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Palestina :SEPARAZIONE ECONOMICA SOTTO CONTROLLO ISRAELIANO

Il panorama politico israeliano ha al suo interno partiti e correnti con diversi approcci alla colonizzazione dei territori palestinesi. Queste differenze hanno conseguenze economiche non trascurabili. S HIR EVER* Gerusalemme, 02 gennaio 2012,  Nena News (foto dal sito dell’Alternative information center) – Il panorama politico israeliano è dominato dai partiti sionisti, che concordano sul concetto di uno Stato ebraico, ma non sul livello di restrizioni che lo Stato deve imporre ai non ebrei all’interno del suo territorio o entro quelli che saranno i suoi confini ultimi. I cittadini palestinesi di Israele I cittadini palestinesi di Israele, attualmente il 20% circa dell’intera popolazione israeliana, sono stati sottoposti alla legge marziale dal 1948 al 1966. Le autorita’ di governo chiusero agli ebrei di non acquistare i  prodotti palestinesi nè di far uso di  forza-lavoro palestinese, perciò lo sfruttamento della forza-lavoro palestinese in quel lungo period...

Israele: legge della giungla in Cisgiordania e legalizzazione retroattiva degli avamposti Il caso di Ramat Gilad

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  In campo diplomatico  il Primo Ministro Benjamin Netanyahu eccelle soprattutto nella   stagnazione, mentre ha dimostrato creatività eccessiva quando si tratta di discutere   degli insediamenti. Ogni volta che il sistema giudiziario ha disposto la cancellazione di un avamposto illegale, compresi quelli costruiti sui terreni privati palestinesi, una soluzione magica è stata trovata per  violare l'ordine del tribunale.Nel corso degli anni, i governi israeliani hanno approvato retroattivamente decine di insediamenti illegali utilizzando  denaro pubblico. Quando  l'Alta Corte di Giustizia ha ordinato l'evacuazione di un avamposto costruito su terra rubata, la Procura di Stato si è impegnata  a eseguire l'ordine. Ma alla fine della scorsa settimana  il ministro Benny Begin ha dato l'autorizzazione   retroattiva all' l'avamposto di Ramat Gilad. Secondo l'accordo, siglato  sotto l'ombra di minacce da parte dei coloni e ...

Israele si prepara a passare 70.000 palestinesi di Gerusalemme alle carte d’identità della West Bank.

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di Allison Deger   Ora, i residenti di Silwan si trovano di fronte al trasferimento alla West Bank.      Questa settimana, il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha annunciato il piano per revocare le carte di identità a 70.000 abitanti di Gerusalemme e di trasferirli all’amministrazione civile della West Bank. Anche se non si tratta di uno spostamento fisico, questa revoca delle carte di identità rappresenterà la più ampia rimozione  di massa dei diritti di cittadinanza, dal 1967, la Naksa o "sconfitta" palestinese. I palestinesi che sono stati costretti all’esilio come profughi o che, nel 1967, si trovavano in viaggio all’estero, sono stati spogliati dei loro documenti di identità palestinesi .                                                ...

GAZA, MANIFESTAZIONE CONTRO LA NO GO ZONE

Nuova protesta a Beit Hanoun contro la «zona cuscinetto» creata dall’esercito israeliano all’interno di Gaza. I partecipanti hanno anche commemorato gli oltre 1.400 palestinesi morti nell'operazione "Piombo Fuso" ROSA SCHIANO Beit Hanoun (Gaza), 1 gennaio 2012, Nena News (le foto sono di Rosa Schiano) – La manifestazione è iniziata verso le 11.00 del mattino. Un drone sorvolava il cielo sopra Beit Hanoun. I ragazzi ed i volontari dell’International solidarity movement (Ism) hanno marciato fino a pochi metri dalla barriera di separazione, intonando cori e sventolando bandiere palestinesi. Saber al Zaaneen, del Beit Hanoun Local Initiative, aveva un megafono che faceva da cassa al suo cellulare che riproduceva alcune canzoni, tra queste “Bella Ciao”, immancabile nelle manifestazioni in Beit Hanoun. Durante la marcia sono stati avvertiti spari da parte dell’esercito israeliano. Arrivati a pochi metri dalla barriera che delimita il confine, Saber ed altri ragazzi hann...

Egitto :Io, musulmano, a Messa per difendere i cristiani dagli attentati

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CAPODANNO 2012.  La Chiesa d’Alessandria d’Egitto colpita un anno fa da un attentato durante la messa di Capodanno, ieri notte era affollata da numerosi musulmani rimasti in piedi durante l’intera celebrazione eucaristica reggendo in mano delle candele accese. Un segno di solidarietà nei confronti dei loro amici e colleghi cristiani, ma anche un modo per proteggerli dal rischio di nuovi attacchi. Ilsussidiario.net ha intervistato Yasser El-Drieny, uno dei musulmani di Alessandria che hanno partecipato alla messa di Capodanno. Il 32enne, dipendente dell’ufficio importazioni della multinazionale francese CMA-CGM, racconta il suo 2011 vissuto “tra la paura, la speranza e le delusioni”, e descrive le sue aspettative per un 2012 che in Egitto si presenta quanto mai incerto. El-Drieny, come ricorda l’attentato contro la chiesa di Alessandria di un anno fa? A restarmi impressa è stata la crudeltà di quell’attacco, e la cerimonia che si tenne il giorno successivo in memor...

Zeev Sternhell : salviamo la democrazia in Israele

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    L’individuo ha cessato di essere al centro della democrazia israeliana, con la maggioranza di destra che persegue aggressivamente una legislazione volta a trasformare i non ebrei del paese in cittadini di seconda classe. Chiunque permetterà che questo accada sarà complice nel destino del paese.  Così è sintetizzato nel sommario iniziale l’articolo di Zeev Sternhell comparso sulla versione on line inglese di  Haaretz  il 17 novembre intitolato  Does Israel still need democracy?  I toni e i contenuti dell’articolo ci sono sembrati particolarmente preoccupanti, e quindi abbiamo ritenuto utile offrirne una sintesi, augurandoci che le parole di Sternhell siano esagerate, ma ritenendo comunque che costituiscano un campanello d’allarme che merita di essere ascoltato. Con il titolo provocatorio l’autore (storico, considerato uno dei massimi esperti mondiali del fascismo, che ha guidato il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Ebraica di G...

Giorgio Gomel :Mc Carthy in Israele

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   Un’ondata di maccartismo minaccia il tessuto democratico di Israele. Una serie di leggi già approvate o sottoposte alla Knesset da partiti di governo - Likud e Yisrael Beitenu - compromettono gravemente il funzionamento della democrazia. Tendono a trasformare il sistema politico in una democrazia limitata, soffocando il dissenso, le libertà individuali, l’indipendenza dell’ordine giudiziario. Il disegno del radicalismo di destra è esplicito e distruttivo. Da un lato la violenza dei coloni più oltranzisti contro i palestinesi in Cisgiordania, con le spedizioni punitive, le devastazioni degli uliveti, gli incendi alle moschee, le aggressioni all’esercito israeliano quando protegge gli abitanti palestinesi. Più di recente gli atti intimidatori contro arabi ed ebrei attivi nel movimento per la pace in Israele. Dall’altro l’offensiva politica in Parlamento. Qualche esempio. Una legge approvata a marzo consente a comunità che comprendono fino a 400 famiglie di proibi...