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Abuna Mario :quando la sicurezza non è uguale per tutti…

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Qualche giorno fa  presso l’aeroporto di Tel Aviv al primo controllo del passaporto dove mi sono presentato 2h e 50 minuti prima del volo Alitalia, che aveva un ritardo di una ora, (quindi quasi 4 ore prima del volo) mi è stato domandato cosa facevo in Israele: Ho risposto che ero un sacerdote del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ho mostrato il mio visto A3 come altre volte e il ragazzo della sicurezza si è allontanato qualche secondo per mostrare al suo responsabile il mio passaporto. Tornato mi ha appiccicato sulla valigia un bel 6 . Ho mostrato che l’ultima volta mi avevano dato un buon 3 e che la volta prima mi avevano dato 5. Erano alcuni viaggi che non prendevo 6. L’ultimo 6 lo avevo preso viaggiando in compagnia di un sacerdote del Patriarcato che però era palestinese. Quando ho visto il numero 6 ho iniziato ad agitarmi perché qualche volta ti può capitare di non essere felice di ricevere una perquisizione corporea così come era successo altre volte. Ho chiamato il resp...

Video: Coloni attaccano attivisti israeliani, giornalisti e palestinesi. 23 feriti

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Israeli settlers attack Israeli activists & journalists; 19 injured, 3 hospitalized

La Lega di Difesa Ebraica francese ha inviato “militanti” francesi nelle colonie illegali nella West Bank come “dimostrazione di solidarietà”.

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   Nour Samaha    Due settimane fa, su un sito web francese è apparso un annuncio che faceva richiesta di “militanti con esperienza militare” per partecipare, tra 19 e il 25 settembre, a un viaggio di solidarietà in Israele. “Lo scopo di questa spedizione è quello di dare una mano ai nostri fratelli che affrontano l’aggressione degli occupanti palestinesi e per aumentare la sicurezza delle città ebraiche della Samaria e della Giudea,” vi viene spiegato. Le date del viaggio coincidono col la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese alle Nazioni Unite. A partire da ieri, 55 cittadini francesi con esperienza militare, uomini e donne, si sono insediati all’interno delle colonie illegali israeliane su e giù per la West Bank. Organizzati in cinque gruppi separati di 11, il loro mandato è quello di “difendere le colonie da qualsiasi tipo di attacco da parte dei palestinesi”, e di essere di “aiuto” in quelle aree in cui hanno la sensazione che ci si...

Amira Hass :Le terre degli indigeni

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In attesa del mio intervento, ascolto le storie che mi vengono raccontate. Un uomo molto ricco (bianco) aveva delle grandi barche, che servivano a pescare grandi pesci. Il problema è che quella regione era rivendicata da una popolazione indigena. L’uomo molto ricco non ascoltava le loro proteste. Così, un giorno, alcuni indigeni sui loro kayak hanno tagliato le reti da pesca. I membri di un’altra tribù, gli squamish, sono invece diventati molto ricchi affittando le loro terre allo stato. Un professore universitario ricorda alla platea che l’università di Victoria, in Canada, è stata costruita sulle terre di una popolazione indigena (i songhee). Chi assiste alla conferenza – sostenitori della causa palestinese – sa già di cosa si parla. Sanno tutto dell’espulsione delle tribù indigene dalle loro terre e della loro lotta contro le istituzioni. Alcuni uomini ricchi hanno costruito lì grandi palazzi, ma quando il contratto è scaduto gli squamish si sono rifiutati di rinnovarlo. C’è stato ...

Andrew Sullivan :Obama nella trappola israeliana

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 Ci sono momenti in cui un editorialista si concede un po’ di speranza. Dopo la débâcle degli anni di Bush, con l’elezione di Barack Obama sembrava che per i rapporti tra il mondo musulmano e gli Stati Uniti fosse davvero possibile un nuovo inizio. Il discorso di Obama al Cairo nel giugno 2009, in cui chiedeva di metter fine agli “anni della diffidenza” tra musulmani e americani, era pieno di promesse ed è stato seguito due anni dopo dalla primavera araba. Finalmente gli Stati Uniti potevano aiutare le democrazie nascenti in Medio Oriente. Gli stretti legami di Obama con la comunità ebraica americana e la sua simpatia per i palestinesi facevano di lui il presidente perfetto per questo periodo. E, a differenza dei predecessori, non aveva affrontato questo tema nella fase finale del secondo mandato, ma l’aveva preso di petto subito. Il suo discorso alle Nazioni Unite invece è stato la fine di tutte queste speranze. La decisione dell’Onu di riconoscere lo stato palesti...

MINACCE ALLA COMUNITÀ ISLAMICA DI VENEZIA: “SIETE GENTE SENZA DIO”

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“ Brucerete all’inferno, infedeli! Siete gente senza Dio, una massa di satanisti pedofili. ” Sono alcune delle minacce contenute in una missiva recapitata alla sede del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani, presso la moschea di Venezia ad opera di un sedicente gruppo cattolico praticante. Il grave episodio, è da collegare probabilmente con la decisione  dell’Imam Hammad, di citare il Vangelo in moschea durante la preghiera collettiva del venerdì, aderendo così all’iniziativa lanciata dal Movimento cui era seguita quella analoga di Don Cerruti, parroco di Cantù. Questi, è bene ricordarlo, era stato etichettato di apostasia e di eresia dal parlamentare europeo, Magdi Allam, per aver promosso la conoscenza reciproca leggendo in chiesa alcuni versetti del Corano. Nella busta, oltre alla lettera, c’erano anche una decina di periodici cattolici ripiegati e contenenti salmi, canti e parabole di Gesù. “ Non buttate questi fogli domenicali della Santissima Messa o ...

Capodanno ebraico: Cisgiordania chiusa, Gerusalemme blindata

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 Anno nuovo, vita vecchia. Israele è in massimo stato d’allerta per i festeggiamenti del Nuovo Anno Ebraico, cominciati ieri sera e in programma fino alla mezzanotte di sabato. La conseguenza? La Cisgiordania è stata chiusa, Gerusalemme è blindata. L’esercito israeliano ha dichiarato ieri la Cisgiordania area chiusa, annunciando uno stato di emergenza di quattro giorni, dalla sera di ieri alla mezzanotte di sabato, per garantire la sicurezza delle celebrazioni del Nuovo Anno Ebraico. In breve, i checkpoint da e per Israele sono chiusi a tutti i palestinesi, con e senza permesso. Ingresso riservato solo a internazionali e membri di organizzazioni non governative. Aumentato anche il numero di soldati presso i checkpoint di tutta la Cisgiordania e della Striscia di Gaza e quelli di stanza nelle strade principali dei Territori Occupati e al confine con l’Egitto, considerato ancora dopo l’attacco di Eilat zona calda. Gerusalemme è una città semi blindata: polizia di frontiera e...

Nuova bypass road a Beit Ummar, confiscati 800 dunam di terra

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Dopo l’annuncio delle oltre mille nuove unità abitative per coloni nell’imponente insediamento di Gilo, il Sud della Cisgiordania è sotto una nuova minaccia: una bypass road nel villaggio di Beit Ummar e la conseguente confisca di 800 dunam di terre palestinesi.Ad annunciare all’agenzia palestinese WAFA il nuovo progetto delle autorità israeliane nel villaggio a Nord di Hebron è Mohammed Awad, portavoce del Comitato Nazionale contro il Muro e le Colonie: Tel Aviv ha notificato ieri alla cittadinanza del villaggio di Beit Ummar un ordine militare per la costruzione di una bypass road (una strada di collegamento interna alla Cisgiordania utilizzabile solo da israeliani e coloni) che partirebbe dall’insediamento di Kefar Etzion e attraverserebbe in pieno il campo profughi di Al-Arrub e il villaggio di Beit Ummar. Il progetto, naturalmente, sarebbe portato avanti attraverso la confisca di terre agricole appartenenti al villaggio e ad una scuola di agraria. Si parla della confisca di almen...