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Gaza : Racconti post-guerra. Abdul Al Rahman Naeem aveva 2 anni.

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Pubblicato da Rosa Schiano a 20:54   Nei giorni dell' Operazione israeliana "Pillar of Cloud" (14-21 novembre 2012), il 20 e 21 novembre 2012 missili israeliani hanno colpito i piani VI e VII dell'edificio Namaa ( عمارة نعمة ) di 8 piani in Rimal al centro di Gaza city, provocando danni agli uffici interni dei media e aziende di advertising.  Durante l'attacco del 21 novembre un frammento di uno dei missili ha colpito ed ucciso un bambino di due anni in una casa all'altro lato della strada, e ferito suo fratello e suo cugino.   Abdul Al Rahman Naeem aveva 2 anni. Era nato il 6 gennaio 2010. Ho incontrato il padre del bambino, il Dr. Majdi Naeem. Il Dr. Majdi Naeem lavora allo Shifa hospital, nel reparto traumatologico, sezione skin diseases (malattie della pelle). Il 21 novembre 2012, dopo le 14.00 stava tornando a casa per riposare qualche ora e stare con la famiglia. Tutta la sua famiglia, compre

Carlo Strenger: lezione del 2012: i progressisti ebrei continueranno a dissentire

 Sintesi personale Il 2012 è stato un anno difficile per il politico laico-progressista israeliano e per gli amici liberali di Israele. Netanyahu e Lieberman hanno rafforzato  la loro posizione di potere e la loro impronta sulla politica israeliana  è schiacciante. La crescita dei valori nazionalisti in Israele è chiaramente visibile nella campagna elettorale in corso. Fatta eccezione per Meretz, tutti i partiti liberali Israeliani sottolinenano di non appartenere  alla sinistra, ma al centro . Lo fanno per delle  buone ragioni: ogni consigliere politico li avvisa che il termine "sinistra" è dispregiativo per la stragrande maggioranza dell'elettorato ebraico di Israele e li esorta a  evitare questa etichetta  se vogliono attirare gli elettori. UN  recente sondaggio mostra che due terzi degli israeliani che si definiscono centristi non avrebbe votato per un partito che propone  la divisione  di Gerusalemme e circa la stessa proporzione non crede che i palestines

Come non valutare la violenza contro le donne

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di Noopur Tiwari – 26 dicembre 2012 Mi sono svegliata la settimana scorsa a Parigi con le notizie delle proteste di Delhi. Mi sono sentita sollevata. Le persone non stanno più solo a guardare o a soffrire in silenzio, ho pensato. Volevo essere là anch’io, nelle strade di Delhi. Considerate tutte le volte che ho sofferto molestie sessuali a Delhi, voglio partecipare ora a queste agitazioni per il cambiamento. I miei amici di Parigi mi hanno chiesto cosa stava succedendo. E io ho raccontato della nuova “indignazione nazionale” e delle vicende che avevano scatenato la rabbia. E’ stato allora che mi sono resa conto che dovevo stilare una lista. Cosa c’era alla base della mia idea di ciò che succedeva? Queste vicende che si guadagnano i titoli dei media hanno qualcosa in comune? Sì, hanno in comune una cosa molto evidente. Sono notizie “sensazionali”. Sono una di queste cose: - stupri di gruppo - casi di descrizioni voyeuristiche di come le donne sono denudate o fatte s

Palestina. Se Hamas rafforza la propria posizione, Qatar permettendo

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 L 'asse con il Qatar, le rinnovate relazioni con l'Egitto, il dialogo con Fatah. Il movimento di resistenza islamico prova ad adattarsi alla nuova realtà geopolitica che lo circonda con una grande novità: la doppia leadership potrebbe essere un ricordo del passato. di Marco Di Donato L'8 dicembre 2012 Khaled Mesha'al ha visitato Gaza per la prima volta nella sua vita e le immagini della sua prostrazione sul terreno palestinese hanno immediatamente fatto il giro del mondo. L'ultima drammatica offensiva israeliana ha rafforzato l'immagine del movimento islamista che, secondo i rilievi del Palestinian center for policy and survey research, allo stato attuale vincerebbe una eventuale contesa elettorale per la poltrona di presidente dell'Autorità nazionale palestinese. Isma'il Haniyeh (leader di Hamas a Gaza) otterrebbe infatti il 48% contro il 45% di Abu Mazen. Solo tre punti di distacco, che però segnerebbero il sorpasso degli st

ANALISI / Quell’incontro segreto tra Netanyahu e re Abdullah sulle armi chimiche di Assa Falafel cafè Falafel cafè

Falafel cafè  La conferma è arrivata – in forma anonima – nella tarda serata di mercoledì 26 dicembre. Dopo le indiscrezioni di un giornale arabo con base a Londra ( al-Quds al-Arabi ), le «non smentite» attraverso due tv dello Stato ebraico ( Canale 10 e Canale 2 ) e il «sì» a denti stretti di alti ufficiali al quotidiano Haaretz . Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, tra un meeting elettorale e l’altro, pochi giorni fa è andato in gran segreto ad Amman, in Giordania. A discutere con re Abdullah dei nuovi equilibri che ci saranno in Medio oriente, certo. Ma soprattutto a risolvere – una volta per tutte – la madre di tutte le questioni: l’arsenale chimico del regime siriano. Netanyahu – convinto dai dossier dell’intelligence israeliana – ha spiegato al monarca che ormai è questione di giorni: il presidente siriano Bashar al Assad sta perdendo il controllo dei depositi con le armi non convenzionali. E siccome, agli occhi d’Israele, la milizia ribelle n

Gaza capro espiatorio:Netanyahu ha bombardato la prigione a “cielo aperto”/la politica egiziana verso Israele non è cambiata/è stata rinnovata l’alleanza degli gli Stati Uniti con la Fratellanza Musulmana radicale

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  Gaza capro espiatorio:Netanyahu ha bombardato la prigione a “cielo aperto”/la politica egiziana verso Israele non è cambiata/è stata rinnovata l’alleanza degli gli Stati Uniti con la Fratellanza Musulmana radicale Di Gilbert Achcar e David Goessmann 23 dicembre 2012 Il governo israeliano ha chiamato l’attacco contro Gaza che ha ucciso 170 palestinesi e 6 israeliani, “Pilastro della difesa”. La cancelliere tedesca Angela Merkell ha dichiarato che Israele ha il diritto di difendersi. Garantire all’occupante il diritto di vendicarsi contro coloro che vengono occupati, è assurdo, dice Gilbert Achcar. Gaza è  considerata da moltissima gente una “prigione a cielo aperto”. Il governo di Netanyahu, frustrato per non aver ottenuto il via libera di Obama per attaccare l’Iran, ha scelto Gaza come il “capro espiatorio”. Nel frattempo la politica egiziana verso Isarele durante la presidenza di Morsi, non è cambiata in rispetto a quella adottata all’epoca di Mubarak.I ce