Il nuovo progetto di legge, costituito da sei articoli, ha degli aspetti che si possono definire rivoluzionari. Mons. Greiche ne elenca qualcuno:
“Anzitutto si parla di regole comuni per la costruzione delle moschee e delle chiese. Verso la fine del regime di Mubarak, il parlamento pensava di fare una legge solo per le chiese, diversa da quella per le moschee. L’identità di trattamento è una cosa buona”.
In passato, sotto Mubarak, il permesso per costruire una chiesa c’era bisogno del permesso del presidente della repubblica o del primo ministro. “Adesso – spiega mons. Greiche – si lascia autorità ai consigli locali. Ma il fatto importante è il limite di due mesi entro cui il governo locale deve rispondere. Se non lo fa, la comunità cristiana può iniziare i lavori. In passato, quello che frenava la costruzione delle chiese era una sfibrante burocrazia. Si andava in un ufficio e non c’era l’ingegnere; il giorno dopo non c’era l’impiegato… E si andava avanti per anni e anni nell’attesa”.
La discriminazione fra chiese e moschee era visibile anche per altri aspetti. “Prima – continua il portavoce cattolico – si poteva chiedere di costruire una chiesa solo se si aveva un certo numero di fedeli (fino a 100 mila). Nella nuova bozza non vi è più questa condizione previa e anche questo è una cosa buona. Anche la pubblica sicurezza non ha più nulla da dire. In passato la sicurezza aveva il potere di bloccare le costruzioni per motivi veri o falsi. Burocrazia e sicurezza tentavano di bloccare la costruzione delle chiese a tutti i livelli. Invece per le moschee tutto filava liscio”.
Un problema tutto diverso è legato alla sicurezza dei cristiani che talvolta, pur avendo una chiesa, non riescono a utilizzarla per gli ostacoli posti da gruppi fondamentalisti e salafiti. “Questo problema – dice Greiche – è sentito in alcune zone dell’Egitto, come a Luxor o Arman, ma in altre parti del Paese vi è più tranquillità”.
“Questa nuova legge è importante soprattutto per le nuove città satelliti emerse attorno al Cairo, dove c’è bisogno di chiese. Invece nei villaggi, in luoghi molto poveri, lì i fondamentalisti ostacolano la costruzione delle chiese. Spero che questa bozza non venga cambiata. Sono cauto, ma anche pieno di speranza”
Commento: naturalmente gli islamofobici, sempre pronti a denigrare ogni aspetto del mondo arabo, non faranno alcun accenno a questa legge. Naturalmente "dimenticheranno" che dietro la persecuzione dei cristiani copti c'è l'Arabia Saudita, probabilmente .Stato amico delle "democrazie occidentali" e pronto a spegnere la Primavera araba con ogni mezzo
Mark Ebeid, attivista copto per i diritti umani, afferma che queste azioni sono in aumento e sono organizzate con i soldi dell’Arabia saudita. “A queste condizioni – sottolinea – dubito che i cristiani potranno resistere ancora molto in queste zone”. (S.C.)
http://www.asianews.it/notizie-it/Alto-Egitto,-violenze-contro-i-cristiani-in-aumento.-Bruciate-otto-abitazioni-21953.html

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