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I diritti violati dei minori palestinesi

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   La notizia è di circa una settimana fa. La polizia israeliana finisce sotto accusa per i presunti maltrattamenti che avrebbe sistematicamente inflitto ai minori palestinesi violandone i diritti. La notizia è nuova, ma la storia è vecchia. Sono numerosi gli studi condotti da organizzazioni non governative o da agenzie internazionali che mettono in risalto le flagranti violazioni dei diritti dei minori palestinesi da parte delle forze di sicurezza israeliane e non solo. E il quadro diventa, se possibile, ancora più duro qualora si vadano ad analizzare le violenze sui minori perpetuate dai coloni israeliani Cisgiordania. Come Hebron, dove i bambini palestinesi sono fatti oggetto di ingiurie ed anche attacchi fisici da parte dei coloni lungo il tragitto per raggiungere scuola. Non sono eventi o casi isolati. I dati rilasciati dalle ong, tanto palestinesi quanto israeliane, sono chiari e non lasciano troppo spazio a repliche o a letture alternative. L'ong palestinese  Def...

Gideon Levy : la xenofobia e il razzismo devono essere fermati in Israele

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Sintesi personale   La malattia  è maligna , si diffonde con una rapidità allarmante. Una città dopo l'altra sta dichiarando apertamente: io sono razzista. E' vietato affittare appartamenti a studenti arabi a Safed e a Tiberiade. I lavoratori  migranti sono cacciati dai loro appartamenti  a Bnei Brak, dove viene tolta l'acqua e l'energia elettrica .Questo non è più l'odio antico verso gli arabi in nome della paura e della sicurezza, questa è xenofobia violenta.Un silenzio burrascoso aleggia. Non vi è alcun governo in Israele, nessuno spiega quali diritti spettano agli studenti arabi o agli africani ai quali siamo cos' ansiosi di dar loro la caccia e guidarli all'inferno.L'umanità è finita.Il discorso pubblico si concentra su soluzioni una più mostruosa dell'altra: costruire muri  , carceri, rimpatriarli immediatamente.Non una sola parola di compassione per queste persone. Si è dimenticato che sono essere umani e in difficoltà.Due eventi è  opportuno...

Israele :la mafia israeliana preoccupa gli Usa

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     Sintesi personale       L'  ambasciatore  americano James Cunningham  è preoccupato per la  criminalità  israeliana e per  eventuali infiltrazioni negli Usa.  In un documento del   2009 dal titolo "Israele, una terra promessa per la criminalità organizzata?" ha scritto che " Essa   (OC) ha radici di lunga data in Israele, ma negli ultimi anni  si è notevolmente potenziata."    Ha  menzionato l'assassinio  del boss Yaakov Alperon , "a circa un miglio di distanza dalla ambasciata", e l' uccisione di una donna di  31 anni  avvenuta  per un   proiettile vagante sulla spiaggia di Bat Yam nel corso di un fallito attentato contro un noto boss. I gruppi criminali israeliani "hanno dimostrato la loro capacità e volontà di i scontrarsi tra loro  senza alcun riguardo per eventuali vittime innocenti".   Secondo Cunningham, la polizia is...

VIDEO: NUOVI COLONI A GERUSALEMME EST

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Gerusalemme , 2 dicembre 2010, Nena News – (foto da JustJerusalem) -Sono le 8 di mattina del 23 novembre, a Gerusalemme Est. Un gruppo di civili israeliani accompagnati e scortati dalle forze di polizia, prende possesso di un edificio abitato da famiglie palestinesi, i Qara’een. Si tratta di tre appartamenti situati nel quartiere arabo di Jabal al Mukabber: le tre famiglie, 14 persone in tutto, di cui 5 bambini,vengono sfrattate; i loro effetti personali, vestiti, mobili, tappeti prima accatastati fuori dalle abitazioni, sulla strada, poi issati su camion delle compagnie di trasporti “Doron Removals”, “Levi Yosef Removals” e“Levi Removals”, dirottati verso il deposito di Moshav Even Sapir.Immediatamente dopo, coloni israeliani si installano nell’edificio, iniziando lavori di ristrutturazione e circondando di filo spinato lo stabile. Secondo gli attivisti di “Just Jerusalem”, una rete di israeliani e internazionali, alcuni dei coloni visti entrare nell’abitazione sarebbero visi noti di ...

Massimo Mandolini-Pesaresi: :“INVICTA PALESTINA”: UNA BIBLIOTECA DA RESTITUIRE

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“Villaggi ebraici furono costruiti in luogo di quelli arabi. Voi non conoscete nemmeno il nome di questi villaggi arabi e io non ve ne faccio una colpa perchè i libri di geografia non esistono più. Non solo non esistono più i libri, ma non ci sono più nemmeno i villaggi arabi: Nahlal crebbe al posto di Mahlul; Kibbutz Gvat al posto di Jibta; Kibbutz Sarid al posto di Huneifis; Kefar Yehushu’a al posto di Tal al-Shuman. Non esiste un singolo luogo edificato in questo paese che non sia stato precedentemente popolato dagli Arabi.” Queste parole di Moshe Dayan[i] possono forse darci un’idea dell’estensione del genocidio etnico e  culturale, che accompagnò la costituzione dello stato d’Israele. La storia della   Nakbah (letteralmente, ‘catastrofe’), la tragedia  palestinese del 1948, è in gran parte ancora da scrivere (o riscrivere). Grazie agli illuninanti contributi dei “nuovi storici” (new historians) israeliani, quali, fra gli altri,  Ilan Pappé[ii] e Tom Segev[...

Gaza, un blocco che fa ancora male

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di Carlo M. Miele Osservatorio Iraq, 1 dicembre 2010 Sono passati sei mesi da quando Israele ha annunciato “l’alleggerimento” del blocco sulla striscia di Gaza. Ma, da allora, per la popolazione dell’enclave palestinese ci sono stati solo miglioramenti di poco conto. È quanto emerge da un   nuovo rapporto   firmato da 21 organizzazioni umanitarie, tra cui   Oxfam ,   Amnesty International   e   Save the Children . Secondo il documento, intitolato   “Dashed Hopes: Continuation of the Gaza Blockade”  (“Speranze infrante: la continuazione del blocco su Gaza”), l’assedio israeliano resta in piedi a tutti gli effetti, “danneggiando” seriamente l’economia locale. “Il fatto che Israele sia venuta meno ai propri impegni, e l’assenza di un intervento internazionale per togliere il blocco stanno privano di palestinesi di Gaza dell’accesso all’acqua potabile, al lavoro e a un’esistenza pacifica”, ha spiegato alla Bbc   Jeremy Hobbs, direttore ...

Egitto : l' università di Al Azhar si apre al dialogo con studiosi ebraici

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Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Una dichiarazione, letta dallo sceicco  Fawzi al-Zifzaf, presidente del comitato permanente per il dialogo della prestigiosa università di Al Azhar, al Cairo, ha aperto una nuova, storica fase nei rapporti fra musulmani ed ebrei. La dichiarazione abolisce un antico divieto di dialogo fra i seguaci delle due religioni abramitiche; è stata letta a Londra durante un incontro fra leader politici e religiosi nella sede del Parlamento. “E il punto di origine di questo invito è l’Islam stesso che chiama alla fratellanza e alla comprensione reciproca e a stringere più forti legami fra i musulmani e i seguaci di altre religioni, e a stabilire ponti di dialogo con le istituzioni di studio in Europa e in America” ha detto  Zifzaf. L’avvenimento è stato organizzato dall’organizzazione caritatevole “Figli di Abramo” e l’istituto per il dialogo di Al Azhar. L’università sunnita aveva canali aperti di comunicazione con cattolici e anglicani sin dagli anni ’90, m...

Gaza, soldati israeliani sparano contro operai palestinesi: 5 feriti

Oggi altri  cinque operai palestinesi  sono rimasti  feriti  dagli spari di una  pattuglia israeliana  nel nord della  Striscia di Gaza  mentre  recuperavano materiale di costruzione  fra le macerie della zona industriale vicino al valico di Erez. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese  Maan . Un portavoce militare a Tel Aviv ha confermato che la pattuglia ha aperto il fuoco in direzione di un gruppo di persone che si erano  avvicinate ai  confini  e che avevano ignorato gli ordini di evacuare la zona. Episodi del genere hanno assunto un  ritmo  pressochè  quotidiano . Ieri altri quattro manovali palestinesi sono rimasti feriti in circostanze analoghe. Data la  penuria dei materiali di costruzione a Gaza , il recupero di materiale di scarto induce diversi manovali a spingersi anche in zone prossime al confine. Al termine di  una giornata di lavoro , secondo le fonti, possono sperar...

Israele, più della metà degli israeliani favorevole al trasferimento degli arabi

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Secondo un'inchiesta dell' Israel Democratic Institute , diffusa oggi dal  quotidiano Haaretz , il 53 per cento degli ebrei israeliani è  favorevole all'espuslione della popolazione araba  sostenuta da politici di destra ed estrema destra nazionalista, volta a cacciare la minoranza araba dal Paese. Nel caso si giungesse alla realizzazione della soluzione a due Stati  poi, l'86 per cento ritiene di primaria importanza  garantirsi all'interno dello Stato ebraico la maggioranza etnica . Per quanto riguarda la condizione attuale, che vede la composizione etnica del Paese fatta per  un quinto di arabi , il 62 per cento pensa che  si dovrebbe ignorare la loro opinione  in materia di politica estera fino alla completa risoluzione del conflitto. E sebbene per il 51 per cento arabi ed ebrei abbiano uguali opportunità e diritti, il 55 per cento ritiene giusto privilegiare i cittadini di religione ebraica  nella distribuzione delle  I sraele, più...

Gideon Levy : l'immoralità del referendum

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La democrazia israeliana al meglio: la popolazione deciderà del prossimo accordo di pace, ma non degli insediamenti e dell’annessione né delle guerre. Gli imbrogli di Israele al meglio: il legislatore emana leggi relative a un giorno in cui è stipulata un’intesa che ha lo scopo di differire il più a lungo possibile l’arrivo di quel giorno. E la moralità israeliana al meglio: per un referendum è formulato un quesito palesemente immorale, e all’oltraggio si aggiunge il danno, perché soltanto noi, esponenti del popolo eletto, decideremo della sorte di un altro popolo che per generazioni ha vissuto sotto occupazione e tutto questo osiamo chiamarlo democrazia. In realtà si tratta di chutzpah (impudenza) della peggior specie.La questione oggetto del referendum è immorale. Se proseguire o no l’occupazione diventa oggetto di un voto: come se fosse concepibile far votare su una cosa simile. Si chiederà alla popolazione chi voglia continuare l’occupazione e chi invece sia contrario. Proprio ...