una trasmissione di “Porta a Porta” presenti alcuni sopravvissuti ai lager e alle stragi naziste, con psicologi e storici.

Solo il legame con le grandi battaglie per l’uguaglianza, per la pace, per la giustizia sociale, per la sacralità universale di ogni esistenza umana tiene viva quella memoria e la rilancia eticamente contro l’inaridimento celebrativo e l’isterilirsi nelle forme museali che ne fanno una comoda copertura delle false coscienze.
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