Paola Caridi (invisiblearabs) :Quanto costa la Dichiarazione di Doha?
Era già successo nel febbraio del 2007, quando l’Arabia Saudita era entrata con tutto il suo peso nella frattura politica tra Fatah e Hamas, e aveva ‘gentilmente costretto’ i due movimenti palestinesi ad accettare il governo di unità nazionale. Governo dalla vita breve, appena tre mesi, sino al colpo di mano di Hamas a Gaza, nel giugno dello stesso anno. Quella veloce mediazione saudita, però, aveva fatto comprendere quanto i palestinesi fossero (e siano) sensibili all’influenza che proviene dalla Penisola Arabica. I tempi sono cambiati, e anche tanto. A cinque anni esatti da quell’accordo – firmato l’8 febbraio – gli stessi protagonisti si ritrovano a sud della Palestina. Stavolta non alla Mecca, ma a Doha. Sempre Mahmoud Abbas e Khaled Meshaal. Ancora loro, a guidare i rispettivi movimenti, come cinque anni fa, ma in un contesto completamente stravolto dal Secondo Risveglio arabo. Ancora loro, Abbas e Meshaal, ad accordarsi su di un governo di unità nazionale. O, per meglio dir...