lunedì 4 luglio 2016

Turchia-Israele, gas israeliano verso l'Europa




Turchia-Israele, gas israeliano verso l'Europa

ISTANBUL - Turchia e Israele pianificano una collaborazione per portare il gas israeliano in Europa tramite un gasdotto che passera' attraverso la Turchia. Il progetto potrebbe diventare operativo a partire dal 2019, ha dichiarato dal ministro israeliano dell'Energia, Yuval Steinitz, al quotidiano Hurriyet. "L'esportazione del nostro gas in Turchia e' una possibilita' concreta, che ci permetterebbe di arrivare ad esportare fino all'Europa attraverso il gasdotto attualmente in costruzione, un progetto che portera' vantaggi sia a noi che ad Ankara". Queste, le parole di Steinitz all'indomani della ratifica dell'accordo che ha riportato la normalita' nei rapporti tra Ankara e Gerusalemme, bruscamente interrotti nel marzo 2016 in seguito alla morte di 10 attivisti turchi, avvenuta durante l'assalto da parte di militari israeliani della nave umanitaria Mavi Marmara diretta a Gaza.
   La cooperazione in ambito energetico con Israele diventa un'opzione importante per un paese come la Turchia, obbligato a importare il gas necessario a soddisfare il proprio fabbisogno interno. Steinitz ha poi confermato che, una volta limati alcuni particolari relativi all'accordo, il gasdotto che colleghera' le acque territoriali israeliane con la Turchia sara' realizzato attraverso una joint venture di compagnie turche e israeliane-americane.
   Il volume di gas israeliano attualmente esportato ammonta a 350 miliardi di metri cubi, ma secondo Steinitz in pochi anni l'esportazione potrebbe raggiungere i 2500 miliardi di m3, una stima confermata anche dalla sezione Energia del Dipartimento di stato Usa.Il ministro dell'energia ha anche confermato la possibilita' che Israele esporti anche attraverso il gasdotto Tanap, che colleghera' il Mar Caspio e l'Europa attraverso la Turchia. Steinitz ha poi illustrato a Hurriyet le tre opzioni che Gerusalemme ha sul tavolo per pianificare l'esportazione del gas dei propri giacimenti. "La prima possibilita' -ha detto- riguarda l'export di gas liquido (Lng) attraverso il delta del Nilo, che permetterebbe di portare Lng in Europa via nave grazie ai porti egiziani. La seconda opzione prevede la costruzione di un gasdotto che colleghi le acque israeliane alla Grecia attraverso Cipro", ma con una criticita' nei costi elevati e nei tempi lunghi, stimati "tra i cinque e gli otto anni". La terza opzione coinvolge la Turchia, destinataria sicura del gas israeliano e probabile ponte per raggiungere la regione est del Mediterraneo, sopratutto nell'eventualita', definita da Steinitz "molto probabile" che nuovi giacimenti vengano scoperti.
   
(AGI, 1 luglio 2016)

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