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L’uccisione di Jawaher Abu Rahme a causa dei gas lacrimogeni israeliani lanciati sulla protesta di fine anno nel villaggio di Bi’lin, raccontata dalle foto del collettivo Activestill.

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http://www.facebook.com/pages/Activestills/286357017072?ref=ts&v=info Ramallah 3 gennaio 2011 – (foto da Activestill) – L’uccisione di Jawaher Abu Rahme a causa dei gas lacrimogeni israeliani lanciati sulla protesta di fine anno nel villaggio di Bi’lin, apre tragicamente il nuovo anno in Cisgiordania e per la lotta popolare non violenta dei palestinesi nei villaggi. Nena News vuole raccontare quello che è accaduto attraverso le foto del collettivo di fotografi israeliani Active Still, sempre presenti accanto a palestinesi e agli internazionali nelle manifestazioni settimanali contro la costruzione del muro e l’espansione delle colonie israeliane illegali. Jawaher Abu Rahme, palestinese, 36 anni, uccisa dai gas lacrimogeni lanciati sui manifestanti dall'esercito israeliano il 31 dicembre 2010. Lasciamo la parola alle immaginiDal 2005, il villaggio della Cisgiordania di Bi’lin organizza settimanalmente una protesta non violenta contro la costruzione del muro israeliano che ha ...

Amira Hass ; lo Shin Bet tortura i prigionieri

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    http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/shin-bet-tortures-prisoners-and-denies-access-to-lawyers-1.333450 Secondo un rapporto pubblicato dal Comitato Pubblico contro laTortura in Israele e dall'Associazione dei Prigionieri Palestinesi, addirittura al 90 per cento dei prigionieri palestinesi sottoposti a interrogatorio da parte del servizio di sicurezza dello Shin Bet, viene impedito di consultarsi con un avvocato, anche se la legislazione sia civile che militare dello stato affermano con chiarezza che questo divieto deve essere applicato raramente.                                  Lo Shin Bet sostiene di aver l'autorizzazione legale per privare alcuni detenuti degli avvocati.  Secondo il dottor Rosenfeld Maya, autore dello studio, durante i periodi prolungati in cui i prigionieri sono privati degli avvocati, lo Shin Bet utilizza metodi di interrogatorio che sono contrari...

Uri Avnery :fabbrica di antisemiti

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   28 settembre 2002 La prima vittima israeliana di Saddam Hussein è un mito sionista nel quale siamo stati allevati.   Secondo questo mito, Israele è un rifugio per gli Ebrei di tutto il mondo. Negli altri Paesi, gli Ebrei vivono nel timore perpetuo che arrivi un persecutore crudele, come è successo in Germania. Israele è il rifugio sicuro, verso il quale gli Ebrei possono dirigersi nei momenti di pericolo. In ogni caso, questo era l'obiettivo dei padri fondatori quando hanno costruito lo Stato. Oggi arriva Saddam e dimostra il contrario. In tutto il mondo gli Ebrei vivono in sicurezza e sono minacciati di annientamento in un solo posto del pianeta: Israele. Qui i parchi pubblici sono pronti per servire da cimiteri, qui vengono prese (patetiche) misure contro armi chimiche e biologiche. Molte persone sono già pronte a rifugiarsi nelle comunità della Diaspora. Fine di un mito. Un altro mito sionista era già morto prima. La diaspora, come avevamo imparato in gioventù,...

Haaretz : le condizioni disumane dei detenuti nelle celle di isolamento

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Un report della Israele Bar Association, la prima rivista esterna delle carceri del paese, dice che alcune sezioni 'assomigliano di più a una segreta.' di Tomer Zarchin Un rapporto degli Avvocati di Israele, ottenuto da Haaretz, fornisce uno sguardo sulle strazianti condizioni che devono sopportare i prigionieri separati dalla popolazione carceraria principaleSecondo il documento, che è la prima rassegna esterna del servizio penitenziario, le ali di isolamento presso le carceri Ayalon e Shikma non sono idonee come dimora umana e "assomigliano di più a una segreta", mentre la maggior parte delle celle nelle carceri di tutto il paese sono "stipate, rancide, con odori di fogna e di muffa, e infestate da insetti." "E' difficile ignorare la sensazione che l'isolamento, come praticato oggi, abbia una funzione di punizione, piuttosto che di prigionia", hanno scritto gli autori del rapporto, Michael Atia - presidente della commissione per il serv...

Modena, danneggiata la stele in ricordo della Shoah

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   Commento: un atto da condannare senza incertezze MODENA, 01 GEN 2011 - Non è stato il gesto di un ubriaco, per trovare la stele bisogna inoltrarsi a piedi nel parco vittime dell’Olocausto e sapere dove trovarla. La scientifica, inoltre, da un primo riscontro, non ha trovato impronte: l’autore, quindi, è arrivato non solo armato di un martello, ma anche con le mani infilate nei guanti. Nella notte di San Silvestro, qualcuno ha pensato di festeggiare l’arrivo del nuovo anno prendendo a martellate la stele che ricorda le vittime di una delle più grandi tragedie della storia dell’uomo. Un rettangolo di granito verde che porta impressa una frase di Primo Levi tratta da “Se questo è un uomo”. Questo piccolo monumento ha avuto, da subito, una storia travagliata. Era stato inaugurato dall’allora sindaco Giuliano Barbolini nel gennaio del 2004 in occasione della Giornata della memoria. Nella notte tra il 7 e l’8 marzo dello stesso anno, ignoti l’avevano presa a mazzate spargendo...

KNESSET: ALLE COLONIE 500 MILIONI DI DOLLARI

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 Il Parlamento israeliano assegna agli insediamenti ebraici in Cisgiordania 2 miliardi di shekel, circa 564 milioni di dollari. Lievitano anche i fondi stanziati per la protezione dei coloni a Gerusalemme Est: 800 dollari per ogni settler.Gerusalemme 3 dicembre 2010 Nena News (foto upi.com) – Due miliardi di shekel, circa 564 milioni di dollari: è quanto andrà alle colonie illegali della Cisgiordania, alla loro costruzione, ai servizi, ad investimenti per la sicurezza dei coloni. Lo ha deciso il nuovo piano finanziario stilato per il 2011-2012 dal parlamento israeliano, annunciando anche la costruzione di altre 200 unità abitative in uno dei più grandi insediamenti, Ma’ale Adumin, a cui verranno destinati 58 milioni di shekel, con una aggiunta di altri 31 milioni di NIS per il 2012. Sempre nel 2011, 500 nuove case saranno costruite ad Har Homa, la gigantesca colonia che Israele sta costruendo dalla metà degli anni ’90 tra Gerusalemme Est e la cittadina palestinese di Beit Sahour, a...

Eminente rabbino olandese contro la profezia di Bolkestein: “Ebrei, lasciate l’Olanda”

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    Dutch rabbi rejects call for Jews to leave Rabbi Binyomin Jacobs, chairman of Rabbinical Council for Netherlands, says 'it is a good idea for Dutch Jews to move to Israel, but only if it is out of free will and not to be forced out' Ynetnews Published: 12.13.10, 07:51 / Israel Jewish Scene Rabbi Binyomin Jacobs, the chief rabbi of Inter-Provincial Chief Rabbinate (IPOR), chairman of the Rabbinical Council for the Netherlands, disavowed the comments made by Frits Bolkestein, former European Commissioner and ex-leader of Holland's ruling rightist VVD party, who claimed that practicing Jews had “no future here, and should emigrate to the US or Israel.” Rabbi Jacobs said he rejects Bolkestein’s statement that Jews should leave because of, in Bolkestein’s words, "the anti-Semitism among Dutchmen of Moroccan descent, whose numbers keep growing“I am grateful for the warning but I reject the concept,” Rabbi Jacobs, a prominent member of the Rabbinical Centre of Euro...

URI AVNERY Rompere il silenzio, da Tel Aviv giovani anticorpi contro il razzismo

È facile disperarsi per la ripugnate ondata di razzismo che ci ha sommerso. Il rimedio per la disperazione: il numero crescente di giovani, figli e figlie della nuova generazione di Israele, che si stanno unendo alla lotta contro il razzismo e l'occupazione.   Questa settimana, parecchie centinaia di loro si sono riuniti in un salone a Tel Aviv (ironia della sorte, della Federazione Sionista Americana) per lanciare un libro pubblicato dal gruppo «Breaking the silence». In sala c'erano alcuni veterani, ma la grande maggioranza dei presenti era composta da ventenni, maschi e femmine, che hanno completato il servizio militare. «L'occupazione dei territori» è un libro di 344 pagine, e consiste in quasi 200 testimonianze di soldati sui loro giorni e le loro notti nei territori occupati. I militari hanno raccontato cosa hanno visto e l'organizzazione, che è composta da ex-soldati, ha verificato, comparato e selezionato i racconti. Alla fine, 183 delle circa 700 testimonianz...

Vittorio Arrigoni: buon anno Gaza

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   Lunedì notte navi da guerra israeliane hanno assaltato un peschereccio palestinese, mentre questo si trovava a navigare dinnanzi a Beit Lahya, a nord della Striscia, in  acque  legalmente riconosciute essere di Gaza. Sequestrata l'imbarcazione e rapito l'intero l'equipaggio di sei  pescatori . I pescatori sono stati rilasciati il giorno stesso, mentre il peschereccio, di proprietà del pescatore Abd Al Salam Al Hessi, rimane confiscato dalla marina militare israeliana, con immenso  danno  dei lavoratori palestinesi che non hanno più di che sostenere le loro famiglie.Martedì pomeriggio, soldati israeliani durante una incursione in territorio palestinese hanno sparato alcuni colpi verso alcuni lavoratori impegnati a recuperare materiale edile di riciclo da delle macerie a est di Gaza city. Colpito da una scheggia di proiettile e fortunatamente ferito solo in modo lieve, Mahmoud Mousa Mohamme...

Il tempio dell'amore - Mario SALIS

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Amira Hass :La barzelletta del soldato

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    “C’è un soldato di guardia a un check point in Cisgiordania che controlla le carte d’identità di chi vuole passare. Un abitante di Jenin non può transitare ed è costretto a fare una lunga deviazione per arrivare a un’altra strada. Uno di Tulkarem viene trattenuto per un quarto d’ora, poi viene fatto passare. Due di Nablus rimangono fermi per tre ore e alla fine vengono rispediti indietro. Quando arriva un tizio di Ramallah, il soldato esclama: ‘Oh, fratello, per fortuna sei tu! Mi tieni il fucile e resti di guardia per dieci minuti? Non ce la faccio più: devo correre a pisciare” La barzelletta non è nuova e, come spesso succede, non si sa chi l’ha inventata. L’ho sentita raccontare sia dai palestinesi sia dagli israeliani. Per i soldati israeliani Ramallah è sinonimo di una popolazione mite: non si verificano scontri quando passa un veicolo militare, nessuno tira pietre, nessuno protesta. E, in effetti, i raid israeliani in città sono molto dimuiniti negli ultimi anni...

Le forze israeliane uccidono una manifestante a Bil'in : avvelenata dal gas lacrimogeno

Bil'in protester dies after exposure to tear gas shot by IDF  di Amira Hass Ieri, Jawaher Abu Rahmah, di 36 anni, è stata ricoverata all’ospedale di Ramallah dopo aver inalato una gran quantità di gas lacrimogeno durante la manifestazione settimanale a Bil’in e questa mattina è deceduta per avvelenamento. Abu Rahmah era sorella di Bassem Abu Rahmah che, il 17 aprile 2010, era stato ucciso durante una manifestazione pacifica a Bil’in. Per il VIDEO relativo:  http://www.youtube.com/watch?v=5yM9U2y-op4   I medici dell’ospedale di Ramallah hanno lottato tutta la notte per salvare la vita di Jawaher Abu Rahmah affetta da grave asfissia causata dall’inalazione di gas lacrimogeni avvenuta ieri a Bil’in da dove era stata trasportata d’urgenza in stato di incoscienza all’ospedale di Ramallah. Le era stato diagnosticato di essere affetta da avvelenamento dovuto ai componenti attivi presenti nel gas lacrimogeno e non era stata in grado di trarre giovamento dal trattamento....

Sefi Rachlevsky : Il potere dell’alleanza tra Netanyahu e gli estremisti religiosi è un invito ad un cambiamento radicale.

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Dopo l’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin, Benjamin Netanyahu affermò che non avrebbe mai potuto immaginare dove avrebbe potuto portare il ciclo dell’istigazione rabbinica, associata alla percezione dell’appoggio politico ed alla demagogia. Sembrerebbe, tuttavia, che Netanyahu abbia tratto da tutto ciò una lezione diametralmente opposta. I rabbini che sobillano continuano a ricevere decine di migliaia di shekel al mese dal governo israeliano. Lo stesso primo ministro fa discorsi incendiari contro gli “stranieri”. E la percezione del supporto da parte dei politici viene avvalorata dall’introduzione di una serie di disegni di legge razzisti il cui apice è stato raggiunto con la “legge del comitato per la discriminazione”, che minaccia di trasformare un editto rabbinico in una legge dello stato che favorirà la costituzione di aree per “soli ebrei”.  La “dittatura dei piselli”, secondo il consulente organizzativo Tal Gutfeld, rappresenta una cultura di regia nel...