
1Omicidio volontario, tortura e trattamenti disumani: sono alcune delle accuse formulate da una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla strage della “Mavi Marmara”, la nave turca diretta verso la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari presa d’assalto a Maggio da un commando israeliano. Nel rapporto conclusivo dell’inchiesta, realizzata da esperti del Consiglio dell’Onu per i diritti umani, si chiede al governo e alle Forze armate di Israele di collaborare per permettere l’individuazione e l’incriminazione dei militari a volto coperto responsabili della strage. Nel blitz, avvenuto il 31 Maggio in acque internazionali, sono morti nove attivisti per i diritti umani. Gli esperti dell’Onu hanno raccolto decine di testimonianze, in Turchia e Giordania, Svizzera e Inghilterra. Sette delle vittime erano di nazionalità turca, una circostanza che ha determinato una crisi diplomatica tra Ankara e Tel Aviv e più in generale inasprito le tensioni mediorientali. Il governo israeliano ha giustificato l’assalto alla “Mavi Marmara” con necessità di carattere difensivo e accusato gli attivisti di aver aggredito le “teste di cuoio” con bastoni e coltelli. Entrambe le tesi sono confutate dai risultati dell’inchiesta dell’Onu. Israele, sottolineano gli esperti delle Nazioni Unite, ha violato “in modo grave” i diritti umani e continua a imporre sulla Striscia di Gaza un embargo economico e militare “contrario alla legge”. Nella regione palestinese, si legge ancora nel rapporto conclusivo dell’inchiesta, c’era a Maggio e c’è adesso “una crisi umanitaria”.[VG]
http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=280580
2 come da copione
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