sabato 17 aprile 2010

PALESTINESE UCCISO ALLA FRONTIERA CON GAZA, PROVOCAZIONENEI TERRITORI


Un palestinese è stato ucciso da soldati dell’esercito israeliano in uno scontro a fuoco nei pressi del confine con la Striscia di Gaza. L’episodio è stato confermato da fonti palestinesi e dai portavoce dell’esercito israeliano secondo cui un altro uomo sarebbe rimasto ferito negli scontri e ricoverato in un ospedale della Striscia. L’incidente testimonia la crescente tensione nella regione, alimentata dalle politiche sempre più restrittive del governo di Tel Aviv nei confronti degli abitanti dei Territori occupati, e dallo stallo in cui versano i tentativi dell’amministrazione americana di rilanciare il negoziato di pace. In Cisgiordania, in seguito alle consuete manifestazioni contro l’erezione del muro di separazione (detto anche della vergogna o dell’apartheid, dalle associazioni per i diritti umani) soldati dell’esercito israeliano hanno circondato la casa di un attivista palestinese detenuto in carcere in Israele, bloccando di fatto circa una quarantina di persone per oltre due ore.
Atti di intimidazione sono avvenuti inoltre in diverse zone della Cisgiordania: nei pressi di Qalqilia due automobili palestinesi sono state date alle fiamme, mentre sul muro di una casa vicina è stata trovata la scritta ‘Tag Mehir’ (in ebraico ‘il prezzo da pagare’), un riferimento alle ritorsioni dei coloni di frange estremiste contro i contadini palestinesi. Due giorni prima vicino Nablus erano state date alle fiamme altre due automobili palestinesi mentre sulla moschea del villaggio di Huwwara sono stati tracciati slogan ebraici. Nella zona di Ramallah, infine, sono 300 gli alberi di ulivo sradicati negli ultimi giorni. Alle condanne espresse dall’esercito non sono seguite azioni legali o investigative di nessun tipo.[AdL]
http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=270554

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