Ancora una volta il piccolo villaggio di al-Walaje, a pochi chilometri da Betlemme, torna ad essere al centro dell'attenzione. Anche ieri mattina la resistenza non violenta che questo villaggio porta avanti da tempo è terminata con l'arresto di 11 dimostranti. Si trovavano ad al-Walaje per protestare contro la costruzione del muro di separazione che presto circonderà completamente il villaggio isolandolo dal resto della Cisgiordania. E intanto lo sradicamento di ulivi continua. Circa un centinaio di palestinesi ed attivisti israeliani ed internazionali si sono ritrovati nel villaggio di al-Walaje per partecipare ad una marcia di protesta organizzata dal gruppo “Grassroot Jerusalem”. I manifestanti, al suono di tamburi e di slogan contro la politica israeliana di occupazione e di colonizzazione delle terre palestinesi, sono subito stati bloccati dai soldati israeliani che li ha attaccati violentemente. “Ci hanno lanciato contro gas lacrimogeni e bombe s...
Categoria: Rete ECO Pubblicato Venerdì, 31 Ottobre 2014 05:55 Scritto da Diana Carminati Libreria delle donne, 1 agosto 2014 il manifesto In riferimento al suo intervento su il Manifesto del 27 luglio 2014 le chiedo: Perché è così sconcertato dalla lettera di Claudio su Metro, che per lei sembra cadere “nella trappola dell’identità che mette tutta l’erba in un solo fascio?” per cui conclude “ora toccherà anche difenderli da un sentimento crescente di odio che personaggi in cerca di argomenti vanno fomentando”? Nella trappola identitaria (religiosa? razziale?), ancora oggi, sono costretti a cadere tutti quanti gli occidentali, non ebrei, per una precisa volontà di identificazione da parte di molti ‘ebrei’, vedi ad es., i gruppi che prendono una posizione politica, in questo caso sulla Palestina, come “Ebrei contro l’occupazione”, IJAN (International Jewish AntiZionism Network), Jwish Against Genocide ecc....
David Grossman: "In Israele si respira un senso d'instabilità preoccupante" TAG Grossman “Siamo di nuovo in lockdown e la situazione è sempre più instabile”. E’ quanto ha detto David Grossman intervenendo in streaming nella giornata di chiusura del Festivaletteratura di Mantova. Lo scrittore israeliano era tra gli ospiti più attesi della manifestazione ma ha dovuto rinunciare al viaggio a causa delle difficoltà del momento: “Israele sta vivendo una fase molto difficile, i teatri e i cinema sono di nuovo chiusi e non si possono tenere eventi all’aperto. Le cose qui non vanno affatto bene. Ci sono quattromila contagi al giorno e la sanità pubblica è al collasso. Si respira un senso di instabilità preoccupante. E’ davvero un brutto momento”. Stimolato dalle domande di Wlodek Goldkorn, lo scrittore israeliano ha raccontato al pubblico che seguiva lo streaming sotto un tendone di Palazzo Ducale, lo smarrimento della pandemia: “Non abbiamo ancora le parole giuste per...
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