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Bocche scucite:la demolizione delle case in Palestina

Un nuovo documento pubblicato oggi, “La demolizione delle case palestinesi da parte di Israele”, rivela la dimensione della distruzione delle abitazioni e di altre strutture nei Territori palestinesi occupati, in quanto considerate “costruzioni illegali ”Secondo le Nazioni Unite, nel 2009 oltre 600 palestinesi (più della metà dei quali bambini) sono rimasti senzatetto dopo che le forze israeliane avevano demolito le loro abitazioni. “Ai palestinesi che vivono sotto l’occupazione israeliana vengono imposte restrizioni talmente rigide su cosa e dove costruire, da essere equiparate a violazioni del diritto a un alloggio adeguato” - ha dichiarato Philip Luther, vicedirettore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. “Le autorità israeliane stanno ponendo i palestinesi in una situazione impossibile: qualunque cosa facciano, rischiano di rimanere senza casa”“Nella maggior parte dei casi, le persone si vedono negare il permesso di edificazione da parte di Isr...

Roberto Duz :LA PALESTINA NON COSÌ BRUTTA DI RAJA SHEHADEH

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Ai tanti viaggiatori che nel corso del tempo hanno visitato la Palestina e ne hanno descritto i paesaggi nei loro resoconti ciò che importava non era il territorio reale con in suoi abitanti, ma la conferma delle convinzioni religiose o politiche loro e dei lettori cui si rivolgevano. Dunque, «la Palestina è stata costantemente reinventata », vittima della «maledizione» data dalla «centralità che investe nell’immaginario storico e biblico dell’Occidente».Così riflette Raja Shehadeh, palestinese di Ramallàh, avvocato e scrittore che ha a lungo camminato per i sentieri della sua terra, trovandola tutt’altro che «desolata e brutta», come l’ha definita Mark Twain, ma comprensivo con quei viaggiatori d’Occidente che «non avendo trovato ciò che cercavano, ovvero il territorio della loro fantasia, provavano una forte avversione per quel che invece vi avevano osservato». Con le sette passeggiate (compiute tra il 1978 e il 2007) raccontate in Il pallido dio delle colline (Edt, pp. 195, € 1...

Amira Hass :A Gaza le vittime di ustioni presentano possibili sintomi di esposizione al fosforo bianco

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Gaza - Diversi medici palestinesi che operano negli ospedali di Gaza hanno informato gli esperti medici stranieri presenti sul territorio che durante le scorse due settimane hanno assistito ad un peggioramento inaspettato nelle condizioni dei loro pazienti che riportano ferite da ustione.Molti descrivono lo stesso scenario: due settimane dopo aver riportato le ferite, le condizioni dei pazienti hanno iniziato a peggiorare richiedendo il loro spostamento all’estero per sottoporli a un trapianto di pelle.In altri casi, i pazienti hanno riportato gravi danni ai tessuti organici. Alcuni dei feriti sono morti tra i sette e i dieci giorni dopo essere stati ricoverati, nonostante le loro ferite non sembravano metterli in pericolo di vita. Solo in seguito al decesso i medici hanno scoperto che sia il fegato che i reni erano stati colpiti. A quel punto però era ormai troppo tardi per salvare molti dei feriti. Il numero preciso dei pazienti che hanno riportato ferite da ustione e poi sono decedu...

Gaza: ustioni al fosforo bianco

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Nel gennaio 2009, un giovane di 18 anni si era presentato al reparto di pronto soccorso dopo aver subito un attacco con una granata al fosforo bianco. Aveva molte lacerazioni dolorose dovute a bruciature di grande spessore, che erano circondate da tessuto morto appeso alla carne viva. Le sue ferite ricoprivano il 30% della superficie del suo corpo ed erano distribuite su entrambi gli arti, quelli superiori e quelli inferiori, e sulla spalla destra. Non c’erano segni di bruciature da inalazione. Dopo che venne fatta una diagnosi clinica di bruciature da fosforo bianco, vennero protette le vie respiratorie, venne iniziata la somministrazione del liquido per la rianimazione, e vennero irrorate le ferite con una soluzione diluita di sodio bicarbonato prima di applicare bende inumidite Un giorno dopo l’ammissione nel reparto ustionati, venne osservato che del fumo bianco si sprigionava dalle ferite, che incorporavano ora una vasta estensione di tessuto necrotizzato che si era espanso entro ...

Nicholas D. KRISTOF : vivere al di là della recinzione a Sud di Hebron

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Sintesi personale L'occupazione israeliana della West Bank è ampiamente considerata come insostenibile per l'immagine di Israele. Ma una più cruda verità deve essere riconosciuta: l'occupazione è moralmente ripugnante. A sud di Hebron vi è il villaggio beduino di Umm al-Kheir, dove i palestinesi vivono in tende e capanne fatiscenti. Essi non possono connettersi alla rete elettrica, Israele non permette loro di costruire case, stalle per gli animali o anche servizi igienici. Quando gli abitanti del villaggio costruiscono strutture permanenti, le autorità israeliane le demoliscono . A Tuba alcuni residenti vivono nelle grotte ,perchè le loro case sono state abbattute in quanto considerate abusive, ma i palestinesi non ottengono mai la licenza edilizia Dall'altra parte del filo spinato vi è l'insediamento ebraico di Karmel , una piacevole oasi verde che sembra un sobborgo americano: lussureggianti giardini , case con aria condizionata, fienili e pollai...

Strenger : Ya'alon alla guida del nazionalismo-bunker

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Sintesi personale Il Vice Premier e Ministro degli Affari Strategici Yaalon ha recentemente celebrato il settantesimo compleanno del Lehi , milizia fondata da Avraham Stern affermando che la visione nazionalista di Stern dovrebbe essere utilizzata per educare i giovani di Israele e che Israele può contare solo su se stessa.Il problema ,ha aggiunto, per Israele è la sinistra che ha una visione distorta del sionismo,del resto l'anno scorso definì Peace Now un virus, Dopo qualche pressione da parte di Netanyahu, Ya'alon ritrattò la sua dichiarazione, affermando di riconoscere l'importanza del dibattito democratico.Non sono sicuro che questa semi-ritrattazione sia frutto di un reale convincimento visto che ritiene deplorevole che i giudici considerino alcuni avamposti illegali. Lui non si accorge che egli è impegnato a plasmare una storia del sionismo lontana dalla realtà .Il suo è solo nazionalismo. Noi non dobbiamo inventare un sionismo liberale: Herzl e Ahad...

L’ingresso di Israele nell’OCSE compromette i principi dell’organizzazione

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’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), uno dei club più prestigiosi del mondo economico, è stata fondata nel 1961. Essa conta attualmente 31 Stati membri: la maggior parte degli Stati dell’UE ed altri paesi sviluppati, inclusi gli Stati Uniti. Attualmente, i membri dell’organizzazione rappresentano il 60% della ricchezza globale. Il suo coinvolgimento nella distribuzione degli aiuti del Piano Marshall, per implementare la quale fu fondata l’organizzazione che l’ha preceduta – l’Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE) – l’ha esposta alle critiche. Nella sua carta, l’OCSE afferma che essa ‘riunisce i governi dei paesi impegnati a favore della democrazia e dell’economia di mercato’ allo scopo di ‘aiutare i governi e la società a sfruttare appieno i vantaggi della globalizzazione, affrontando le sfide economiche, sociali e di governo che l’accompagnano’. Si stabilisce che suoi valori siano ‘il rispetto dei diritti umani’,'l’impegn...

Alessandro Litta Modignani Lettera aperta a Informazione Corretta e ad Angelo Pezzana

C ari amici di Informazione Corretta, caro Angelo, giovedì sera a Roma è accaduto un episodio molto grave, che deve costituire un campanello d'allarme per tutti noi. Alle contro-manifestazioni, alle provocazioni e anche agli insulti dei falsi pacifisti e del fronte filo-palestinese, siamo purtroppo abituati. Che a fronte di queste provocazioni, il servizio d'ordine della Comunità ebraica reagisca con la violenza, è un fatto assolutamente sbagliato e intollerabile, dalle conseguenze incalcolabili. Le iniziative squadristiche appartengono alla mentalità fascista e sono invece indegne degli ebrei e degli amici di Israele.Non nascondiamoci dietro a un dito, per favore. Non cerchiamo inutili pretesti e versioni dei fatti francamente insostenibili. Non inventiamoci improbabili "catene e coltelli" (che infatti nessuno ha trovato!) frutti evidenti di fantasia e malafede. La dinamica stessa degli avvenimenti, la nuda cronaca dell'episodio spiega bene cosa è accaduto: i...

Ebrei contro l'occupazione: condanniamo l'aggressione avvenuta in Campidoglio

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1 Rete ECO, Ebrei contro l'Occupazione, condanna l'aggressione subita da uomini e donne che manifestavano pacificamente sulle gradinate del Campidoglio da parte di un gruppo di persone che sventolavano bandiere israeliane Come ha scritto Alessandra Mecozzi, i manifestanti avevano un chiaro messaggio scritto sullo striscione" senza la loro libertà non saremo mai liberi". Hanno manifestato per «ricordare gli oltre 11 mila civili palestinesi ristretti nelle carceri israeliane, molti di loro senza possibilità di difendersi, il milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nella Striscia di Gaza trasformata nella più grande prigione a cielo aperto esistente al mondo e per onorare i 1417 morti palestinesi dell'operazione Piombo Fuso», nonché «i 9 morti della motonave Marmara che trasportava aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, uccisi dalle forze speciali israeliane il 31 maggio scorso». Il Comune di Roma ha sbagliato, non nel chiedere la libertà per il soldato Shali...

Alain Gresh :Gaza sprofonda lentamente.

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L’assalto israeliano alla flottiglia che, il 31 maggio, stava trasportando aiuti a Gaza, può essere stato universalmente condannato. E’ veramente difficile sostenere un atto di pirateria in acque internazionali, specialmente quando ci sono stati 10 morti. L’uso sproporzionato della forza e la natura deliberata dell’aggressione ci indignano giustamente.Come si può essere comprensivi con il cosiddetto errore compiuto da Israele? Ora, in Israele, c’è un’offensiva senza precedenti contro le organizzazioni per i diritti umani, siano esse israeliane o internazionali: queste organizzazioni vengono considerate al momento una minaccia strategica per Israele, seconda solo a quella dell’ Iran, di Hamas e di Hetzbollah. Si tratta di un grave tentativo di delegittimarle con l’uso di gruppi sostenuti dal governo israeliano e dall’estrema destra (ad esempio, l’ONG Monitor). Non è quindi una sorpresa che i soldati israeliani abbiano giudicato alla stregua di “terroristi” gli attivisti che si recavan...

Nimrod Aloni Noi, Noi, loro

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Sintesi personale Di fronte alle immagini dell'attacco israeliano è difficile che qualcuno in Israele non si sia sentito il cuore spezzato e non abbia provato rabbia e desiderio di vendetta . Non per ragioni politiche ,ma perchè ci sentiamo appartenenti a una comunità, a un unica famiglia .E ora, anche solo come esercizio teorico, provate a pensare ai vicini palestinesi che in questi 43 anni hanno visto i loro figli e genitori, picchiati ,feriti ,inermi sotto l'occupazione. Esseri umani che sanguinano quando si spara loro, gridano per il dolore, urlano quando sono imprigionati, si sentono umiliati e miserabili quando sono trattati con con disprezzo. Immaginate la loro rabbia, il loro desiderio di vendetta .Non c'è nulla di nuovo o di rivoluzionario in questo esercizio intellettuale.Tutto ciò che richiede è prendere le distanze da una mentalità tribale e sviluppare una coscienza morale universale ,guardare gli altri, sia esso uno straniero o un nemico, come un esse...

Uri Avnery : L'IPOCRISIA SU SHALIT

Scrivo queste righe davanti a una finestra che dà sul blu del mar Mediterraneo, e penso a quell'uomo rinchiuso non troppo distante da questo mare, a qualche decina di chilometri da qui. Gilad Shalit può guardare lo stesso mare dalla sua finestra? Ha una finestra davanti? Come sta? Come lo trattano?È imprigionato da 4 anni. Shalit è diventato un simbolo vivente, un simbolo della realtà israeliana e dell'incapacità dei nostri leader di prendere una decisione, della loro viltà morale e politica. Se ci fosse stata la possibilità di liberare Shalit manu militari, il governo non se la sarebbe fatta scappare: gli israeliani preferiscono risolvere i problemi con la forza anziché compiere atti che possono essere letti come segni di debolezza. Il salvataggio degli ostaggi a Entebbe nel 1976 è considerata una delle imprese più gloriose nella storia di Israele, anche se mancò un pelo al fallimento. Le vite di 105 ostaggi e soldati furono messe in gioco, ma alla fine fu un successo. In al...