
Il Rapporto Goldstone contiene la descrizione approfondita e circostanziata delle violazioni del diritto internazionale avvenute, soprattutto, ma non soltanto, nella Striscia di Gaza, nel periodo luglio 2008 – agosto 2009.Giovedi 5 novembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato a favore della mozione dei paesi arabi che sollecita lo Stato di Israele e il movimento di Hamas a condurre indagini credibili e indipendentiper fare luce sulle accuse di crimini di guerra commessi durante il conflitto nella Striscia di Gaza del dicembre 2008 – gennaio 2009 contenute nel cosiddetto Rapporto Goldstone. Anche se legalmente non vincolante e verosimilmente di scarso effetto sull’immediato futuro del conflitto israelo-palestinese, l’esito del voto rappresenta un indubbio successo d’immagine per il mondo arabo e pro-palestinese e un imbarazzo internazionale per Israele. Reso noto al pubblico il 15 settembre[1], il Rapporto Goldstone contiene il resoconto dell’inchiesta conoscitiva commissionata dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHRC).Soltanto pochi giorni fa ci si chiedeva: è possibile che la realpolitik possa suggerire di spazzare sotto il tappeto fatti di una gravità inconcepibile? Questo è quanto infatti sembrava stesse succedendo al controverso documento che accusa sia Israele che Hamas di crimini di guerra.




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