Israele tira un sospiro di sollievo, mentre Trump lascia la regione e
senza una proposta di “accordo” gli permette di continuare a
uccidere, trasferire, arrestare e torturare i palestinesi, prendere la
loro terra e l’acqua per darli agli ebrei. La visita di Trump a
Gerusalemme è stata come la venuta di Cesare in visita nelle province
lontane. Israele lo ha accolto con sorrisi, bandiere e una parata
militare perfettamente organizzata, mentre i palestinesi hanno
manifestato il loro stato d’animo mettendo in atto uno sciopero generale
– il primo sciopero che dopo oltre venti anni ha incluso anche la
Palestina del 1948 . Lo sciopero e le proteste, il cui significato
ha raggiunto probabilmente Trump, è stata anche una dimostrazione di
solidarietà nei confronti dei prigionieri in sciopero che a questo punto
sono senza cibo da quasi quaranta giorni.
Trump è arrivato a Tel Aviv dall’Arabia Saudita dove ha annunciato
un accordo tra i due paesi che sicuramente porterà alla morte di molti
innocenti nello Yemen. Vicino al corrotto e invecchiato Re
saudita Salman, Trump ha annunciato che l’accordo sulle armi vale molti
miliardi di dollari e ha assicurato che questo accordo porterà
investimenti negli Stati Uniti e fornirà “lavoro, lavoro, lavoro,” per
gli americani.
A Gerusalemme i media non hanno potuto e tuttora non riescono a
ottenere abbastanza da Trump. Nessuno si è lamentato del fatto che,
sebbene Trump abbia raggiunto Gerusalemme in volo da Tel Aviv,
l’autostrada che collega le due città è stata chiusa per parecchie ore
“per sicurezza”. In un notiziario mattutino un gruppo che comprendeva
l’intero schieramento politico sionista ha discusso la visita di Trump
ed è risultato ovvio dalle loro discussioni chi effettivamente comanda
qui. Trump non rappresenta i sionisti liberali “sani”, né il Likud
del “centro destra”, ma piuttosto la fanatica e allucinante Daniella
Weiss, la voce dei più estremisti e fanatici coloni osservanti.
Ha esordito affermando che Trump non avrebbe portato alcun
cambiamento, perché anche Trump , bravo a stipulare accordi, non può
annullare ciò che è stato concordato tra Dio e il popolo ebraico quando
promise a “noi” la terra d’Israele. Poi ha dichiarato che ora ci sono
750.000 ebrei che vivono in Giudea e Samaria, e nessuno di loro potrà o
sarà mai rimosso.
“Che ne pensa dei circa tre milioni di palestinesi?”, le
è stato chiesto. Ha risposto chiaramente che non fanno parte della sua
visione messianica. Il numero tre milioni è quello che i sionisti
considerano come il numero degli abitanti palestinesi. Benché in
Palestina vivano più di sei milioni di palestinesi, vengono presi in
considerazione solo i palestinesi della Cisgiordania. Weiss è stata
contestata da Omer Bar-Lev, veterano del gruppo liberista sionista Peace
Now e membro della Knesset per il partito “Zionist Camp”, che con
fervore ha affermato che “persone come lei stanno distruggendo la
visione sionista” perché forzano una realtà in cui gli ebrei non saranno
più una maggioranza e finirà in uno stato bi-nazionale (questo è il
risultato della “sinistra”).
La differenza tra fanatici zelanti come Daniella Weiss e i liberisti
sionisti è che i primi non vedono i palestinesi mentre questi ultimi
hanno l’incubo ricorrente in cui Israele è costretto a concedere ai
cittadini dei diritti di cittadinanza. Entrambe le parti credono che
finché i palestinesi non avranno diritti Israele potrà pretendere di
essere uno Stato ebraico.
I sionisti liberali sostengono che perché ci sia la “pace” gli ebrei
debbano poter mantenere una maggioranza nella Palestina occupata nel
1948 e pochi “adeguamenti” dei confini. Quella che gli ebrei liberali
considerano pace è una grande prigione palestinese a cielo aperto che
si estende lungo quella che un tempo era la Cisgiordania. Chiameranno
questo carcere uno stato e tutto andrà bene. Questo è secondo loro ciò
che salverà gli ebrei dal dover vivere in mezzo ad una maggioranza
araba. In questa visione pacifica e liberale, la maggior parte della
Cisgiordania rimarrà parte di Israele. “Il consenso nazionale”, ha
affermato Bar-Lev, “è che i principali blocchi di insediamenti
rimangano”. Inoltre, secondo il consenso nazionale, tutta la valle del
fiume Giordano e tutta Gerusalemme Est con i suoi sobborghi – o in altre
parole la maggior parte di quello che era la Cisgiordania – rimarrà
come parte di “Israele”.
Daniella Weiss rappresenta il vero volto del sionismo che ha sempre
sostenuto che gli ebrei non dovrebbero preoccuparsi di cose banali come
di alcuni milioni di arabi. Bar-Lev, che comandava una delle unità
più criminali di Israele, rappresenta la foglia di fico che copre il
vero volto del sionismo. Quando si viaggia nella regione montuosa a sud
di Hebron, che è per lo più un deserto bello e selvaggio, si
avvistano città palestinesi e piccoli villaggi e si vede l’azione
sionista in azione. I villaggi palestinesi sono piccoli, quindici o
venti famiglie che vivono in grotte e tende, alcuni hanno costruito
case. Di solito non c’è acqua corrente o elettricità e pochissime strade
asfaltate. Anche dopo cinquant’anni di controllo israeliano, l’acqua,
l’elettricità e le strade asfaltate non hanno raggiunto queste aree
remote finché non sono arrivati i coloni ebrei. Non appena sono
arrivati hanno cacciato i palestinesi dalla loro terra e hanno costruito
“avamposti” che sono come piccoli insediamenti. Poi, miracolosamente,
sono arrivate l’acqua corrente, l’elettricità e strade ben asfaltate che
però non hanno raggiunto nessuno dei villaggi palestinesi circostanti.
È così che gli ebrei fanno fiorire il deserto.
“Possiamo sentir dire che Trump è un grande amico”, ha detto un
operatore Likud alla televisione. “Parla di pace e naturalmente anche
noi vogliamo la pace, ma non abbiamo alcun partner per la pace”.
Così, mentre Trump parla di un “accordo” possiamo leggere i segnali.”
I segnali sono il genero come nuovo ambasciatore degli Stati Uniti, che
è un vero sionista come Daniella Weiss. Sono stato rimproverato una
volta per aver affermato che il genero è ebreo, come se non avesse
importanza, ma se qualcuno pensa che l’essere ebraico di Jared Kushner
non sia importante, può chiedere a qualsiasi israeliano per strada. Vi
diranno esattamente che cosa è un “buon amico” di Israele e quanti soldi
la sua famiglia ha dato agli insediamenti e all’IDF.
Jared Kushner con la moglie Ivanka e il suocero, Donald Trump
Quindi, per riassumere la politica in Medio Oriente di Trump, la
dinastia saudita è al sicuro e può continuare a uccidere i civili nello
Yemen usando le migliori tecnologie in grado di acquistare e, in tal
modo, fornisce anche
“lavoro, lavoro, lavoro, ” agli americani. Trump è
un grande amico di Israele, siamo tutti d’accordo sul fatto che Israele
non ha partner per la pace e, a differenza di Obama, Trump sembra non
mettere restrizioni all’espansione e alla campagna di pulizia etnica di
Israele.
È una grande giornata per Israele quando l’imperatore viene in visita!
Israele
respira un sospiro di sollievo, mentre Trump lascia la regione e senza
una proposta di “accordo” gli permette di continuare a uccidere,
trasferire, arrestare e torturare i palestinesi, prendere la loro terra e
l’acqua per darli agli ebrei. La…
(AGI) - Gerusalemme, 9 dic. - La "Terra promessa" era aperta a tutti gli ebrei, tranne che a malati e handicappati. Tredici anni dopo la fine dell'Olocausto, centinaia di migliaia di sopravvissuti videro rinascere la speranza guardando a "Eretz Israel". Molti di loro, pero', si sbagliavano: oltrepassata la soglia di Auschwitz e Dachau, li aspettava una nuova "selezione" E' quella di cui parla un documento del 1958 rintracciato da uno storico polacco nell'ambito di un'indagine sui rapporti tra lo Stato nato nel 1948 e Varsavia. Golda Meir, allora ministro degli Esteri, suggeri' all'ambasciatore israeliano a Varsavia di far presente al governo polacco che lo Stato ebraico non era disponibile ad accogliere immigrati con menomazioni fisiche o patologie. Accennando al decisioni del "comitato di coordinamento" sull'immigrazione (nel quale erano presenti esponenti del governo e dell'Agenzia Ebraica), il futuro pri...
Gaza Operazione 'Guardiano delle Mura' ARCHIVE.IS The Children in the Israel-Hamas War Who Were Killed - The New York T… They Were Only ChildrenBy Mona El-Naggar, Adam Rasgon and Mona BoshnaqMay 26, 2021 Just minutes after the war between Israel and Hamas broke out, a 5-year-old boy named Baraa al-Gharabli was killed in Jabaliya, Gaza. A 16-year-old, Mustafa Obaid, was killed in the same strike, on the evening of May.... Just minutes after the war between Israel and Hamas broke out, a 5-year-old boy named Baraa al-Gharabli was killed in Jabaliya, Gaza. A 16-year-old, Mustafa Obaid, was killed in the same strike, on the evening of May 10. Around the same time, four cousins — Yazan al-Masri, 2, Marwan al-Masri, 6, Rahaf al-Masri, 10, and Ibrahim al-Masri, 11 — were killed in Beit Hanoun, Gaza. “It was devastating,” said Mukhlis al-Masri, a cousin. “The pain for our family is indescribable.” They Were Only Children By Mona El-Naggar, Adam Rasgon and Mona Boshnaq May 26, 2021 Whe...
Tradotto da : Beniamino Benjio Rocchetto Gideon Levy 1174 GIDEON LEVY - È INCREDIBILMENTE SOPRAVVISSUTA AD UN ATTACCO AEREO ISRAELIANO. UN CONTROLLO AD UN POSTO DI BLOCCO GLI HA FATTO RIVIVERE IL SUO TRAUMA Da bambina, Maria Aman è stata gravemente ferita e ha perso la maggior parte della sua famiglia quando un missile israeliano ha colpito la loro auto a Gaza. Dopo la sorprendente riabilitazione in Israele, ma paralizzata e collegata ad un respiratore, ha recentemente rivissuto il trauma ad un posto di blocco. Di Gideon Levy - 12 agosto 2023 https://archive.md/tgTqn Un messaggio scritto, due settimane fa: "Non riesco a raccontare quello che mi è successo ieri. Parla con mio padre." Un messaggio vocale la sera stessa, dopo mezzanotte: "Ciao Gideon, volevo solo farti sapere che sono andato alla polizia e gli ho raccontato tutto quello che mi è successo al posto di blocco, mi hanno risposto che "non gli risulta niente del genere, e che dovevano verificare la mia ...
Tradotto da Beniamino Benjio Rocchetto Gideon Levy 1176 https://archive.md/xMxGj Lontano dalla vista, ai margini di un cortile buio, è in corso la Pulizia Etnica. Ciò che fino a pochi mesi fa sembrava una serie casuale di episodi di violenza commessi da coloni crudeli che tormentavano i loro vicini per puro sadismo, tra cui il pestaggio di vecchi e bambini con spranghe di ferro, sta crescendo davanti ai nostri occhi ciechi raggiungendo dimensioni mostruose. Non si tratta più di una serie di episodi sporadici e casuali; ora è una politica, con il governo che la sostiene o chiude un occhio. Non si può più ignorarlo o restare in silenzio. Si presenta come una Pulizia Etnica, agisce come tale ed è quello che è. Negli ultimi tre mesi ho visitato tre comunità di pastori che avevano dovuto abbandonare i loro villaggi in Cisgiordania per paura dei coloni. Ce ne sono stati altri. Tre piccoli villaggi hanno ceduto e sono stati evacuati, le loro comunità disperse ai venti. Migliaia di duna...
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