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Paola Caridi (invisiblearabs) :Quanto costa la Dichiarazione di Doha?

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Era già successo nel febbraio del 2007, quando l’Arabia Saudita era entrata con tutto il suo peso nella frattura politica tra Fatah e Hamas, e aveva ‘gentilmente costretto’ i due movimenti palestinesi ad accettare il governo di unità nazionale. Governo dalla vita breve, appena tre mesi, sino al colpo di mano di Hamas a Gaza, nel giugno dello stesso anno. Quella veloce mediazione saudita, però, aveva fatto comprendere quanto i palestinesi fossero (e siano) sensibili all’influenza che proviene dalla Penisola Arabica. I tempi sono cambiati, e anche tanto. A cinque anni esatti da quell’accordo – firmato l’8 febbraio – gli stessi protagonisti si ritrovano a sud della Palestina. Stavolta non alla Mecca, ma a Doha. Sempre Mahmoud Abbas e Khaled Meshaal. Ancora loro, a guidare i rispettivi movimenti, come cinque anni fa, ma in un contesto completamente stravolto dal Secondo Risveglio arabo. Ancora loro, Abbas e Meshaal, ad accordarsi su di un governo di unità nazionale. O, per meglio dir...

Siria: ma cosa hanno visto davvero gli osservatori della Lega Araba?

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All’indomani del secondo veto, da parte di Cina e Russia, sulla proposta di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il governo di Bashar Assad, ecco una sintesi del rapporto della missione di osservatori inviati dalla Lega Araba, tra il 24 dicembre 2011 e il 18 gennaio 2012. di  Giovanni Andriolo La relazione, in realtà, è firmata dal capo della missione, il luogotenente generale sudanese Muhammad Ahmad Mustafa Al-Dabi, che non si limita a descrivere la situazione che gli osservatori hanno riscontrato nel paese, ma sottolinea anche le carenze e le pecche che la missione stessa presentava, soprattutto nella scelta degli uomini impiegati e dei mezzi a disposizione. Al-Dabi offre un quadro completo dei circa 25 giorni di missione, sottolineando gli eccessi di violenza sia delle forze governative che dei diversi gruppi di opposizione. In questo modo, il rapporto riconduce su un livello più equilibrato la descrizione della situazione si...

Ronit Dovrat, quando i palestinesi commemorano i loro amici israeliani

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La comunità palestinese del Veneto ricorda domani Ronit Dovrat, artista pacifista israeliana scomparsa lo scorso dicembre. “Abbiamo deciso di dedicare a lei la giornata del 5 febbraio (dalle 10 alle 16 nella sala incontri della pizzeria Paradiso,via dell’Ippodromo 43, Padova) – spiega Bassima Awad –  città dove ci siamo incontrati diverse volte con lei e dove abbiamo fondato l’associazione ZEIT-U-ZA’TAAR tra Israeliani e Palestinesi residenti in Italia per una pace giusta.  Una giornata dedicata a  lei  è il minimo che possiamo fare noi palestinesi e israeliani insieme che abbiamo sempre creduto come lei ha sempre dimostrato con gesti e fatti che la via più giusta per raggiungere la pace sia  la giustizia la verità ed i diritti umani e soprattutto la resistenza non violenta . Possiamo ricominciare un nuovo percorso usando le nostre esperienze insieme che ci potranno forse portare ad un progetto simbolico che porti il suo nome, è stato fatto per Arrigoni si potr...

La lotta dei profughi africani per vivere in Israele

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allegati Israele: immigrazione straniera e rifugiati politici . Chi sono i profughi eritrei e sudanesi che verranno colpiti dalla Legge di Prevenzione di Infiltrazione di Israele, passata lo scorso mese? Cosa hanno affrontato nei loro Paesi di origine e che cosa combattono adesso? Quando appoggio il mio registratore digitale sul tavolo, Kidane Isaac, un profugo eritreo, lo osserva e si sposta sulla sedia. Piega verso il basso il suo cappello di paglia rotto, capovolgendo il bordo inferiore, come per coprirsi il volto. Il cappello, che ha una fascia nera e un buco sulla parte superiore — pezzi di paglia sfatta, attaccata qua e là — non si abbina alla giacca a vento rossa, bianca e blu che Isaac indossa. È una povera scelta visto il clima. È una giornata invernale in Israele e il cappello di stile estivo è inefficace contro il freddo. Senza tener conto poi che il cappello sembra fuori luogo qui, in un chiosco di caffé nella stazione centrale degli auto...

FIRMATO ACCORDO TRA HAMAS E FATAH

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  1 RICONCILIAZIONE, DISCUSSIONI IN QATAR TRA HAMAS E FATAH Si  sono incontrati ieri a Doha, in Qatar, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, e il leader in esilio di Hamas, Khaled Meshal. I due hanno affrontato questioni relative al processo di riconciliazione palestinese, ribadito la volontà di arrivare quanto prima a nuove elezioni e riunire così Gaza e Cisgiordania, le due entità territoriali che costituiscono i territori palestinesi. L’incontro è stato favorito dallo sceicco del Qatar Hamad Bin Khalifa che nelle ultime settimane si è mosso parecchio sul fronte diplomatico palestinese attivandosi anche per far rientrare Meshal in Giordania dopo un’assenza di 13 anni. Secondo fonti giornalistiche palestinesi e israeliane – che citano a loro volta anonime fonti diplomatiche – i due leader palestinesi in Qatar avrebbero anche valutato l’ipotesi di un governo ad interim affidato ad Abbas. Una ipotesi che però non ha trovato conferme...

LA STORIA / Se i soldati israeliani dimenticano il loro compagno in Cisgiordania

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Per una testa salvata ce n’è un’altra che è volata. Così. E tutto, pare, per soltanto otto minuti. La vicenda, a dire il vero, è quasi fantozziana. Ma i risvolti – per un Paese che ha dovuto fare i conti con i propri figli rapiti e uccisi sul fronte di guerra – sono diventati seri, serissimi. Tanto da far partire un’indagine interna. E, appunto, da far volare qualche testa. Questa storia inizia a Budrus, un villaggio palestinese. È l’ennesimo giorno di retate dell’esercito israeliano contro esponenti ricercati dai servizi segreti. Case perquisite, gente arrestata, anziani palestinesi fermi a guardare dalle finestre delle proprie case. Roba che, negli ultimi anni, non occupa più di mezza riga sui giornali palestinesi. La retata, insomma. Veloce. Efficace. Soldati che fanno da presidio nei punti nevralgici del paesino. Del resto quelle strade ormai sono familiari per l’esercito dello Stato ebraico. Pochi minuti e la missione è già finita. Tutti a casa. Tutti, tranne uno. Un pover...