martedì 19 luglio 2016

LA Turchia deve ripartire da questa foto



La Turchia sta vivendo uno dei momenti più tragici della sua storia. Attualmente, le ipotesi sul tentato colpo di Stato di venerdì scorso sono tre: i militari hanno seriamente tentato un golpe contro Recep Tayyip Erdogan; il "Sultano" ha…
occhidellaguerra.it|Di Matteo Carnieletto
 La Turchia sta vivendo uno dei momenti più tragici della sua storia. Attualmente, le ipotesi sul tentato colpo di Stato di venerdì scorso sono tre: i militari hanno seriamente tentato un golpe contro Recep Tayyip Erdogan; il “Sultano” ha organizzato il golpe; e, infine, la terza ipotesi, forse la più probabile: dietro al putsch ci sarebbero alcuni ambienti degli Usa e della Nato (per questo motivo Erdogan avrebbe isolato la base di Incirlik). Ma queste sono solamente ipotesi.

Quel che è certo è che ora il Sultano ha avviato delle vere e proprie purghe per eliminare gli oppositori. Sono stati sospesi 7mila agenti di polizia, sono finiti in manette più di 6mila tra giudici e militari (almeno 27 i generali arrestati) e sono cominciate le vendette contro i curdi, che pure si erano schierati con Erdogan. Il Sultano deve mostrarsi forte: sia all’interno del Paese che all’Esterno. Quindi tutto è concesso.
Ci sono foto che fanno la Storia. Per il golpe, la foto di un uomo a petto nudo, davanti a un carro armato, nella piazza dell’aeroporto Ataturk. Solo, davanti ai carri colpisti.
In molti hanno paragonato questa foto a quella, divenuta ormai celebre, del Rivoltoso sconosciutodi piazza Tienanmen.
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Il manifestante turco è stato presentato come un difensore della democrazia, dimenticandosi però che, attualmente, la democrazia in Turchia la si difende a suon di decapitazioni e torture.
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Ma c’è un momento, quello sì naturale e spontaneo, che rappresenta la via che dovrebbe seguire la nuova Turchia. Tra i numerosi filmati che sono apparsi in rete dopo il tentato golpe, ce n’è uno che, in mezzo a tutto questo ambaradan, dà speranza. Un golpista viene stordito dalla folla a suon di lacrimogeni e sassi. È nel suo tank ed è visibilmente alterato. Non sa cosa fare. Se uscirà verrà sicuramente pestato a sangue. Che fare? Fortunatamente, interviene un poliziotto: si avvicina al tank e aiuta il militare ad uscire.
Sono momenti di grande agitazione e il poliziotto soccorre il militare. Un’azione che spiazza tutti. Si abbracciano più volte: sanno che, al di là delle differenze ideologiche e politiche, sono sulla stessa barricata. Si abbracciano. Il militare non ce la fa più e si attacca con tutte le sue forze al poliziotto. Ecco, in quell’abbraccio c’è il futuro, quello vero, della Turchia. Dove si abbattono gli steccati e si rimane, prima ancora che militari, uomini.

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