sabato 10 marzo 2012

FOTO: Hebron, giornata di ordinaria arroganza


  RIDAY, 09 MARCH 2012 08:16 EMMA MANCINI (ALTERNATIVE INFORMATION CENTER)
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Niente di nuovo sotto il sole di Hebron. In pieno pomeriggio, martedì 6 marzo, un gruppo di una ventina di soldati ha compiuto perquisizioni e pattugliamenti nella Città Vecchia. Fino ad entrare all’interno della Moschea di Abramo per una “visita guidata”.Intorno alle 14.30 un gruppo di soldati israeliani armati è uscito dalla colonia di Beit Romano. L’insediamento, creato nel 1982 con l’occupazione della scuola islamica Usama Bin Munkez, è oggi una scuola religiosa ebraica in cui studiano circa 200 studenti israeliani.I soldati hanno girato per la Città Vecchia, in zona H2 (sotto controllo militare israeliano), per poi entrare in una casa situata a pochi metri dal checkpoint che divide il cuore di Hebron dalla Moschea di Abramo. Un gruppo di una decina di soldati sono penetrati nella casa, spesso oggetto di violenze da parte dei coloni (più di una volta gruppi di estremisti hanno aggredito la famiglia che vi risiede e lanciato molotov nelle  camere) e delle vessazioni dell’esercito che ha posto sul tetto dell’edificio una torretta militare.

Seguiti dagli osservatori internazionali della missione TIPH, i soldati sono usciti poco dopo. Uno degli osservatori inviati dal governo italiano racconta all’AIC: “La nostra presenza è riconosciuta sia dal governo palestinese che da quello israeliano. Siamo circa 70 provenienti da sei Paesi: Italia, Svezia, Svizzera, Turchia, Norvegia e Danimarca. Dopo Oslo, nel 1997, le autorità israeliane, quelle palestinesi e i governi dei sei Paesi  hanno firmato un accordo che ha portato alla creazione del TIPH – Temporary International Presence in Hebron”.“Il nostro compito è quello di monitorare le violenze perpetrate contro i residenti palestinesi da parte di coloni e esercito israeliano e inviare un report ai governi dei sei Paesi presenti. Che a loro volta chiedono spiegazioni alle autorità di Tel Aviv sull’eventuale incidente. Ma più che una pressione politica, la nostra è una pressione sul campo: la nostra presenza fa spesso da deterrente contro le vessazioni dell’esercito”. Come accaduto martedì: un gruppo di osservatori del TIPH ha seguito i soldati che entravano nell’edificio e nulla è accaduto.Qualche minuto dopo, però, un altro gruppo di circa 20 soldati armati è entrato all’interno della Moschea di Abramo. I militari hanno compiuto una visita turistica al piccolo pozzo situato nella Moschea. E mentre alcuni di loro ascoltavano la guida spiegare loro l’importanza del pozzo per i credenti ebrei, cinque soldati imbracciavano i fucili e li puntavano verso i pochi palestinesi in quel momento presenti nella Moschea.

Un atto di prepotenza e di arroganza: scarpe sui tappeti della Moschea e fucili spianati al’interno di un luogo di preghiera.

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